Ivan V. Lalić – Critica di Pilato

Poteva, forse, tentare un’altra volta
di fermare il meccanismo, di spostare lo scambio
e andarsene così, in beato oblio. Poteva,
certamente, impedire almeno ai suoi mascalzoni
di burlarsi così dell’arrestato,
e di uccidere così all’inizio la metafora
della corona di spine. Poteva, infine,
essere più prudente nel porre le domande,
magari anche retoriche; è un pericolo cercare
cos’è la verità quando la storia,
come vento innanzi all’alba, muta direzione,
e tintinnano gli anemometri. E disse, tuttavia:
ciò che scrissi, scrissi, e in tal modo salvò
un poco di autostima, una briciola d’oro,
schiacciata nella polvere, al patibolo.
Ciò che non disse va sofferto
nel quotidiano sforzo di rispettabilità,
e questo è il peggio: come aggirare
il suo modello fissato di comportamento,
il rinnovare l’equità dentro scodella d’acqua
e la coscienza tranquilla: il delitto, sono gli altri.

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