La Gestapo di Bioetica

“Rispetta la scelta della donna di interrompere la gravidanza” si legge nella campagna della Consulta di Bioetica. E fin qui, tutto bene, causa sacrosanta. Poi, il pezzo forte, a sorpresa: “Il buon medico non obietta”.  Penso: ho letto male, non è possibile. Sottotilo: “Campagna contro l’abolizione dell’obiezione di coscienza”. Pausa. Brividi freddi.
Non sapevo che l’obiezione di coscienza fosse una macchia da estirpare e i diritti dell’altro qualcosa che calpesta anche il diritto che ho di pensarla diversamente nell’ambito di un tema così importante per l’essere nel mondo di qualsiasi uomo e medico. Tale diritto certo non corrisponde all’opposto sopruso di medici che fanno carriera solo grazie alla simpatia di certi poteri per tali posizioni etiche, da condannare senza se e senza ma.
Perchè questo è il punto di una campagna che partendo da posizioni di completa buonafede opera attraverso dinamiche sinistre e già viste nella storia recente dell’essere umano: è giusto garantire un diritto calpestando il diritto dell’altro ad avere una opinione diversa?
Ecco gli effetti più sinistri del nazismo della tecnica: l’annullamento della possibilità di scelta in nome d’un principio sacrosanto, che però così diventa carnefice di libero arbitrio quando vorrebbe affermare proprio lo stesso.
In parole semplici, è la scienza che sceglie per te, come una volta il prete. Non è una conquista civile, ma un colpo di mano della nuova teologia di turno che esclude da essa chi la pensa in modo diverso.
La domanda è: riuscirà mai la scienza del comportamento e del corpo umano ad esser meno arrogante e più disponibile a confrontarsi con le scienze dello spirito, a capire che nessun principio, neppure il più nobile, può sopprimerne un altro se non agendo come attraverso la legge della sopraffazione, la legge del più forte?
Ed ancora e soprattutto: la società e gli stessi promotori dell’appello vogliono dei medici pensanti o degli impiegati della medicina?
Se il medico diventa mero esecutore dell’ideologia di turno allora è proprio vero che i fantasmi del passato sono quanto mai presenti. E’ bene allora rinfrescarsi la memoria e ricordarci del dramma prodotto da chi, partendo da principi universali, è finito per demolire tutto ciò che concepiva diverso da sè e lontano dal suo sogno di purezza primordiale.

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13 risposte a La Gestapo di Bioetica

  1. Geco ha detto:

    L’importante comunque è che lo Stato garantisca il diritto all’aborto. Perchè se poi succede che risulta quasi impossibile trovare un medico disposto a farti abortire o che l’operazione diventa troppo onerosa … allora c’è qualcosa che non va.
    Per essere ancora più esplicito: il problema è che, ad esempio qui a Pavia, la sanità è “in mano” a Comunione e Liberazione e se non sei obiettore la tua vita professionale sarà sempre ostacolata e difficile oltre a rischiare di essere relegato a fare solo aborti. Essere un buon medico vuol dire anche fare i lavori “sporchi” non obiettare perchè sono scomodi e poco interessanti per la fama e la carriera! Un ospedale serio deve poter garantire l’urgenza di un aborto, non lasciarlo alla buona volontà dei medici.

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    • carusopascoski ha detto:

      Sono d’accordo con la tua osservazione, ed è infatti per questo che ho tenuto molto a sottolineare la sicura buonafede dell’operazione, perchè la battaglia in questione e sacrosanta e la situazione italiana è semplicemente vergognosa, perchè se l’obiezione di coscienza è uno strumento per arrivisti e poltrone allora va chiamato col nome adeguato: prostituzione intellettuale.
      Proprio per questo mi sarei aspettato qualcosa di più che uno slogan pubblicitario che con il diritto all’aborto ha qualcosa in comune a livello pratico per la tipicità della situazione italiana, ma non a livello ideologico. Ecco, la pubblicità intellettuale è il sottogenere di comunicazione che più detesto, perchè è il più pericoloso.
      Nel concreto, credo che sarebbe sufficiente organizzare, com’è avvenuto per il testamento biologico (in parte), una rete efficiente di strutture, associazioni, medici, legali, psicologi, che possano garantire il diritto della donna di scegliere secondo propria coscienza e non per i dettami ora del prete, ora del medico, ora del medico illuminato. Poi, se un medico assumesse in modo genuino una posizione di coscienza tipica dell’obiezione, per sarebbe un diritto da preservare, perchè nessuno ha la verità assoluta in tasca, ma tutti abbiamo diritto di fare scelte libere e consapevoli riguardo alla propria professione come alla propria vita.
      Questo era il senso del mio intervento, grazie Geco per il tuo rilevante contributo alla riflessione.

