Un poeta all’Università

Franco Arminio, un poeta e scrittore che ha legato la propria rilevante e riconosciuta attività intellettuale alla “paesologia”, uno studio sul paeseggio sospeso tra etnologia e poesia, diventa professore universitario di urbanistica a Firenze. Il problema, e il motivo del ricorso in atto presentato da un ricercatore che ambiva allo stesso posto? Non ha la laurea o peggio “è solo un maestro”. La domanda è: teniamo di più alla autistica osservazione delle regole o all’applicazione di una reale interdisciplinarietà, oltre che quella auspicata per farsi belli in ogni introduzione di testo universitario? Se l’obiezione è “non è giusto che un poeta venga preferito a un architetto” rispondo che oltre ai pezzi di carta, ci sono anche le persone, e che oltre all’accademia, c’è la strada. Quella su cui manderei tanti professori che ho avuto nel mio percorso universitario e quella che che va vissuta ogni giorno per “restare umani” e non nascondersi tra “ismi” sempre nuovi, o sempre nuovi nazismi. Io credo che uno che le strade, oltre che viverle, ha scelto di farle cantare, meriti maggiore rispetto, ed è nella mancanza di questo rispetto proprio in chi è invero altamente istruito, che capisco che quando Flaiano diceva “oggi il cretino è sempre più specializzato” c’aveva visto lungo.

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