Claudio Paletto – Pendant Brumaire (un concerto degli Algiers)

Mescolate Nick Cave a Nina Simone, il gospel al post-punk poi aggiungete frasi campionate di Malcom X, una voce nera che più nera non si può, suoni distorti, testi radicali, mixerate il tutto ed otterrete un ufo di nome Algiers, la colonna sonora delle rivolte di Fergusson.
Se li avete già sentiti sapete quello che dico, se ancora non li conoscete buttate un occhio al loro video/manifesto e soprattutto andate sul loro sito, pieno di tante altre (?) cose, e capirete perché mi è presa voglia di vederli, dal vivo, in concerto.


Per me ha sempre funzionato così: gruppi, musicisti, cantautori mi piacciono per la musica che fanno, ovvio, ma anche, a volte soprattutto, per come la fanno, per attitudini, contenuti e modi di comunicare che riconosco immediatamente vicini.
E’ una pratica questa, metà di pancia e metà di testa, dalle parti del cuore probabilmente, che, riconosco, in cinquant’anni, mi ha dato qualche cocente delusione, ma, in definitiva, ha contribuito a salvarmi la vita .
Ciò detto, visto che il personale giro del mondo in ottanta date di Franklin James Fisher e compagni non prevede tappe in Italia, mi ritrovo, con l’amata complice Maddalena, detta Madda, a decidere, conti alla mano, dove andare a strappare questi tre punti in trasferta: Londra, Berlino, Monaco, Amburgo, Bruxelles, Glasgow, Manchester, Brighton, Parigi, Reims, Lione…, concerto gratuito a Lione, … Lione.

Alt(r)e velocità:
n°2 biglietti TGV Torino-Lione, andata 16 nov / ritorno 18 nov, totale 180 euro, durata viaggio 3h e 45m
n°2 bigliettiFlixbus Torino-Lione, andata 16 nov / ritorno 18 nov,
totale 36 euro, durata viaggio 4h e 25m (compresa sosta autogrill di 30m)
Domanda: voi cosa scegliereste ? ……. Anche noi.

Non c’è ragione al mondo per devastare una valle e le finanze pubbliche con una “grande opera” che tra 30 anni per la stessa tratta e non si sa a quale prezzo ci farebbe guadagnare un’ora di tempo. E poi che ci andrebbe a fare tutta sta gente a Lione? Mica ci suonano sempre gli Algiers! A sarà dura.

Venerdì sera. Ultima puntata di “How to get aways with murder”, bella. Scolleghiamo il computer dalla tv proprio mentre irrompono le prime “dirette” da Parigi. Cinque minuti cinque per capire che la faccenda è davvero pesa poi ci attacchiamo ai cellulari, abbiamo amiche e amici da quelle parti, proprio in quel quartiere. Li sentiamo, stanno bene, ad alcuni, paradossalmente, diamo noi notizia di cosa sta succedendo. Per Madda è una sorta di dejà vù, lei che l’11 settembre del 2001 l’ha passato a piangere al telefono in attesa che il fidanzato newyorkese dall’altra parte dell’oceano le rispondesse. Mi addormento tardi, con due certezze neanche tanto originali : la prima è che se questo massacro fosse successo in un’altra parte di mondo la notizia non avrebbe nemmeno avuto i titoli di testa nei tg del giorno dopo e la seconda che non è proprio il momento migliore per andare ad un concerto in Francia.

Sabato mattina. Mercato rionale di S.Giulia, nel cuore di Vanchiglia. Un anziano piemontese si ferma davanti a un banco vicino a quello dove compro le verdure e si rivolge così al giovane marocchino che lo gestisce: <Visto cosa hanno combinato i tuoi amici a Parigi?> e si allontana. In contemporanea succedono tre cose:
uno – il ragazzo, impietrito, riesce solo a rispondere: <Non sono miei amici>
due – un cliente che ha assistito alla scena insegue il vecchio, gli urla di vergognarsi, lo copre di insulti.
tre – Madda si gira a guardarmi, mi conosce e già teme mi metta nei guai
Intanto Giuseppe, l’ambulante calabrese da cui mi servo da sempre, scuote la testa e mi indica un immigrato ancora più giovane e ancora più triste: <Lui l’ho preso ad aiutarmi al sabato anche se non ne ho così bisogno…sai è arrivato su quel barcone, quello con tutti quei morti>

Domenica. 48 ore di “speciali tv” hanno lasciato il segno. Sento al telefono mia madre, 87 anni appena compiuti. E’ più preoccupata di quando, nel ’79, andai a Bologna per il tanto atteso/temutoconcerto di Patti Smith, che peraltro in quell’occasione deluse la platea più combattiva perdendosi in lunghe chiacchiere su Papa Luciani. “Preferirei che non andassi” azzarda, e qui mi tocca, per l’ennesima volta, ricordarle che è da quando ho dieci anni che lei preferirebbe, sempre, che non andassi da qualunque parte, a far qualunque cosa.
I media cominciano a diffondere altre liste oltre a quelle dei morti: tour annullato per gli Eagles of Death Metal, (e ci mancherebbe) U2, Foo Fighters, Coldplay, Prince, tour annullati o sospesi (lutto, ragioni di sicurezza, “dopo quello che successo non ha più senso continuare”, “non sono più felice”) Madonna, tour confermato (“fermarsi vuol dire fare esattamente quello che vogliono”) Hermès, festa d’inaugurazione della nuova boutique del lusso a Torino, confermata (“con questo momento di gioia nella tragedia non ci arrendiamo al terrorismo”) Bob Dylan: prossime date confermate (con richiesta di sicurezza armata in sala) Papa Francesco, prossimo Giubileo: confermato (“si farà”)
Contattiamo direttamente gli Algiers: < voi che fate? >
La risposta arriva immediata e ruba le parole a B.Brecht :
<“nei momenti tristi, canteremo ancora”… vi aspettiamo! >
Ninkasi, Gerland. Si chiama così, Ninkasi come ninkasi e Gerland come la zona nella periferia sud di Lione in cui si trova, il locale, un fabbricato industriale già sede di una ditta di trasporti, dove si tiene il concerto. Emergiamo dalla penultima fermata di un metrò prima del capolinea, due passi sotto il giallo di lampioni che tagliano le sera e siamo dentro. Entrando mi sorprendo a valutare inconsciamente possibili vie di fuga. Già, ma fuga da chi, da cosa ? Meglio concentrarsi sulla birra, sul piccolo palco a ridosso del pubblico, a tiro di sudore proprio come piace a me, sui componenti della band che arrivano alla spicciolata con le chitarre a spalla, aiutano i tecnici a montare, si mischiano al pubblico per ascoltare ed applaudire il gruppo di spalla. Poi tocca a loro. Com’è stato il concerto ? Valeva la pena e non dico di più, d’altronde mica faccio il critico musicale. Io, al massimo, faccio sopralluoghi per storie che prima o poi racconterò. Corriamo sotto la pioggia verso l’ultimo metro, “nei momenti tristi canteremo ancora”.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Musica. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Claudio Paletto – Pendant Brumaire (un concerto degli Algiers)

  1. Graz ha detto:

    Bello!

    Mi piace

  2. nicolettaceolin ha detto:

    fantastici! grazie!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...