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  2. piera ha detto:

    Perchè vi state tanto a preoccupare quanto l’obiezione di coscienza possa essere esercitata o meno e per quai scopi….. se non vi preoccupate prima se il DIRITTO ALLA VITA sia di tutti!
    L’obiezione di coscienza è sacrosanta….. ma non è lo strumento per garantire la vita…. che dovrebbe essere garantita….. a prescindere.

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    • Geco ha detto:

      X carusopascoski
      Sono contento che il mio intervento non sia stato frainteso, non sono infatti contro un’eventuale obiezione ma la situazione non deve degenerare come in Italia.

      X Piera
      Ci stiamo preoccupando dell’obiezione perchè è l’argomento del post e del messaggio pubblicitario.
      Che vada garantito il diritto alla vita sempre e comunque sembrerebbe essere la tua opinione ma io non la darei affatto per scontata. Di questo passo potremmo dare per scontato il diritto alla vita di qualunque pianta, animale o essere vivente: non vedo perchè discriminarli!
      Purtroppo in questo mondo non possiamo garantire a tutti gli stessi desiderabili diritti e privilegi.
      Per essere diretto, senza girare intorno al mio pensiero, queste sono le considerazioni che abbiamo fatto come famiglia io e mia moglie:
      Ogni coppia ha tempo e risorse limitate inoltre di vita con ogni probabilità ne abbiamo solo una a nostra disposizione. Se fra i miei desideri c’è quello di avere e crescere dei figli non è detto che ci sia anche quello di essere votato al sacrificio ad ogni costo. Quindi mi sembra conseguente che se il neonato che stà nascendo presenta problemi gravi di salute forse io non me la senta di prendermene cura e scelga se possibile di abortire.
      D’altra parte io personalmente preferirei spendere tempo e sacrifici adottando un figlio non mio sano (e ce ne sono tantissimi che avrebbero bisogno del nostro aiuto) piuttosto che dedicare la mia vita ad un essere che fatico a vedere come umano.
      Perchè quelli dovrebbero rischiare di morire mentre io sono lì che cerco di mantene in vita a tutti i costi mio figlio gravemente disabile?
      Il problema non è tanto l’aborto, in verità, ma quello che viene dopo se si decide di non abortire: una volta partorito questo figlio (che spesso oltretutto nascerebbe morto e morto rimarrebbe se non fosse rianimato da gente eccessivamente scrupolosa) chi se ne prenderà cura? Tu? Lo Stato? Io personalmente no piuttosto di penalizzare gli altri miei figli lo lascio in ospedale e che siano coloro che sono votati al martirio a prendersene cura.
      Ma in Italia bisogna avere molto coraggio per non “riconoscere” proprio figlio e lasciarlo allo Stato perchè, se mai si dovesse venire a sapere, la tua vita sarebbe comunque distrutta dalla stampa, dai pettegolezzi, dalle malelingue e da coloro che non hanno di meglio da fare che decidere per gli altri cosa sarebbe stato giusto e doveroso fare.

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  3. piera ha detto:

    Ti ringrazio Geco della risposta, e non voglio di certo spostare l’attenzione del messaggio pubblicitario solo mi sento di dire come DONNA, come MAMMA, e perchè no anche e soprattutto come CRISTIANA, che pur rispettando la donna che decide di interrompere la gravidanza, non rispetto assolutamente la decisione di farlo. Il buon medico è colui che aiuta la donna a non prendere questa decisione, e aggiungo il buon educatore ( e qui comprendo prima di tutto noi come genitori, poi le scuole, e le migliaia di altre agenzie educative) sono coloro che creano una coscienza di sessualità responsabile e di accettazione della vita come dono.
    Io caro Geco ho avuto anche se indirettamente questo genere di esperienza e te lo posso dire. Sono stata accanto ad una donna a me molto cara che ha preso questa decisione per i motivi che te hai detto, e pur non condividendo e non rispettando la sua scelta le sono stata accanto nel momento più difficile; ti posso assicurare che potrai mai immaginarti ( in quanto uomo) il dolore che fisico, psicologico e spirituale che una donna deve affrontare in quel momento e da quel momento in poi ogni giorno della sua vita.
    Non distolgo l’attenzione sull’agomento del blog dicendo che l’obiezione di coscienza non è lo stumeto da mettere in atto in questo caso, non solo quella dei medici, ma soprattutto quella delle donne. Non è per un medico obiettore che una donna cambia idea. E non è per quell’obiezione che un uomo si salva la coscenza.
    Non mi scandalizzano le immagini del filmato che riguardano la discriminazione di razza, non mi scandalizzano le immagini mostruose della deportazione e uccisione di milioni di ebrei, non mi scandalizzano le immagini di tutte le guerre e di tutte le ingiustizie che sono nel mondo…… se prima non mi scandalizza la consapevolezza che milioni di bambini vengono uccisi in virtù di questo che vogliamo far passare come “diritto” di decidere per noi stessi.
    L’aborto è una vigliaccheria perchè non lo faresti mai su te stesso, e forse nemmeno verso chi può controbattere, ma solo verso chi non si può difendere.
    Una piccola donna ha avuto il coraggio di dire davanti all’umanità intera che il peggiore dei crimini di cui possa macchiarsi un essere umano è l’aborto…..
    Non è questione di malelingue italiane caro Geco, smettiamola di essere superficiale, affrontiamo gli argomenti in modo profondo, secondo te ci vuole più coraggio a lasciare un bambino in un ospedale che a farlo fuori ????
    Il coraggio vero è quello di affrontare la vita per quello che ti propone con un atto di amore senza paure, senza le “seghe mentali” dei falsi obiettori!!!!!

