Billy Stewart – I Do Love You

Questa canzone è stata la mia “canzone preferita di sempre del momento” (cit. Fulvio Venanzini) in molti momenti della mia vita. Mi sembrava dicesse tutto quello che c’era da dire (“I do love you, I do love you, I do love you” e qualcos’altro ancora sul fatto che è pazzo di lei) e mi piaceva il fatto che lo gridasse con una tenerezza talmente infantile che sembra urli “sono felice! sono felice! sono felice!” e senz’altro dev’esser stato esattamente così.
Billy Stewart era un cantante e pianista grasso, nero e con un sorriso largo così degli anni ’60, di quell’America che tra un colpetto di razzismo e una hit da classifica cantata a squarciagola da un nerone enorme affondava nella dissonanza cognitiva.
Stewart non sarà mai, anche a causa di una morte precoce, una leggenda del soul, benchè Marvin Gaye e Bo Diddley gli dessero del tu con le note e la chart R&B lo abbia più volte visto apparire e scomparire anche ai piani alti della stessa. Di lui restano una strepitosa versione di “Summertime” di George Gershwin, la qui presente gemma eterna ed altre belle canzoni cantate secondo uno “scat singing” proverbiale, primordiale ed irrimediabilmente gioioso.

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