Renzi e la milanesizzazione della Toscana

Ho finalmente capito la strategia comunicativa dei renziani: rompere i coglioni fino allo sfinimento dicendo le solite tre cazzate. Non è difficile capire perchè la strategia funzioni con i figli della tv. Chi non guarda la tv da almeno dieci anni non può votare Renzi, perchè ha una distanza tale dalla comunicazione come slogan e la politica come propaganda da rendersi conto che sta votando quello che, l’ultima volta che accese la tv, faceva le televendite con la camicia rimboccata. Televendite che in Toscana, dati alla mano, son sempre andate poco e male, perchè la diffidenza toscana è una sana difesa immunitaria che quando viene meno comporta grandi rischi, ed è la storia della Toscana ad aver scritto questo nel sangue dei figli di questa terra. Non a caso Berlusconi un decennio fa disse “dobbiamo detoscanizzare l’Italia”. Compreso poi che era più facile semmai milanesizzare i toscani, ha pazientemente eluso le locali difese immunitarie culturali con una forma mutande di berlusconismo, che avrebbe pensato poi da solo a fare il resto. Et voilà: Renzi in meno di dieci anni sarà a Roma e i toscani informi aumentano di giorno in giorno, mentre di paripasso la mia nostalgia d’un Granducato cresce limpida e chiarissima. Ciò che è altrettanto chiaro è che il berlusconesimo è entrato anche qui, dove ci pensavamo immuni e al sicuro.

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