Quando Dario Fo organizzò un colpo di stato

Per ricordare Dario Fo, un breve estratto del sottoscritto da FRANTI. Perché era lì – antistorie da una band non classificata con il suo atto che preferisco, sufficiente per essere ricordato come un genio irregolare nel paese dei conformisti.

 

L’eco del golpe cileno di Pinochet fu enorme in tutto il mondo, soprattutto nell’Italia di quegli anni: un paese atterrito e convulso, in cui vennero sventati all’ultimo momento già un paio di colpi di stato (Piano Solo e Golpe Borghese) e con gli echi costanti e tragici della Dittatura dei Colonelli dalla vicina Grecia.
E’ in questa atmosfera che Dario Fo e Franca Rame andarono in scena quella sera del 27 ottobre del 1973, coinvolgendo i diecimila spettatori presenti al Palazzetto dello Sport di Torino, in uno straordinario e indimenticabile “coup de theatre” finale.

Il teatro di Dario Fo e le reazioni che scatenò testimoniano al meglio il clima di quegli anni in Italia: lo spettacolo Guerra di popolo in Cile volle essere insieme una denuncia delle stragi fasciste e insieme la testimonianza di come non siano possibili accordi “pacifici” con la Democrazia Cristiana. Quello stesso anno la sua compagna e sodale Franca Rame era stata sequestrata da un commando neofascista e violentata per ore, ci voleva un certo fegato per andare avanti, ma Fo alzò persino il livello della provocazione. La traslazione della storia dal Cile in Italia avvenne così, in scena, attraverso la simulazione di un colpo di Stato durante lo spettacolo.
Come già precedentemente indicato, si vivevano tempi oscuri e si temeva un colpo di Stato italiano, la polizia politica perquisiva tutti, inquisiva per un niente, era ovunque. Da qui il colpo di genio di Fo: con tutta la compagnia, finsero, all’insaputa di tutti, un intervento repressivo, di tipo “cileno”, da parte della polizia. un gruppo di poliziotti (invero attori della compagnia teatrale) entrarono improvvisamente nel teatro durante la rappresentazione bloccando le porte, lanciando fumogeni e cercando un magistrato comunista. Nessuno tra il pubblico era al corrente del colpo di teatro inscenato, in pochi attimi si creò un caos inenarrabile che se non fosse stato per la spiegazione chiarificatrice di Fo sarebbe potuto degenerare. Tutti ebbero così fatto esperienza di cos’è un colpo di Stato, quando capita proprio a te, proprio nel tuo paese, proprio nel bel mezzo della tua vita pacifica.

 

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