La top 5 del Primavera Sound Festival 2015

Come ogni anno il Primavera Sound si conferma uno dei migliori festival musicali sulla faccia della terra. Quest’anno c’era anche io, ho  stilato una top 5 sofferta ma coincisa, per ribadire a chi soffre ancora di qualche pregiudizio negativo nei confronti del Primavera che sono bischerate. Un’energia trascinante, una festa della musica bellissima e la certezza del ritorno nel 2016. E dopo, un vuoto enorme da colmare risentendo i concerti a cui eri alla balaustra o quasi, a occhi chiusi. Ecco i cinque concerti in mezzo ai quali più vorrei ritrovarmi, ora a saltare ora a ballare ora a piangere.

HOOKWARMS

Applausi alla scelta di piazzarli alle 3 di notte, azzeccatissima. Tra krautrock e altri suoni siderali, la band si conferma un corriere cosmico ad alta velocità oltre che una rara alchimia di visioni in musica. Difficilmente si avrà qualche video della performance stante il caos scatenato dal palco su una platea che ha sacrificato l’elettronica d’autore dei Caribou per una dose massiccia di psichedelia selvaggia.

JUNGLE

Gruppi che ti piacevano prima del Primavera Sound e che il festival ha elevato al rango di band per cui perdi il cervello. Uno dei concerti più sorprendenti di tutta la tre giorni, uno spettacolo assoluto, sembrava di essere dentro a quelle trasmissioni di musica soul che venivano confezionate per gli afroamericani negli anni ‘70 solo che invece che dentro uno studio televisivo s’era sul mare a Barcellona e ciao.

RIDE

Semplicemente perfetti. Scaletta da urlo, che ripesca le più grandi canzoni dell’eclettico repertorio della band, che in pochi album ha virato su umori e influenze diverse dentro la sapiente fusione tra dream pop e psichedelia d’impronta shoegaze. Rispettate le attese altissime con meno effusioni delle altre band del festival ma un suono che non ha perso una scheggia del suo fascino. Solo una parola: wow.

JON HOPKINS

Dio solo sa cosa è successo durante il suo set. Miglior concerto elettronico del Primavera Sound, a mani basse e non per assenza di astanti all’altezza, anzi (Underworld su tutti, che hanno sparato una Cowgirl da paura), ma perché è stata un’epifania indicibile. Anche di questo live, l’assenza di video accettabili online rende l’idea di quanto fosse difficile stare fermi senza essere trascinati dalla musica.

FOXYGEN

Psicodramma, piece teatrale, ultimo concerto della band, mimandone persino lo scioglimento dal vivo. Nessuno sa quanto ci sia di vero in tutto questo, giacché stiamo parlando di una delle band più imprevedibili in circolazione. Ciò che è certo è che a Barcellona il loro è stato un concerto totale, tra l’epigone situazionista di Nick Cave & Bad Seeds e una band di rock’n’roll puro e duro, calata nel 2015 da altri decenni.

* Articolo pubblicato su MeMeCult – http://www.memecult.it/stay-tuned-i-migliori-concerti-del-primavera-sound

Questa voce è stata pubblicata in Musica. Contrassegna il permalink.

Rispondi