Antonio Coppola – Storia (Vesuviana)

Circumvesuviana, foto di Antonio Coppola

Sono le 19.10 sono alla stazione della vesuviana, la scena è sempre la solita, tutto spento, nessun treno sul cartellone luminoso. Solo un piccolo cartello scritto a penna “gli orari dei treni possono subire variazioni”.
Sono stanco, stanco dentro mi mancano le forze vorrei reagire magari mettendomi alla testa di quell’esercito ci gente che passa la vita viaggiando, ma la parola viaggiareè una parola grossa.
Ne ho visto di cose viaggiando sulla vesuviana, al pari del replicante di Blade Runner e credetemi avrei voluto avere la sua forza per lanciarmi come dicevo alla testa di quei malcapitati alla conquista del palazzo, ma quale palazzo, non siamo neanche in inverno.
Ore 19.11 “il treno per Sorrento è in partenza dal binario 7”, in un attimo il mio esercito si dilegua tutti prendono posto sul treno stanco e soporco. Io entro per ultimo sempre più stanco e deluso, una giovane donna con bambino mi osserva, mi fissa, ha una faccia da donna giovane ma vissuta. Continua a guardami e infine mi chiede: vuole sedersi la vedo stanco? io naturalmente dico di no, “ma si figuri” ma dentro di me pensavo “sono di colpo diventato così vecchio?” Poi rispondo: “Grazie signora ma non è stanchezza fisica” e lei “lo avevo capito”. Poi fa alzare suo figlio e insiste per farmi sedere, ci scambiamo qualche parola mi chiede del mio lavoro, (anch’esso motivo della mia stancezza) e poi mi dice che pregherà per me nella sua chiesa, scende e mi saluta.
Poco dopo due musicisti di strada intonano canzoni d’amore per un coppia, la loro forza è notevole e quasi mi vengono le lacrime. Sono pieni di gioia, e dopo pochi secondi tutti battono le mani per portare il tempo. per un attimo sono mi sono sentito come in un musical, immaginate il film Hair oppure un film di Bollywood, dove tutti alla fine tutti si mettono a ballare e cantare anche dopo una scena tragica.
E vi assicuro non è il solito finale dove tutto finisce a tarallucci e vino.

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