Giovanni Allevi, Cavaliere della Banalità al merito della Repubblica italiana

Giovanni Allevi è stato insignito della nomina di Cavaliere al merito della Repubblica italiana, conferita dal presidente Giorgio Napolitano. Allevi ha ottenuto l’onorificenza “per benemerenze acquisite verso il Paese in ambito culturale, economico, sociale, umanitario”.
Si osservi ora la foto,  gli sguardi dei protagonisti. Era il Dicembre 2008, non era che l’inizio. Trattenete poi lo stomaco e se volete continuate a leggere.

Ecco l’ennesima esemplare cartolina dell’indicibile abisso culturale, morale e civile d’un paese che da culla di ogni avanguardia e movimento ideologico, spirituale ed artistico è divenuto pascolo desertificato d’ogni parvenza di viva sensibilità per capre, caproni e capibastone; un paese che uccide, isola e ignora i propri intellettuali e artisti più autentici e appassionati e premia i prodotti seriali del deterioramento delle intelligenze a cui ci ha ridotto.

Si dirà: perchè tanta indignazione? Prima di tutto perchè ciò è stato preceduto dalla scelta della RAI di affidargli l’apertura delle celebrazioni di Italia 150 e la direzione dell’Inno di Mameli sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI al Teatro Gobetti di Torino, in occasione della serata Fratelli d’Italia.
Se questo non bastasse, si aggiunga anche che se il fetido tentativo costante di invertire ogni verità ed ogni valore in questo paese è già grave di per sè, ancora più grave è il tentativo ancora più estremo di tradurre in valore la banale immediatezza della stupidità civile (per cui oggi Moccia è stato eletto Sindaco) e della gratuità creativa (ebbene si, la seconda repubblica ha due ossimori come propri pilastri).
Noam Chomski più semplicemente elencava al punto otto delle dieci strategie di manipolazione attraverso i mass media: “Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti”. Questo in Italia è avvenuto fino a pochi anni fa, oggi inizia la fase di svuotamento in partenza di ogni rigurgito vitale di quest’Italia quasi completamente vegetale: non solo forgiare una generazione col vuoto, adesso riempire questo vuoto con un altro vuoto chiamato “pieno”, “arte”, o appunto  l'”Allevi” di turno , generando il definitivo scollamento identitario tra una cultura che dovrebbe essere miniera di valori, eperienze e bellezza e  un cittadino ormai ridotto a consumatore di slogan, contatti e hobbies, e generando infine l’equivoco che ogni velleità possa costituire arte se con il giusto look, il piglio scanzonato e una feroce campagna di marketing.

In un paese un cui ormai “il vero, al massimo, è un momento del falso”, ogni valore e riferimento per leggere questo squallido presente dentro cui annaspare senza posa appare rovesciato, svuotato, umiliato proprio da coloro che dovrebbero proteggere il decoro delle istituzioni, che invece offendono quotidianamente per poi incaricare una procura a caso di aprire un fascicolo contro ignoti (che sono notissimi: i cittadini) per “offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato”, insulto che a giudicare dalle azioni intraprese da chi oggi ne recita il ruolo è stata recata alla carica stessa nell’atto della sua ultima nomina.
Ma non ci dovremmo neppure stupire di un’abisso di cui siamo tutti vittime, compresi i carnefici che miopi si godono ancora quel che resta della loro reale opera da tre soldi durata un ventennio e ormai trincerata dietro gli ultimi fortini depravati dell’antistato: uno stato che tradisce i suoi cittadini, che umilia i suoi figli più capaci e che uccide ogni speranza di cambiamento e ogni tentativo di bellezza (quella vera, mica quella di Renzi) e si cela dietro un sorriso fintamente innocente e sincero d’un ragazzo qualsiasi prelevato dalla società per essere l’ennesimo equivoco a peso d’oro dei discografici.

Ecco qual’è il cortocircuito più irritante di questa vicenda: un tempo di queste brutture si macchiavano i discografici, gli editori e i produttori, che comincino ad occuparsene anche le istituzioni più alte della Repubblica, specie in un periodo in cui l’Italia sprofonda nella tragedia e ci sarebbe altro a cui pensare, genera sgomento, rabbia e un profondo senso di alterità, unico margine per chi è restato a testimoniare la bellezza in questo paese, di salvare se stesso e gli altri attraverso l’arte, lo studio e il proprio talento, dalla banalità di questo schifo (si, schifo) che avanza in ogni sua emanazione più fetida, ipocrita e al contempo sorridente.

