Valentino Zeichen – Sono un poeta d’occasione

Dalla viva voce di Dario Bellezza

Zeichen ha da ridire su tutto,
anche sulla mia casa, proprio lui!
che vive in una baracca da abusivo,
e non possiede nientedimeno che
il suo squattrinato snobismo (…)
Intanto va a girare la salsa
nel cesso, dove cucina, sempre
in omaggio alle sue strampalate
teorie dell’eterno ritorno.
Mi sollecita a scrivere su di lui,
ma vista la sua condizione
andrebbe raccomandato a un poeta
del realismo socialista.
Qualcuno bussa alla porta del cesso
cucina, urge un bagno;
Zeichen è tirchio con i sanitari,
crede che siano tutti dei Duchamp;
per la ragazza apre un’altra baracca
dove c’è un vero bagno con vasca,
che nega a se stesso e ad altri.
Zeichen sarebbe anche un bravo poeta
ma è troppo pigro per applicarsi.

***

La poesia

Come un ricorrente duplicato di Big Bang
simula la nascita dell’universo
a sua differenza possibile figlia d’ignoti.
Ella ha madre sebbene svagata,
espulsa in un baleno dall’ispirata origine e
subito estranea all’istantanea matrice creativa.
La poesia: annodate interiora.
Si dipana nella prosaicità della lingua
e lascia scorgere allettanti Aleph
dall’inafferrabile momentaneità;
gli accostamenti accidentali
fra le lingua ancora brulicanti
l’apparentano agli invertebrati,
i nodi vengono al pettine dello stile e
il poeta deve alla sua perizia di fisiologo
il taglio dei versi.
Senza offendere le sinapsi semantiche
riconduce a capo i misurati segmenti
comparabili agli esagrammi
delle divinazioni Ching.
Ogni volta che la mimesi creativa ricomincia
si ripropone il dilemma: il mondo
deve supporsi creato in versi
come ventilano le scritture oppure
si tratta di opera in prosa evoluzionistica?
Nel dubbio aporistico
applichiamo alla creazione
l’analisi stilistica.

***

 

Scoppierà la guerra
e noi ci arruleremo
nei soldatini di piombo
sotto l’arco di trionfo;
sfileremo alla berlina
dietro l’ampia vetrina
d’una antica cartoleria.
Amore, pazienta che
metta a letto la poesia.

***

Se la linea
della tua vita
nella mano
ti pare breve,
allungala con la matita
e chissà? che l’innesto
non riesca.

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