iMbecillità 5.0: l’importanza di odiare Steve Jobs

Steve Jobs, un avido imprenditore come tanti, divenuto l’idolo dei ggiovani perchè in un discorso pubblico ha fatto sentire tanti somari dei presunti geni per il solo fatto d’avere in comune con lui l’idiosincrasia per la scuola. Una volta cresciuto poi si è limitato a schiavizzare i dipendenti, gonfiare i prezzi dei suoi prodotti e ammantarli di presunte qualità rivoluzionarie (forse, per il portafoglio) e fidelizzare ulteriormente i compratori con campagne pubblicitarie massacranti. E no, non è Marchionne. Oggi è un annetto e più che è morto, lo vedo rispuntare ovunque a da alcuni additato persino come riferimento della sinistra progressista (conati di vomito) e ci tengo a ribadire, come ha detto Stallman (eccolo, un vero eroe dell’informatica) che non godo certo della sua morte fisica come di quella di nessun essere umano, ma del fatto che non si occupi più di alcunchè in questo mondo, dato che produceva solo imbecillità, oltre a servirsi del proprio ingegno per arricchirsi oltre ogni limite, cosa in cui non è distante dal nostro odiato Berlusconi, che poi, come disse Gaber, è ormai “in ognuno di noi” e si vede da queste piccole ma fondamentali cose.

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2 risposte a iMbecillità 5.0: l’importanza di odiare Steve Jobs

  1. MultiformeIngegno ha detto:

    Non sono d’accordo. Io penso che da sempre la sinistra si sia legata anche a figure in qualche modo legate alla cultura. E Steve Jobs in parte lo era! Era certo anche l’amministratore delegato di una delle più grandi imprese (che hanno ovviamente la sopravvivenza come finalità principale), ma era anche qualcos’altro. Aveva una “vision”, riusciva a vedere le cose da angolazioni diverse e i vari scenari che avrebbe comportato una decisione. Aveva una personalità forte e idee innovative. A mio avviso credeva sinceramente nel lavoro che faceva, ammirava la bellezza e vedeva le cose non per come erano fatte (Stallman e Wozniak) ma per cosa riuscivano a fare!
    Stallman e Wozniak sono solo degli ingegneri, a loro manca la visione culturale e di insieme. Sentire le ultime stupidate per credere: http://www.techcentral.co.za/talkcentral-ep-69-steve-wozniak-interview/35470/

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    • carusopascoski ha detto:

      “A mio avviso credeva sinceramente nel lavoro che faceva”, anche Hitler credeva molto al suo lavoro.
      Al di là di questa singola frase che ti contesto senza se e senza ma, ognuno è libero di vedere bellezza e cultura dove vuole. L’importante è non vederla tutti nel solito “oggetto”, altrimenti secondo me sarebbe opportuno chiedersi che ruolo ha il marketing in tutto questo. A me piace chiedermelo.
      Inoltre non capisco il senso di parlare di “sinistra” in termini assoluti, quasi che fosse un monolite anzichè una ipotetica area di pensiero politico fortemente eterogenea quale è. Berlinguer, per esempio, non avrebbe mai celebrato con dei manifesti (vedi SeL) un imprenditore come Jobs che si appoggia a imprese responsabili di 39 suicidi in un anno, per una questione di principio (e piuttosto elementare, da sinistra, appunto, ma si spera non solo). Principi che sono delle difese immunitarie ancora sani e importanti: come fa certa sinistra a criticare Marchionne e poi celebrare Steve Jobs? Dove sta il principio in queste attribuzioni di merito?
      Just marketing.
      E in questo (e non solo) la Fiat ha sempre fatto schifo e la Apple è sempre stata all’avanguardia.
      Ecco l’unico merito che riconosco a Jobs. Essere un ottimo comunicatore. Ma torniamo all’inizio: anche Hitler lo era.

      Detto questo, grazie per il link!

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