Franti – La musica come alternativa al potere del capitale

Di tutto il male che si può dire della società letteraria, non ho mai sentito nessun letterato rompere i coglioni al prossimo perché i libri si limita a leggerli in biblioteca e non li compra. Anzi. Nel mondo della critica musicale invece si pensa che un vero appassionato non si possa limitare ad ascoltare musica nei vari archivi online ma debba comprarla per essere tale: un patentino che si vince come con i punti all’Esselunga. Questo può dirci due cose ma ne ricordo soltanto una: la musica non è un prodotto commerciale ma qualcosa di immateriale, che ci sopravvive e se ne sbatte di certe pugnette tra consumatori. Sarà per questo che adoro quelle band che hanno sempre rifiutato di pensare alla musica come a un bene di consumo, ma come a qualcosa di completamente diverso.

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2 risposte a Franti – La musica come alternativa al potere del capitale

  1. enri1968 ha detto:

    Hai detto bene, l’esperienza Franti racconta proprio bene di come la musica è immateriale e fuori dagli schemi classici e commerciali, un esperienza di vita non strettamente legata al momento.

    Mi piace

  2. Pingback: Lalli – “Preferisco il rumore del mare poesie”, poesie inedite | c a r u s o p a s c o s k i

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