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166 risposte a Giovanni Allevi, Cavaliere della Banalità al merito della Repubblica italiana

  1. Elisabetta ha detto:

    …arte, studio e talento. Ma Allevi…non è forse diplomato in composizione, col massimo dei voti, in pianoforte col massimo dei voti, e laureato in Filosofia, con lode? Farlo passare per uno che si improvvisa musicista, non funziona. :-)

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    • carusopascoski ha detto:

      Di quello che scrivi, in risposta ad arte, studio e talento, mi sento di dire che ha attinenza solo in parte col secondo punto, in parte perchè, citando Flaiano, “oggi anche il cretino è specializzato”.
      E no, non volevo assolutamente farlo passare per uno che si improvvisa musicista, sono sempre attento ai sacrifici altrui: Allevi studia da anni per fingersi musicista.

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      • Elisabetta ha detto:

        Non mi convince ciò che dici. Ritenere responsabile del decadimento culturale una persona coltissima, che ha seguito un iter accademico completo, è paradossale. Ma ormai in italia lo studio non conta più nulla (lo dimostra il trota)…quindi hai ragione tu.

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      • Gil Mosca ha detto:

        caro caruso , ma va a dar via il culo !!!

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    • compositore1980 ha detto:

      proprio perchè ha “studiato” è doppiamente colpevole di quello fa!

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    • Francesco ha detto:

      Cara Elisabetta, studiare non è una colpa, ci mancherebbe, ma lo studio non garantisce l’eccellenza in campo artistico o professionale. Chi si vuol fregiare del titolo di “Dottore” che sia in discipline musicali che in altre, ha l’obbligo di essere intellettualmente onesto e non spacciare menzogne per verità. Allevi dice di aver imparato a dirigere guardando i video dei grandi direttori su youtube, di non avere il pianoforte in casa, di aver apportato una grossa novità nella musica classica: il ritmo! Pensi un po’ alla portata di tali sciocchezze e all’effetto che possano fare sui giovani che potrebbero convincersi che per diventare grandi musicisti occorra il solo talento, quello che peraltro, Allevi non ha. Le pongo una domanda: tra un medico e un santone, chi riterrebbe più responsabile se entrambi affermassero di curare il cancro con il solo succo di limone? Sappiamo tutto che il limone non serve. E’ facile fare una ricerca anche sommaria su internet per scoprire che tale cura sarebbe solo una baggianata, ma quando si parla di arte, per chi non ha una cultura specifica (legga bene mi raccomando) è vero tutto e il contrario di tutto. Lei purtroppo non ha una preparazione tale per sostenere tesi insostenibili e per questo Lei è la prima vittima di Allevi o meglio…di un sistema corrotto di cui Allevi è uno dei peggiori sintomi. Allevi non s’improvvisa musicista: lo è. Parla di sé in termini di genialità e questo è inaccettabile. Se egli non si attribuisse credenziali di cui non può vantarsi, nessuno lo criticherebbe, mi creda. Purtroppo deve sapere che senza l’ausilio di un ottimo ufficio stampa e di una serie interminabile di proclami e idiozie varie che va millantando, il suo Allevi al massimo suonerebbe in qualche ristorante di provincia. Il suo management si è inspirato ad un principio semplice sfruttato anche da tele-imbonitori trasformati in politici. “Dì una menzogna mille volte e questa diventerà Verità”. Mi auguro di averle dato degli spunti su cui riflettere. Buona giornata.

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    • guido de vecchi ha detto:

      a maggior ragione se fa quello che fa producendo il guano musicale che produce avendo mezzi “intellettuali” adeguati è doppiamente colpevole è in malafede e non ha giustificazioni, un diploma in composizione non da nessuna garanzia e lui ne è la dimostrazione più evidente.

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    • Thomas Zaffino ha detto:

      Come si fa a scambiare il «contenitore» con il «contenuto»? Che ci importa se Allevi ha portato a termine i suoi studi? Forse nell’arte conta il titolo? Non è forse l’arte l’unica disciplina in cui non si può menitire, dove conta la bravura? Non esistono forse musicisti (o artisti di altre discipline) che non hanno studiato e che sbinacherebbero il diplomato con più titoli?
      La raccomandazione è tutt’altro. Quanti laureati (anche professori universitari) raccomandati calcano le scene della TV italiana, mentre i veri artisti devono accontentarsi dei palchetti di qualche periferia isolata.
      Il suo raggionamento non tiene. Il fatto che Allevi sia diplomato e laureato non interessa. Conta solo quello che trasmette componendo e suonando la sua musica. Un musica che, come scritto in una recensione di una rivista svizzera, è «assolutamente da non perdere per tutti gli estimatori di Einaudi». Cerchiamo di non confondere Susanna Tamaro con Oscar Wilde, Alessandro Baricco con Charles Dickens, Vincenzo Salemme con William Shakespeare. Tutti hanno dignità e pari diritto di esistere, ma non confondiamo i piani…

