Francesco Guccini a Spedaletto per UN TEMPO LENTO – racconti e musica d’appennino – con Stefano Testa, Diana Toccafondi, Marco Coppi

22/08, ore 19
FRANCESCO GUCCINI
GIULIANO TOCCAFONDI
presentazione dei libri “Tra i Castagli dell’Appennino” di e con Francesco Guccini e “C’è stato un tempo che tutto era un giardino” di Giuliano Toccafondi, per imparare l’arte dell’incontro con la valle della Limentra ascoltando le parole di Guccini, che qui ha costituito l’epica di Amerigo e altre celebri canzoni, che ci racconterà. Con Diana Toccafondi e Luca Buonaguidi.

a seguire
STEFANO TESTA
MARCO COPPI
letture e musica seguendo l’itinerario delle esplorazioni del titolare di BAR DIAVOLO e musicista prog-folk Stefano Testa sull’Alto Reno col cane Tobia nei racconti magici di un innamorato di queste valli, interrogate sul senso del tempo e l’invisibile che decide di apparirci, col flauto di Marco Coppi ad ispirare nuove avventure

NB
durante la serata verranno serviti aperitivi e degustazioni dal chiostro sul lago del Ristorante Lago Lo Specchio Spedaletto, dove sarà possibile cenare al termine degli eventi (suggerita la prenotazione).

DOVE
Spedaletto Pistoiese (PT)
Ristorante Lago Lo Specchio Spedaletto, via di Spedaletto 1

COME E PERCHE’ ARRIVARE
Il ristorante lago Lo Specchio si trova facilmente seguendo le indicazioni per Spedaletto Pistoiese – un piccolo borgo medievale sito in una valle circondata da boschi e sulle sponde del torrente Limentra – quando una deviazione di poche centinaia di metri dalla strada statale Porrettana (suggerita dalla segnaletica stradale) vi condurrà da noi. Gli spettacoli si terranno al chiosco di fronte al lago ed esterno al ristorante, dove sarà possibile ordinare da bere e da mangiare per un aperitivo o una degustazione, oltre alla possibilità di proseguire la serata a cena (consigliata la prenotazione). In caso di pioggia gli spettacoli e le altre attività previste si sposteranno in un’ampia sala all’interno del locale senza subire altre variazioni.

IL FESTIVAL
L’iniziativa è l’ultima delle quattro giornate del festival UN TEMPO LENTO – racconti e musica d’Appennino, un piccolo festival in quattro tappe sulla montagna pistoiese, un’occasione di incontro e ascolto tra artisti e appassionati dell’Appennino tosco-emiliano e delle parole e le musiche ad esso ispirate, lontane dalle luci della città distante. A cura di Luca Buonaguidi, Emanuele Vivarelli, Elena Marconi.

CONTATTI
prenotazioni: 0573 470054
info: lucabuonaguidi@hotmail
www.carusopascoski.com
www.facebook.com/LagoLoSpecchioSpedaletto

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TRA I CASTAGNI DELL’APPENNINO, Francesco Guccini

Un viaggio in treno fino a Pàvana, lungo la ferrovia Porrettana, per avvicinarsi nel modo più autentico allo spirito delle canzoni e dei luoghi di Francesco Guccini. Un libro per scoprire, attraverso la viva voce di Guccini, i ricordi più personali, insoliti e inaspettati attinti da una vita intera tra musica e poesia, tra i boschi dell’Appennino che Guccini ci invita da sempre, attraverso i suoi versi, a scoprire.
Tra i castagni dell’Appennino è, naturalmente, anche un viaggio nella memoria, che ripercorre l’evoluzione artistica ed esistenziale di una delle più grandi voci del panorama musicale italiano. Dai primissimi dischi ed esibizioni nelle osterie alle influenze letterarie che percorrono tutta la sua produzione, dagli anni delle contestazioni politiche ai piccoli vezzi privati che hanno accompagnato decenni di concerti, fino a diventare mitici rituali collettivi.
«Per me scrivere canzoni voleva dire raccontare la propria esistenza, le proprie vicende. Non convivo spesso con la malinconia. Non è una mia caratteristica, se non forse nel momento del ricordo, perché il ricordo a volte immalinconisce. Il fatto è che noi il futuro non lo conosciamo e il presente è fugace, quindi viviamo soprattutto nel passato, nel ricordo. Ma quando poi le racconto, queste cose, le vesto sempre di ironia.»
Da Dio è morto a La locomotiva, da Incontro a L’avvelenata: un viaggio attraverso quarant’anni di grandi canzoni in cui Francesco Guccini, insieme a Marco Aime, ripercorre i luoghi, i tempi e i personaggi del suo immaginario, rivivendo le storie e le passioni che lo hanno reso celebre.

C’E’ STATO UN TEMPO CHE TUTTO ERA UN GIARDINO, Giuliano Toccafondi

“Quel fiume è stato il mio maestro d’asilo, delle elementari e delle superiori”: così Giuliano Toccafondi scrive della Limentra nel libro che raccoglie i suoi racconti dedicati alla valle e ai boschi che ha amato per tutta la vita e di cui è stato la memoria storica. Preceduto da un’affettuosa prefazione dell’amico Francesco Guccini ed arricchito dai disegni dell’architetto e docente universitario Bill Homes, il volume raccoglie i testi, in parte pubblicati ed in parte inediti, che Giuliano Toccafondi ha scritto a partire dal 1993. Si tratta di una geografia interiore fatta di luoghi e di persone che, passando dalla grande alla “piccola” storia, ci restituisce un affresco della “vita che fu” nella Valle delle Limentre, tra Bologna, Prato e Pistoia.
Nato il 24 settembre 1926 a Monachino, una frazione del Comune di Sambuca Pistoiese nella valle della Limentra orientale, Giuliano Toccafondi è stato un profondo ed appassionato dell’Appennino sotto vari aspetti: attraverso le ricerche sul campo che lo portarono a ritrovare i “sassi scritti” della val di Limentra, Giuliano Toccafondi si è spento nella sua casa di Monachino (Sambuca Pistoiese) all’età di 86 anni il 10 agosto 2013, a raccontarcelo ci sarà la figlia Diana Toccafondi, che ha curato la presente edizione con competenza, dedizione e sensibilità

I RACCONTI DI STEFANO TESTA, CON LA MUSICA DI MARCO COPPI

Stefano Testa è autore di “Una vita, una balena bianca e altre cose”, un piccolo gioiello di prog italiano, pubblicato in appena mille copie, molto amato da alcuni estimatori. Nel 1989 l’uscita di un disco in collaborazione con il clarinettista jazz Tony Scott, dal titolo “Boogaboo” e poi la rinascita artistica nel 2012 con “Il silenzio del mondo”, preludio di un nuovo capitolo in musica, nell’anno corrente con “Andrea il traditore”, un poema prog-folk-esistenzialista basato sulla confessione di un reduce della coda finale del Novecento italiano.
Da qualche anno Stefano Testa è, oltre che titolare di BAR DIAVOLO (gruppo facebook molto popolare sull’Appennino), autore di racconti fatti di presenza boschive inattese che vanno e vengono e ti scavano dentro, forse solo sognate, viste soltanto o neppure dal cane Tobia che lo accompagna nelle sue esplorazioni d’Alto Reno nei boschi, negli incontri che accadono o che si immaginano: alla fine non c’è differenza per chi si impegna a viver bene la propria vita tanto le proprie fantasie sul mondo.

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