Wooden Montee – La cercai tutta la notte

Anche carusopascoski ha i suoi favoriti. Wooden Montee è tra questi, e per giustissima causa. Ecco il suo secondo racconto pubblicato su questa piattaforma (ahimè non petrolifera) dopo “Capitolo Zero” (leggi e rileggi qui), che era piaciuto talmente tanto ai lettori e al sottoscritto da costringerlo a un giro di curva.

La cercai tutta la notte. Prima nelle stanze buie e in quelle illuminate. Non era lì.
Allora uscii, allora.
Provai per le strade e, in qualche vicolo, fra odore di piscio e spazzatura, pensai per alcuni attimi potesse esser lì nascosta da qualche parte, ma anche chiamando il suo nome a gran voce continuava a non dar segnali della sua esistenza.
I bar erano chiusi. Pensai un anziano generico da qualche parte riempire un posacenere di bestemmie e mozziconi, lui avrebbe saputo aiutarmi, forse, in quella notte arida così avida di lei, più di quanto lo fossero state altre notti.
Ma così era stata la notte prima e quella prima ancora, per tante di quelle notti che, forse, anche l’avessi trovata, non sarei stato più in grado di riconoscerla.
Poi d’improvviso fu il giorno, me ne accorsi perché in quel momento le strade di solito iniziano a brulicare di. Infatti brulicavano di facce, di scarpe, ruote con sopra macchine, ruote con sopra biciclette, facce con sopra un Iphone. Denti.
Sorrisi fatti di denti che sorridono con intorno facce che non sorridono.
Corsi a rifugiarmi da tutto quel brulichio, non l’avrei trovata certo lì, lì non ce l’avevo mai trovata.
Una volta al sicuro fantasticai altri sorrisi, il cui motore non fosse la mascella.
Pensai un saluto all’anziano generico.
Ricordai con quasi affetto la puzza dei vicoli.
In tutto questo pensai esserci stato un po’ di lei, pensai. Ma questo non era importante adesso.
Adesso era aspettare di nuovo una notte che non fosse sprecata.

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