Guido Seborga – Gesto verticale

L’ala di ferro
del tempo nuovo
e tutto viene distrutto
gli astri cadono in terra
le erbe bruciano
Il ferro e pietre pesanti sul cuore
mio lacerato
nonostante tutto vibra
nel fluido azzurro

Un gesto verticale per il cammino
i cadaveri secchi nei sepolcri imbiancati
cammino nell’onda verde di Eze
Mi libero… Tra gli ulivi ritorti
appare il mare

Cammino sempre cammino
perché l’uomo e la nuvola
camminano insieme
per non morire la dance du feu
L’età della mia morte
senza corpo sarà gioiosa
troverò la libertà suprema del nulla
libertà sogno lieto e crudele
da quando son nato tra scogli e mare

Nel mio occhio il giallo del deserto
nel mio occhio l’azzurro agitato del mare
respirato nel mio lungo viaggio
sempre Africa Liguria Provenza adorate
sempre invase da barbari e nostrani
i foresti

Accendo il fuoco sulla riva del mare
la fiamma pura per l’ecpurosi
e bruciarmi simbiosi del mio animo e sangue
per l’ultima sconfitta per l’ultima sfida
la morte sia
vittoria

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