Contro il ’68 del 2015

Joan Baez, “la voce del ’68”, in concerto a 68 euro nel 2015.
La consistenza del movimento hippy (o della demenza senile) è tutta qui.

PS: il post è una scusa per pubblicare questa canzone + testo degli Squallor, un trattato di storia del Novecento.

 

“Domani compio quarant’anni
e la cambiale dei ricordi mi riporta al ’68
quando ero amico di Capanna
e avevo dato quattro esami con la media del 18.
Il mio paese era lontano in un pezzetto di provincia
e non me lo ricordo mica
la nostra meta era Milano
spinti da una fame antica
di notti luci e un po’ di fica.
Era l’autunno del ’68
quasi vent’anni a cazzo dritto.

Quante illusioni occupazioni e cortei
e lacrimogeni e botte per star con lei
finché una notte al fuoco dei falò
sorrise e con un altro se andò.
Del ’68 siamo stati gli eroi
ed era tutto più grande, più grande di noi
quanti bulloni in testa mi beccai
perché, per chi non so e non lo saprò mai.

Quanti ingegneri ed architetti,
parrucchieri e cantautori
ha partorito il ’68
alcuni santi e qualche dio
stilisti, uomini d’affari
l’unico stronzo sono io
e non mi pento del mio passato
ma il ’68 mi ha rovinato.

E ora mio figlio mi fa il culo perché
a scuola gli altri hanno tutti le timberland
ed io ripenso con tenerezza ormai
al sacco a pelo dove la chiavai.
Il ’68 lo passammo in trincea
gridando forte giù le mani dal Vietnam
era la storia che apriva strade nuove
e finalmente fu il ’69.
e non mi pento del mio passato
ma il ’68 mi ha rovinato.

Generazione maledetta la mia
noi siamo ancora l’Italia che scia
verso il domani, verso il non si sà
perché fa rima con la libertà.

Quante illusioni occupazioni e cortei
e lacrimogeni e botte per star con lei
finché una notte al fuoco dei falò
mi disse scusa… e un altro si chiavò
del ’68 siamo stati gli eroi
ed era tutto più grande, più grande di noi
quanti bulloni in testa mi beccai
perché, per chi non so e non lo saprò mai
e ora mio figlio mi fa il culo perché
a scuola gli altri hanno tutti le timberland
ed io ripenso con tenerezza ormai
al sacco a pelo dove la chiavai.
Il ’68 lo passammo in trincea
gridando forte giù le mani dal Vietnam
era la storia che apriva strade nuove
e finalmente fu il ’69.”

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