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  2. no no no …attenzione Elisabetta! è studiare e poi decidere di mentire e smentire gli studi fatti che è una colpa…ed è esattamente questo che fa Allevi…se non avesse un diploma, una laurea ecc sarebbe meno colpevole…lo è nel momento in cui spaccia per arte e cultura ciò che lui stesso SA BENISSIMO (perchè ha studiato) NON AVERE NULLA DI ARTISTICO E CULTURALE

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    • Elisabetta ha detto:

      Benissimo! Viva l’ignoranza, allora. Viva gli “artisti” che raggiungono la fama senza aver studiato una nota, senza aver fatto sacrifici. Viva il nepotismo. Abbasso Allevi, che non ha nessuna raccomandazione e che ha passato vent’anni sui libri!

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      • Elisabetta ha detto:

        In altre parole, viva la solita Italia!

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      • carusopascoski ha detto:

        Allevi non esiste, è questo il punto. Allevi potrebbe essere qualsiasi ragazzo che ha studiato pianoforte e si abbassa a stringere un laido compromesso con cui vuole ridurre la musica a mera merce, limitandosi ad abitare il vestito che gli hanno cucito addosso.
        I sacrifici di Allevi sono quelli di centinaia e centinaia di ragazzi e ragazze che studiano per una vita musica ma che essendo meno disposti a certi compromessi vengono confinati nell’ombra e umiliati attraverso questi riconoscimenti.
        Allevi non è l’eccezione, Allevi è la caricatura della norma. La norma dell’era per giunta più squallida dal dopoguerra ad oggi.

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      • Cara Elisabetta mi costringi a replicare ancora. Ho scritto che se non avesse un diploma e una laurea Allevi sarebbe meno colpevole perchè agirebbe nell’ignoranza. Non ho detto che devono andare avanti quelli che non studiano. Io sono una dei moltissimi che si sono fatti un mazzo tanto e se lo stanno facendo tutt’ora, che ha studiato e studia e so che se domani io o chi per me decidesse di tingersi i capelli di rosa, e cominciasse a suonare un gran coda dipinto di rosa probabilmente si farebbe notare e farebbe soldi neri IMBROGLIANDO folle di ragazzini…fare musica e essere portavoci dell’arte non è questo mentre è esattamente questo che Allevi si è abbassato a fare.

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  3. Elisabetta ha detto:

    Sia chiaro, non voglio stressarvi con i miei commenti. Ho da ridire su di una frase: “Allevi non esiste”. E allora perché ne parli? Ciao a tutti :-)

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    • carusopascoski ha detto:

      Allevi è un effetto, non una causa. E nel suo essere conseguente a un sistema, a un’industria discografia, a un’imbecillità di massa, resta sempre fedele a ciò che gli altri si aspettano da lui e mai a se stesso.
      Questo per me è abbastanza per dire che Allevi non esiste come musicista, al massimo come fenomeno.

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      • Elisabetta ha detto:

        Ha composto un Concerto per Violino e Orchestra. Non capisco dov’è questa “imbecillità di massa”. Comunque, se tu senti di essere il salvatore culturale di un mondo di imbecilli, prosegui nella tua missione. Mi chiedo solo in cosa dovresti distinguerti dagli altri, perché leggendo il tuo post, non si capisce. Ciao.

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      • carusopascoski ha detto:

        Per Elisabetta, in risposta al suo messaggio dele 12 e 43:
        Io non sono il salvatore di nessuno e non mi distinguo che da te, adesso. Se avessi voluto scrivere un post per parlare di me, non l’avrei chiamato “Giovanni Allevi e blablabla”, mi sembra talmente sciocco scriverlo, ma tant’è.
        Esprimo diritto di critica tanto tu esprimi quello di idolatria. Se poi vuoi esprimere un commento diverso dal mio ben venga, se vuoi esprimere la tua idolatria senza prestare ascolto agli argomenti contrari ai tuoi ti consiglio di scrivere una lettera al tuo idolo. Farai un regalo a lui e risparmierai il tempo a chi, come me, scrive per confrontarsi, capire e imparare, senza nessun orticello o idoletto di turno da difendere ciecamente.
        Ciao.

