Report di fine 2014 – Una canzone, tre articoli sul mio secondo libro, la copertina del terzo e altri stuzzicanti antani

Non è stato affatto un anno di merda, è stato solo un anno che preferisco aver già vissuto e che una canzone che mi ha letteralmente ossessionato per tutto il 2014 riassume meglio di qualsiasi altro futile discorso, questa:


Come dicevo, non è stato per niente un’annataccia, anzi, grazie a Dio, Buddha, Shiva, Maometto, Nick Drake è stata ricca di singole cose carine, belle, molto belle e bellissime. Tra quelle che più mi va di ricordare qui c’è l’uscita del mio secondo libro di poesia Ho parlato alle parole per Oèdipus Edizioni, un libro che è uscito con una tempistica un poco infausta ma che a forza di reading e articoli sta avendo i suoi lettori. Voglio qui ringraziare moltissimo chi l’ha letto o se ne è interessato in qualsiasi modo e segnalarvi due nuove recensioni e una breve intervista uscite su questo mio libro nell’ultimo mese, oltre a spiaccicarvi di nuovo in faccia la bellissima copertina dello stesso realizzata da Pol Bonduelle:

Scene Contemporanee, a cura di Roberta Iavadeva
http://www.scenecontemporanee.it/libri/vetrina-ho-parlato-alle-parole-1502

ChronicaLibri, a cura di Giulia Siena
http://www.chronicalibri.it/2014/12/ho-parlato-alle-parole-di-luca-buonaguidi_recensione-chronicalibri

Margutte, a cura di Attilio Iannello
http://www.margutte.com/?p=8739

Il 2015 sarà un anno X per tanti di voi, forse tutto il genere umano. Non fa difetto a questa regola carusopascoski, che anche quest’anno ha condiviso il suo autismo con circa 30.000 visite, niente male per un blog che non ha voglia di fare i tag agli articoli per avere lettori in più. Rilancio qui i tre articoli più letti del blog che ho scritto nel 2014: no, scusate, non c’ho voglia adesso, preferisco ascoltare l’ultimo disco di Robyn Hitchcock che ho colpevolmente ignorato nella mia recente playlist del 2014.
Chiudo qui questo breve articolo di fine anno, solo una scusa per parlarvi del mio libro una volta in più e pubblicare qui una bella canzone senza tanti giri di parole come avrete certamente immaginato. E vi saluto con una immagine che è anche e soprattutto un auspicio, l’immagine di copertina del mio nuovo libro in uscita nei primi mesi del 2015 per i tipi Italic Pequod. Si chiama INDIA – complice il silenzio ed è un diario di viaggio in versi del semestre di transumanza che ho passato nel 2013 tra Sri Lanka, India, Bhutan, Nepal da solo e spostandomi quasi esclusivamente via terra, naturalmente con penna e taccuino nel taschino (l’immagine è del Jayamali Batik Studio di Kandy, Sri Lanka).

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