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    • Geco ha detto:

      Sono contento che tu mi abbia risposto e sicuramente rispetto la scelta di coloro che decidono di non abortire anche in casi estremi. Anche io penso che l’aborto non deve essere preso alla leggera e prima di tutto ci dovrebbe essere un comportamento sessuale consapevole, oltre che piena consapevolezza di ciò che si stà facendo. Inoltre ci sarebbe da aggiungere che non è mai facile sapere e valutare quanto grave sia la patologia del feto che si vuole abortire. D’altra parte proprio qualche giorno fa una nostra amica, che aveva deciso di non abortire nonostante un figlio Down con gravi malformazioni, ha dovuto farlo ugualmente essendogli morto spontaneamente. Siamo perfettamente consapevoli, in quanto genitori ed avendo seguito e rispettato le scelte di quest’amica, che l’aborto non è una cosa facile, non è una passeggiata e le conseguenze psicologiche possono essere pesanti.
      Tuttavia abortire, pur essendo una scelta difficile, spesso è una scelta giusta, ed è giusto saper rispettare chi decide di prendere questa strada esattamente come chi invece, per sue personali scelte morali decide di non abortire.
      Infatti sono rare le donne che prendono questa decisione alla leggera e se decidono di abortire quasi sempre lo fanno con estremo dolore ma con la consapevolezza che sia la scelta giusta.
      Io avrei preferito non sapere che tu Piera fossi cristiana perchè dei cattolici, più in particolare, non comprendo la presunzione di avere una superiorità morale, l’idea che quanti la pensano diversamente siano dei superficiali e l’incapacità di capire che una cosa e avere dei propri convincimenti morali un’altra è accettare l’oggettiva verità che esistono visioni morali diverse ugualmente valide e che vanno per questo rispettate.
      Oltretutto non capisco come mai il cattolicesimo abbia deciso di dedicare così tante energie su questi temi quando ci sarebbero emergenze morali ben più pressanti e valide!
      Purtroppo negli ospedali anche quando l’aborto viene “concesso” non ne viene rispettata la scelta e la donna che abortisce viene trattata come una criminale e un’appestata anche quando (vedi la nostra amica) partorisce un feto morto spontaneamente e non per propria scelta.

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      • piera ha detto:

        Ti sbagli di grosso caro Geco, la tua amica non viene considerata una criminale, informati bene prima di dare giudizi sulla morale cristiana. E io Geco lo dico che sono cristiana, aggiungo che sono cattolica e che sono praticante, e mi dispiace tanto che tu sia dispiaciuto di saperlo. Vedi senza accorgertene hai fatto già una discriminazione tra cattolici e non. Io ti dico che proprio perchè cattolica rispetto tutte le persone qualunque decisione prendano, qualunque morale abbiano, qualunque credo o non credo professino. Come cristiana cattolica non posso condividere e nemmeno rispettare la decisione di uccidere in quanto ritengo che la vita non sia nostra ma di chi ce l’ha data, e non certo nostro padre e nostra madre che sono solo ed esclusivamente lo straordinario mezzo. Il cattolicesimo ha deciso di dedicare così tanta energia a questo argomento come a tutti gli argomenti che riguardano l’etica e il senso profondo della vita, perchè è la risposta che ogni religione ha il compito di dare. D’altro canto credo che il compito della Chiesa sia ora più che mai quello di non confondere le idee, pur lasciando liberi di farvi parte o no. Non si può pensare di essere cristiani a proprio piacimento.
        Per quello che riguarda la superficialità non intendevo esprimere un giudizio sugli altri credi, ma soltanto dire che questo argomento è un argomento che non può esaurirsi con la visione nazionale-politica, o con la obiezione o non di coscenza ma qui si va ben oltre. Poi lo so che ogni paese ha legislazioni diverse, ma questo non cambia l’essenza del discorso.
        La tua amica può stare tranquilla e ti dico che anche la mia, nonstante tutto.