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    • Francesco ha detto:

      Comporre un brano per violino e orchestra è generico, non significa nulla. Un ingegnere può costruire una nuova Ferrari oppure una carretto a 4 ruote. per un diplomato in conservatorio, scrivere una romanza per questo tipo di organico è un gioco da ragazzi. Il valore della composizione è dato dal contenuto, non dalla definizione della forma musicale. Le tue argomentazioni sono deboli, anzi, inesistenti. Il tuo volerti attaccare a qualunque cosa pur di osannare Allevi, non ti offendere, è un po’ patetico. Dovresti avere l’umiltà di ascoltare chi ha una preparazione in ambito culturale e non esprimere valutazioni a dir poco ridicole che non fanno che confermare la tua estraneità ad un campo, del quale, nonostante ciò, pretendi di parlare.

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  4. piera ha detto:

    Io non studio e non ho mai studiato musica, non so riconoscere le note su un pentagramma…. ma ho una figlia di 14 anni che studia flauto travverso da 5 anni e sogna di suonare in una grande orchestra. Per lei Giovanni Allevi è uno stimolo ad affrontare i sacrifici, uno stimolo ad apprezzare la bellezza della musica ….. solo per questo merita rispetto!!!!!!!!!! Fa avvicinare migliaia di ragazzi allo studio della musica….. e scusate se lo dico questo non lo fanno i grandi maestri accademici. Non giudico la musica che fa, mi piace tantissimo…. ma come ripeto non sono una intenditrice, “giudico” le persona, da dei messaggi positivi…. e questo apprezzo come mamma, come cittadina di questa Repubblica in dissesto! Abbiamo bisogno di bellezza… e lui con la SUA musica la sa elargire. Spero che non cambi, che rimanga così come è…. e che se ne infischi di chi lo critica

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    • carusopascoski ha detto:

      Piera, grazie per il tuo commento perchè almeno è sincero e di pancia.
      Devo però ricordarti che chi lo ha premiato non ha 14 anni, dovrebbe premiare delle eccellenze e non dei divulgatori mediocri che si ammantano del ruolo di innovatori risultando solo boriosi sottoprodotti della “Società dello Spettacolo” (Guy Debord), come l’Allevi. E’ come se il direttore di Focus prendesse il posto di Rita Levi Montalcini al Senato. E infatti anche lì Focus vende milioni di copie e la Montalcini nell’immaginario dell’italiano medio è solo una vecchia rompicoglioni. Questa è la statura culturale dell’Italia dopo 20 anni di berlusconismo, dell’Italia in cui Allevi è Cavaliere della Repubblica per meriti artistici. Il prossimo sarà Lele Mora, di questo passo.
      Ben venga che tua figlia si appassioni alla musica. Crescendo affinerà i suoi gusti, quello che si ascolta a quell’età spesso resta un retaggio di fanciullezza, perchè per fortuna poi l’orecchio, come qualsiasi altro senso, si sviluppa. Se tua figlia continuerà ad appassionarsi di musica, non farà fatica a dimenticarsi di Allevi.
      Intanto ti consiglio di chiederti se secondo te lei ha scelto Allevi o gli è stato imposto da un marketing opprimente, attraverso un sorrisetto innocente, qualche frase strappalacrime da baci perugina e un vestito cucito su misura perchè tua figlia corra a comprare il suo disco e non eserciti mai la sua capacità critica nei confronti dei propri ascolti.
      Intanto, un regalo per lei, una canzone scritta per il proprio padre da un figlio cresciuto nella musica, proprio come vorresti tu per tua figlia. Regalandole questo disco, senz’altro la aiuteresti nel suo bel sogno: http://www.youtube.com/watch?v=ZS7nWB5s4QY/watch?v=ZS7nWB5s4QY

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      • Enry J ha detto:

        bellissimo pezzo, questa sì che è musica!!! finalmente una proposta concreta di un vero pianista sincero e profondo.

