La “rotta di volo” di Seamus Heaney

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Proprio oggi avevo infilato in borsa una sua raccolta di poesie. Porto senz’altro sfiga, e pago pure il mio pegno d’amore serale con una sua poesia. Peccato poi che tocchi leggere il New York Times per trovare finalmente un buon commiato in onore di questo grandissimo poeta, che in Italia conoscono i soliti tenaci e testardi innamorati della poesia ma che i nostri figli studieranno a scuola, sempre che la poesia non venga definitavamente battuta da questa atroce modernità. Ma si sa, alla poesia non interessa la vittoria, semmai, l’invincibile sconfitta:

Quando risposi che venivo “da molto lontano”,
il poliziotto al posto di blocco mi domandò con tono brusco,
“E dove sarebbe, questo posto?”
Aveva compreso a malapena le mie parole e pensò
si trattasse di qualche posto al nord del Paese.

E tra il punto in cui ho vissuto e quello
da cui sono partito, c’è una distanza ancora da colmare
– luce stellare che viene da lontano, in viaggio
da anni luce – e anni luce lontana dall’arrivo.

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