STAY TUNED #5 | 5 dischi del 2015 da non perdere

5° puntata della mia rubrica di lapidari consigli per gli ascolti dell’anno in corso su Memecult: 3 righe x 5 dischi usciti nel 2015 + link a 1 canzone per disco, per dar spazio alla musica e non al catechismo del recensore di turno. Stavolta tocca a: Tame Impala, Shopping, Four Tet, Seasick Steve, Calexico.

Tame Impala – Currents

Disco della svolta, come dichiarato dal leader Kevin Parker, che esaurita la fase del revival psych-pop vira sul soul del futuro con massicce dosi di elettronica. Tra Beatles, Shuggie Otis e stavolta Daft Punk e sul tema dell’”accettazione del fatto di stare cambiando”, con meno chitarre del passato e la stessa voglia di esplorare il passato e rivederlo di propria mano. Retrolizioso.

Shopping – Consumer Complaints

Un’esaustiva spiegazione di cosa voglia dire avere “tiro” in musica. Un album senza salite e discese, ma con un solo vertiginoso salto dentro l’Inghilterra degli anni ’80 e la musica di Gang Of Four, A Certain Ratio e tutto il meglio del Post Punk. Ogni traccia del disco è un potenziale singolo killer, ascoltare con tutta la nostalgia del caso perché l’originalità non è il loro piatto forte.

Four Tet – Morning/Evening

Un vero viaggio dentro l’umore, i colori e le suggestioni dell’alba e del tramonto, a cui sono dedicate due suite di 20 minuti ciascuno di declivio assoluto dentro la bellezza del giorno, tra raga indiani, Kraftwerk, Orb e New Age. Una sfida affascinante nel mescolare linguaggi e creare un’intensa sensazione di pace. Una gioia per la mente, rapirà chi ama viaggiare attraverso la musica.

Seasick Steve – Sonic Soul Surfer

Un barbuto signore di 74 anni seduto davanti a un trattore vecchio stampo con una tavola da surf sul tettino. Risponde all’identikit Seasick Steve, leggendario bluesman americano che frulla dischi su dischi e si fa chiamare “old dog”: “L’intero disco è stato registrato da me e Dan Magnusson mentre eravamo seduti a bere e suonare”. Tra boogie, hillbilly, blues grezzi e poi una preghiera così.

Calexico – Edge Of The Sun

Un disco in cui i Calexico si tolgono di dosso la polvere che li ha resi celebri e immergeteli, sempre all’interno della tradizione del maestoso Sud, in un fiume inedito che ne purifichi cadenze e visioni, tanto da suscitare echi alla Echo & The Bunnymen di “Ocean Rain”. Un capitolo liricissimo che si aggiunge entro la loro saga talvolta ruvida, ma sempre luminosa e qui talvolta abbagliante.

* Articolo pubblicato su MeMeCult – http://www.memecult.it/stay-tuned-5-dischi-del-2015-da-non-perdere-4/

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