The Horse Latitudes – Maps

“I had a longing for a wide open sea…”
Henry DeMonfried

Bonnie Gregory è The Horse Latitudes. Lei viene dall’entroterra montuoso di Denver ma descrive la sua musica come “seafolk” e non è difficile capire perchè ascoltando le canzoni del suo primo e unico album (2011). Su internet di lei e di questo grazioso album si legge poco o niente, mentre ben più spazio ottiene la sua biondissima criniera bionda ed i suoi lineamente decisamente gentili. In compenso su Bandcamp potete bervi in quiete l’intera margherita che il disco va a comporre, brano per brano.
Ed è l’imprinting che qui andiamo a presentare, per introdurre a questa artista meritevole che ha scelto proprio il brano in questione come introduzione all’intera sua opera prima. “Maps” è così delicata che Bonnie si permette una breve risata e la musica la riassume subito nel suo corpus, fatto di rumori del traffico cittadino in appena percettibile sfondo e rombi di vento che zampillano come onde qua e là, tra un arpeggio ripetuto e una voce così tenera da congelare il tempo per quattro minuti di puro incanto, sospesi nell’immaginario e nelle “mappe” lievi e liete di chi canta.
Bonnie dice che la sua musica si ispira a “personali naufragi, tartarughe di mare al mattino” e così via. Si ispiri a ciò che vuole, ma che si butti sulla musica, oltre che sulla moda, che di Cocorosie ce ne sono già due e stavano meglio quando pensavano più alla musica che alle copertine. Anche se ormai il cantautorato folk è forse il più prolifico dei generi musicali odierni, per canzoni come questa c’è sempre posto. O mare, che ce le rechi da oltreoceano.

* Articolo pubblicato su “Mola Mola” – http://www.molamola.it/index.php/recensong/5-recensong/613-the-horse-latitudes-qmapsq–recensong-.html

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