Stefano Giaccone – Un libro “da” Franti con il collettivo CaniBastardi

“La musica di Franti è un giardino immaginario: dentro ci sono Bob Dylan, Victor Jara e i Banshees, Robert Wyatt e John Cale, De André e i Crass…Franti è il nome di un personaggio del libro “Cuore”. Quello che rompe i vetri, fa uscire matto il maestro, ride quando il re d’italia muore”

Che stia curando un libro intorno a Franti e “da” Franti non è un mistero per chi mi è vicino. Tutto è nato qualche mese fa, quando un gruppo di infervorati e randagi appassionati di tutto quello che è musica e passione che risponde al nome del blog Cani Bastardi mi ha cercato per propormi qualcosa che ci ho messo mezzo decimo di secondo ad accettare: curare l’edizione di un libro scritto a più mani su quella che è, per il sottoscritto, una delle band della vita e una delle più importanti pagine della storia della musica italiana. Attraverso questo sogno sto conoscendo persone e storie fantastiche: in questo libro spero di riuscire a trasmettere anche solo un decimo dell’energia che trasuda tutto ciò che è Franti. Non sarà l’ennesima biografia musicale, ma necessariamente qualcosa di inclassificabile, una porta che si apre su un giardino ancora insondato eppure intensamente partecipato, per fare luce sul decennio che ha cambiato la storia della musica italiana e l’Italia stessa a partire da quella città, Torino, che più di ogni altra fu teatro dei cambiamenti complessi avvenuti in quegli anni. Ci presteranno le loro voci poeti, esploratori, musicisti, delinquenti, centravanti, iconoclasti, anarchici, invisibili, perché Franti era lì e chiede di esser testimoniato, noi che lo avvertiamo come uno spirito e che lo racconteremo come tale. Uno spirito che ha attraversato club, scantinati e cortei e che resiste nei decenni per quanto fosse di giorno in giorno meno tangibile, quasi volesse scomparire dietro questa contemporanea bulimia di insegne luminose e slogan ipertrofici per esser così ritrovato e decifrato esplodendo tutto il suo potenziale rivelatore di esperienze, umori e sudori. Come amanuensi, raccogliamo le pagine che questo spirito ci detta e che qui, splendidamente, Stefano Giaccone, che di Franti fu una delle anime, vi anticipa con un testo ripreso dal blog Cani Bastardi. Su questo blog e su quello che state leggendo, verrete puntualmente aggiornati sullo stato dei lavori in corso. Mai soli, come ci scrive sempre Stefano, appunto.

A volte, avviene di incontrare persone e eventi che ci appaiono come familiari, come lupi che si ritrovano dopo che un lungo, rigido inverno li ha tenuti distanti. Basta una piccola annusata, una sfumatura del manto, una cicatrice sul muso, un ululare familiare e si riforma il branco.

Eppure, quando questo “prodigio” si avvera, avremmo giurato di non aver mai incrociato prima quella persona, mai attraversato quella città, mai letto quel libro o visto quel film.

Franti, il gruppo che ho contribuito a partorire e col quale ho lavorato dall’inizio, nel 1982, fino alla sua scomparsa/trasformazione/metamorfosi/avanzata/ritirata (cancellare le “voci” che non interessano), ha lasciato una traccia, una eco. Una emozione profonda presente nell’anima e nella memoria: questa traccia residua la definirei così, piuttosto che qualche canzone o una ristampa integrale su CD.

Ho raccolto commenti (su vari siti, sotto i video postati in You Tube, pubblicazioni, riviste, ecc) e sono arrivato a questa conclusione. Ne copio qui soltanto due:

“….e io sono pieno di brividi. con le lacrime agli occhi e con il sorriso ebete stampato in faccia…tutto riaffiora e io lo custodisco… lo spirito continua”

“…chi ha conosciuto la scena torinese di quegli anni non la dimentichera’ mai , chi non ne ha avuto la fortuna non potra’ mai immaginare l’energia in circolazione”

Valutare fatti e eventi dalla “quantità” di audience, di copie vendute, di citazioni e visualizzazioni, ecc ecc appartiene alla categoria della “merce e la sua diffusione”. Senza fare differenze tra chi metteva bacchette e chitarre là sopra il palco e chi metteva cuore, orecchie e vita tutt’intera là sotto, il numero di persone che ancora oggi condivide questa passione, questa comunanza poetica/musicale/politica con Franti è piccolissimo, una minuscola frazione.

Che io sputi sopra i tabulati delle vendite non vuol dire che questi non esistano. La storia, grande o piccola, si fa con i fatti. I fatti sono che Franti, a dispetto di numeri molto ridotti, ha lasciato una eco profonda, una traccia visibile nel cielo.

A volte avviene che i lupi si ritrovino. Un Lupo è un Cane Bastardo. Il gruppo di persone che si ritrova attorno al blog www.canibastardi.it ha deciso di rintracciare nel cosmo contemporaneo tracce di quella eco, di quel Suono. Non un libro “su” Franti, ma sul suo riflesso, la sua traccia.

Per coerenza: Franti infatti era messo “in Musica” da 6 persone che condividevano un’immaginario, una lotta, un Suono del Mondo, frutto della eco, della traccia lasciata da mille film, mille dischi, mille cortei, mille amori e mille Vietnam. Non un libro “su” Franti, quindi: piuttosto un libro “da” Franti, alla moda di Franti.

L’alpinista e esploratore George Mallory alla domanda “Perché Lei vuole scalare l’Everest?” pare abbia risposto al giornalista: “Perché è lì!”. Perché un libro da Franti, allora? Ci saranno foto, video e musiche. Storie, interviste, interferenze, ricordi. Soprattutto una bella aria, da subito, tra i promotori del progetto. Proprio come tra Lupi che si ritrovano dopo un lungo rigido inverno.

Perché è lì, che ci ritroviamo.

Mai soli, Stefano Giaccone


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3 risposte a Stefano Giaccone – Un libro “da” Franti con il collettivo CaniBastardi

  1. Pingback: “Ho parlato alle parole”, presentazione + reading @ Biblioteca di Castelfranco di Sotto, 17/01/2015 | c a r u s o p a s c o s k i

  2. enri1968 scrive:

    E sarò lì per leggere il libro!

  3. Pingback: Lalli – “Preferisco il rumore del mare poesie”, poesie inedite | c a r u s o p a s c o s k i

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