Perché Franti era lì

““Il mondo non può escludere le pietre.
Solo quelle non sono ridondanti.
Nulla può rimpiazzarle
Tranne una nuova creazione di Dio.
(…) “Ah!”, dite, “se solo una di queste pietre si muovesse
di moto proprio, fosse anche di un solo centimetro
È questa la resurrezione che aspettiamo.”
(…) Esercitare la solitudine, l’indipendenza, delle pietre
(…) Queste pietre attraversano l’uomo, vanno dritte a Dio, se ce n’è uno.
Dobbiamo riconciliarci con le pietre,
Non le pietre con noi.
Non discutete con me. Discutete con queste pietre..
(…) Ne stringo una e tengo nella presa
L’inizio e la fine del mondo,
Il mio io, e come prima non ho mai visto
La mano vuota del mio simile,
L’umanità che nessuna cultura ha raggiunto, la plebe.
Intellighenzia, il nostro compito impossibile, imprescindibile!”

Hugh MacDiarmid, Sopra un terrazzo marino

I must get into this stone world now…

Franti è fuori dalla scuola. Ma non è morto, e si muove nell’ombra. Diventerà anche Gaetano Bresci, George Mallory, Hugh MacDiarmid, Dino Campana, René Daumal, Ambedkar, Krishnamurti, Che Guevara, Don Milani, Woody Guthrie, Paolo Pulici, Antonio Ligabue, John Cage, Albert Ayler, Charles Mingus, Robert Wyatt, Linton Kwesi Johnson, Victor Jara, Ivan Della Mea, Flavio Giurato, Patti Smith, i Suicide, i Crass, i Sonic Youth, Roberto Crescenzio, David Lynch, Werner Herzog, ancora e soprattutto una band torinese degli anni ’80 e tanti altri, infine un libro che li raccolga e testimoni anche i Franti più invisibili – Perché Franti era lì, antistoria di una band non classificata – per aggiornamenti, restate su queste frequenze.

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2 risposte a Perché Franti era lì

  1. enri1968 scrive:

    Urca! Attendo con trepidazione!

  2. Pingback: Lalli – “Preferisco il rumore del mare poesie”, poesie inedite | c a r u s o p a s c o s k i

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