Eduardo Olmi – Tacheles

Ei fu?
Sì tanto immobile
dato il mortal suo stile
steso da banca ignobile
ghiotta di soldo stitico.

Però    My people defend themself and their land

is not for sale at any price

e in ogni caso non hai l’aria di un portafogli abbastanza
gonfio per aggiudicartelo
se lo filano in di più degli stivali di Tom Waits,
il rasoio di Johnny Cash la sorella di Johnny Depp
il tatuaggio di Belen Rodriguez
ringrazia che ti evito figure da principiante.

Intanto ai bistrot di Oranienburger Straße che vuoi che gliene freghi
se chi mitizza le rivoluzioni vuole solo vederle morire, scoperto il pareggio come porto di ogni vittoria.

Ci si scorticano i piedi
transumano una Berlino disinfettata al Napisan dei governi amici,
affettata mano mano come carne sullo spiedo di un Kebab
tossendo ad ogni trancio fuochi di rivolta.

 Dove l’arte finalmente ha detto <<basta ya!>>
agli inestetismi della cellulite,
l’oggi è più importante di ogni ieri
con la partecipazione di

 UE – BCE – FMI

e tanto di ringraziamenti fatti proprio là
là sulle zone erogene.

Lungo i piani: bucce d’artista
rimpastate in canditi
giusto in tempo per il sacco finale
souvenir di indignazioni d’autore; reliquie

 ogni contro in sé per sé
trova sempre il proprio stalinismo.

* Dal blog “corna di pavone” dell’autore – http://cornadipavone.wordpress.com

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