Un giorno al River to River Florence Indian Film Festival

Il 2001 è un anno importante per il cinema dell’India, completamente sdoganato anche in Occidente rispetto a pregiudizi etnocentrici: Ashutosh Gowariker vince il Premio del Pubblico a Locarno con Lagaan e Monsoon Wedding di Mira Nair vince il Leone d’Oro a Venezia. E nello stesso anno a Firenze inizia l’avventura di “River to River” Florence Indian Film Festival, il primo festival nel mondo dedicato totalmente a film indiani e sull’India, ed è l’unico in Italia di questo genere. Negli anni ha guadagnato l’attenzione crescente di pubblico, addetti ai lavori e stampa attraverso la proiezione di classici, documentari e i film della nuova generazione di cineasti, guadagnando un prestigio tale da ospitare per l’edizione del 2012 l’eroe di Bollywood Amitabh Bachchan, e negli anni miriadi di registi e attori tra cui Irrfan Khan e Shabana Azmi fino all’edizione di quest’anno con Deepa Mehta.

L’8 dicembre inizia con una mattina di spunti sul viaggiare in India, con la proiezione degli Appunti per un film sull’India di Pier Paolo Pasolini, un documentario sentimentale che è l’appendice del suo libro L’odore dell’India, diario del viaggio in India con Elsa Morante e Alberto Moravia nel 1961. Si tratta di mezzora di riprese col fascino dell’amatore ma poeticamente calibrate tra le strade delle città, campagne e periferie con la cinepresa in spalla, riprendendo gente comune tra mito, realtà e bozze sociologiche dell’India che cambia. Ma tra tutti i Pasolini possibili, l’etnografo è senz’altro il meno lucido e preveggente – scrisse che la musica indiana e la musica occidentale non si sarebbero mai potute contaminare a vicenda, per esempio – bisogna quindi guardare al documentario di Pasolini come un poema per immagini senza cercarvi dentro un’idea dell’India, propria invece del complementare diario di Moravia o del documentario di Rossellini India: Matri Bhumi. Non ho avuto invece la fortuna di assistere all’incontro successivo dal titolo Viaggi e racconti intorno al pianeta India, di sicuro fascino grazie alla presenza di Giuseppe Cederna, attore e autore di un appassionato libro su un viaggio in India e Folco Terzani, oggi emancipato dal ruolo di “figlio di” e scrittore e documentarista intrepido e personale.

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Una risposta a Un giorno al River to River Florence Indian Film Festival

  1. Valerio Rosso ha detto:

    Grazie, mi ha fatto davvero piacere leggerti. Non conoscevo questo festival per cui mi hai dato lo spunto per documentarmi… Ciao!

    Mi piace

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