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  4. Geco ha detto:

    Purtroppo la mia amica non ha potuto stare tranquilla, questo è un dato di fatto anche se è vero che l’atteggiamento dei medici è cambiato parecchio quando hanno saputo che “abortiva” perchè il figlio era morto. Ha dovuto ripeterlo a tutti perchè tutti continuavano a pensare il contrario dando per scontata la situazione peggiore ed inoltre non si capisce come mai non fossero informati. Questo è valso anche per la moglie di un mio collega che ha perso il figlio molti anni fa: un dramma peggiorato da chi crede di sapere e ha la presunzione di giudicare.
    Gli imbecilli per carità non conoscono religione e le popolano tutte indiscriminatamente e anche gli atei non vengono risparmiati.
    Mi spiace che tu possa pensare che la mia discriminazione sia stata inconsapevole.
    Io non posso giudicare con sicurezza te perchè non ti conosco ma posso giudicare altri che invece purtroppo conosco e si caratterizzano come cattolici praticanti, lavaggio del cervello incluso.

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  5. piera ha detto:

    Sono felice che tu abbia detto queste parole ” Gli imbecilli non conoscono religione”. Quegli imbecilli che tu dici non sono certamente veri cattolici, anche se dicono di esserlo. Ti prego attento a non confonderti tra veri e falsi cattolici, come tra veri e falsi obiettori di coscienza.
    Chi crede veramente nella Buona Notizia che è il Vangelo di Cristo non ti dico che non possa aver dubbi, anzi, li deve avere, ma ricerca la verità dentro a questa Buona Notizia, e la Verità non può essere che l’amore indiscriminato verso tutti gli uomini e verso tutto il creato. (” Essi come è il Padre Mio”) . Questo significa però essere fermi nel considerare il progetto di Dio che si manifesta in ognuno di noi fin dall’inizio dei tempi il più bel dono che il Creatore possa averci fatto. Questo significa “abbandonarsi fiduciosamente ” alla volontà del Padre anche se umanamente possa sembrarci difficile o addirittura impossibile. Questo significa divulgare questa gioia di essere parte di questo creato in ogni modo e in ogni momento della nostra vita. Per essere “sale della terra e luce del mondo” è necessario rendersi ” Visibili” anche attraverso questi nuovi mezzi. E rendersi “visibili” comne cristiani significa volersi bene, ( “da come si amavano l’hanno riconosciuti”).
    Scusa se mi sono dilungata in questo e veramante quì chiedo scusa perchè sono uscita un pò dall’argometo del blog, ma volevo soltanto farti capire che anche io mi tengo lontano da quei falsi cristiani che sventolano l’appartenenza alla Chiesa solo quando si tratta di “bacchettare” e si dimenticano di “essere Chiesa” quando si tratta di amare indiscriminatamante…. Ti prego di “buttare” un occhio anche ai veri cristiani, che bisogna cercare perchè a volte non sono così eclatanti ma sono il tessuto vero della Chiesa.
    Ecco perchè ho citato una Piccola Donna …. quel Gigante dell’umanità che è stata Madre Teresa di Calcutta, è stata lei la VERA OBIETTRICE DI COSCENZA quando si trattava di “denunciare” l’aborto come il peggiore dei crimini dell’umanità, e anche quando poi si è chinata a raccogliere le donne distrutte da questo terribile evento, e anche quando si è sporcata le mani con le ferite dei lebbrosi partendo dalla lebbra fisica per arrivare a quella dell’anima. C’è tanta gente che continua a farlo. Ecco perchè mi sono permessa di dire che l’arma “legale” dell’obiezione di coscenza” parte da molto molto più in alto, ed è proprio per questo che ho detto che non ci si lava la scoscienza rifiutando di praticare un’aborto e poi abbandonare una donna a cercare altrove…. come non ci si lava la coscienza rifiutandoci di imbracciare un fucile e poi non scandalizzarci di altre forme di omicidio.
    Grazie Geco per avermi dato la possibilità di esprimere queste cose. Ti prego vivamente di interpretarle nel modo giusto anche se non le condividi. Grazie di nuovo.

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    • piera ha detto:

      Geco, un ultima cosa, ti prego di dire alla tua amica, ( da parte mia naturalmente) che se vuole la tranquillità vera non la deve cercare nel giudizio della gente, ma la provi a cercare nei modi giusti in quella Divina Misericordia che non ci appartiene. Solo così sarà libera.
      Grazie se lo farai.

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      • Geco ha detto:

        Se hai un’ e-mail Piera preferirei continuare la discussione separatamente per non inquinare il blog di carusopascoski che magari starà pensando che stiamo monopolizzando la discussione!

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  6. Geco ha detto:

    La mia e-mail è visibile cliccando su “Geco” e visualizzando il blog relativo.

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