Evan Dando – Tender, Firenze, 13/03/2015

Evan Dando, il ragazzino della Boston Bene cresciuto a pane e Rock’n’Roll, tra Husker Du e James Taylor, ma anche Replacements e Gram Parsons, è ora un uomo maturo, molto trasandato ed ancora irrimediabilmente insicuro, che caratterizzato da doppiezza imperterrita – punk e cantore della fragilità, playboy e timidone, golden boy e tossicomane – non smette di affascinare e trascinare. Il leader dei Lemonheads è forse l’unica persona al mondo che all’apice del successo come rockstar, eletto l’uomo più bello del pianeta e andando a letto con Wynona Rider riesce a sentirsi comunque così fuori posto da affondare nell’eroina. Un campione assoluto di inadeguatezza al mondo e tenerezza e uno dei grandi idoli della adolescenza musicale di tanti ex ragazzi cresciuti a pane e primi anni Novanta.
Evan Dando è un portento di carisma e fragilità e nessuno sa bene come possa tenere insieme anche questo binomio tra i più improbabili, eppure ci riesce e in questo sta la sua magia e quella delle sue canzoni assaltate dagli applausi incondizionati del pubblico, tali a quelli che si rivolgerebbero alla propria squadra del cuore in una partite di fine stagione, a storia già fatta (e quella dei Lemonheads è grandiosa), eppure ancora importante per tutti quelli che sono rimasti dentro lo stadio, in questo caso Evan Dando e la sua tribù riunita per celebrare l’Insicurezza Universale, la certezza di sbagliare sempre qualcosa. E a fine concerto sono tutti sollevati, come se avessero ricevuto una carezza da un amico atteso a lungo, mentre lui concede il bis più veloce della storia della musica live e infila subito l’uscita del locale a testa bassa e lontano da tutti, con le stesse probabilità di ubriacarsi di qualsiasi altro viandante della notte fiorentina, unica persona al mondo che non vorrebbe essere Evan Dando e l’unico ad esserlo, sarà per questo che sembra l’applicazione umana più concreta del concetto astratto di “libertà”: sembra che non gliene importi niente di niente ed è per questo che a tutti i suoi fan, di lui, ne importa così tanto.

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