Machan – La vera storia di una falsa squadra (Uberto Pasolini, 2008)

Film d’esordio di Uberto Pasolini (poi regista del bellissimo “Still Life”), che racconta la storia vera – online ancora si trovano foto, video, articoli comici – di un gruppo di amici dello Sri Lanka che, dopo aver fallito ogni tentativo legale di farse concedere il visto per l’espatrio in Germania, dichiarano di essere la nazione di pallamano, nonostante non abbiano la minima idea di che gioco sia, e riescono a farsi invitare in pompa magna dalla federazione tedesca per un torneo internazionale. Il piano è scappare appena sbarcati, ma invece giocheranno eccome, prendendo delle scoppole memorabili dalle vere nazionali di Pallamano e facendo perdere le proprie tracce prima che la Polizia si accorga della farsa escogitata, iniziando così una nuova vita in Europa, liberi, impuniti e impossibilitati, ancora dopo anni, a palesarsi come gli autori di uno dei più grandi bluff tirati alle maglie strettissime dei dipartimenti per il controllo dell’immigrazione europei. Il film, una favola moderna sulla condizione di migranti, non si limita alla cronaca di un’impresa comica e storica che fece scandalo all’epoca dei fatti, ma racconta anche gli umori che si accompagnano nella preparazione della fuga, nel lasciare le rispettive famiglie sapendo di non poter più tornare indietro e nel sacrificare tutto, dai risparmi alle reticenze morali, per un biglietto di sola andata in Europa. Un film che fa ridere e commuove, da proiettare nelle scuole per insegnare le paure, le speranze e il coraggio di ogni migrante pronto a tutto per cambiare vita e paese.

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