L’università dell’autismo corale

Ordino libri su libri dalle librerie dell’usato degli USA, li leggo, li traduco per la mia tesi di laurea. Penso che nessuno mi ha mai fatto scoprire quello che più mi interessa nell’ambito del mio corso di studi, che anche stavolta ho dovuto fare tutto da solo. E posso riassumere così 5 anni di università: una pesante tangente da pagare al posto nel mondo che vai guadagnandoti da solo, un elenco di libri inutili e persone senz’anima nei propri occhi, figuriamoci in ciò che insegnano agli altri. Poi penso al bar della facoltà, a quell’unico cortile lontano dalle aule dal quale il consumismo dell’apprendimento spinge a star lontano, con successo, lo studente medio. Mi hanno insegnato più certi caffè e la relativa compagnia per 50 cent che migliaia di euro di tasse universitarie. Dovevo apprendere un nuovo metodo di studio, ho imparato a conoscere il nemico. Menomale che anche questa sta per finire.

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