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  5. Betta ha detto:

    Lorenzo Velle scrisse: “… quell’arte di vellicare e addomesticare le coscienze delle masse con opere suasive della certezza di vivere nel migliore dei mondi possibili. Un discorso che vale per il giovane piano-strimpellatore Giovanni Allevi (un altro prodigio, il ‘Mozart del nuovo Millennio’, come incautamente hanno soffiato critici sordi di ambo le trombe di Eustachio)…”
    o come disse Federico Capitoni: “… la musica cólta, o classica contemporanea (per usare un ossimoro caro a Giovanni Allevi), e questo solo perché in possesso di un diploma di conservatorio.”!
    e Marco Buttafuoco: “… non è colpa di Giovanni Allevi l’essere stato definito addirittura il Mozart del XXI secolo.”
    (segue)

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  6. Betta ha detto:

    “Che cosa ha rotto Allevi” di Federico Capitoni:
    Per capire il fenomeno Allevi non basta prestare orecchio alla sua musica. Bisogna andare ai concerti e leggere i suoi libri (già, Allevi è anche scrittore, non lo sapevate?)… Che poi è un po’ la stessa cosa. Sì, perché Allevi parla in continuazione di se stesso. Lo fa negli show dal vivo, tra un pezzo e l’altro (di cui ama spiegare la genesi); lo fa nelle sue autobiografe, in cui in una riga fa finta di darsi addosso e poi con un colpo di coda alla riga successiva si autoincensa: «Che brutto anatroccolo ero… Che cigno sono diventato!» Ma quale cigno… Una volpe, no? Giovanni Allevi è diplomato in pianoforte, in composizione e ha una laurea in filosofa. Eccezionale? Per niente, non è certo l’unico; ma non manca di sottolineare i suoi titoli a ogni piè sospinto. Allevi ha un certo gusto musicale che lo porta a scrivere combinazioni di note piacevoli. Un genio? Macché, non è il solo; però in genere i musicisti non parlano di ispirazioni sonore cercate al supermercato o melodie che vengono a far loro visita nel mentre sono distesi – credendosi in fin di vita – sul lettino di un’ambulanza. E’ convinto davvero di aver rotto le convenzioni. L’ha dichiarato, l’ha scritto: «Ho creato davvero un cambiamento profondo nel mondo della musica». E giù con deliranti e inopportune citazioni da Hegel. Davvero spiazzante. E il suo successo allora, come si spiega? Tutto è fondato su un colossale equivoco, che è il risultato di una sequela di fraintendimenti sedimentati nel tempo. Allevi è il tipico musicista rassicurante, quello che accontenta un pubblico che non vuole scosse, che non vuole ferite estetiche, tagli o gettate di vernice sulla tela, accordi strambi. E’ un musicista già vecchio, fa quell’easy listening che calcarono anni fa Clayderman, Wakeman, Schlaks, un certo Jarrett. Ecco lo scaffale giusto. Si sa sempre dove Allevi andrà a parare; sempre lì, dove l’animo dell’ascoltatore si sente a casa, precisamente dove vuole lui, come si aspetta che sia. Nessuna rottura dunque; invero Giovanni Allevi è il musicista più pavido di tutti. Allo stesso tempo è senza vergogna: come si fa a imporsi come direttore d’orchestra dichiarando candidamente di aver imparato a muovere mani e bacchetta dai filmati di Youtube? Come si può pretendere il rispetto di musicisti e di ascoltatori con un minimo di cultura e sensibilità musicale? Neanche vera è la storia – sventolata dai suoi fautori – che grazie a lui i giovani hanno iniziato a interessarsi alla musica classica. Dopo aver incontrato brani dai titoli significativi tipo Come sei veramente, nessun ragazzo ha preso ad ascoltare Beethoven o Schubert, bensì è tornato a Ligabue, Ramazzotti ecc. Allevi è un artista pop, c’è poco da fare. Si dirà che è colpa di chi gli cura l’immagine; ma Allevi dovrebbe avere la responsabilità di smentire e ridimensionare l’equivoco culturale di cui lui è attualmente la sembianza più vivida. Invece no, lo alimenta. Allevi non è un cattivo musicista, solo che dovrebbe imparare a stare al suo posto, se mai avrà l’umiltà di riconoscere di averne uno (come ha fatto Ludovico Einaudi). Affinché non si sia più costretti a insistere sui soliti sfiancanti punti. Che Allevi non è il musico trasversale e contemporaneo che dice di essere. Che non lo vogliamo dire, per educazione, cosa ha rotto.
    (tratto da “Guida ai musicisti che rompono da Beethoven a Lady Gaga” di Massimo Balducci e Federico Capitoni, Edizioni Giudizio Universale, Torino 2011.
    Per gentile concessione dell’editore. sm_ottobre_2011.indd 28 09/09/11 11:51)

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  7. Betta ha detto:

    link a quanto detto sopra: http://www.comune.torino.it/sfogliato/sistemamusica/2011/ottobre/files/search/searchtext.xml (ultimo paragrafo della pagina citata)
    scusate, saluti.

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    • carusopascoski ha detto:

      Ciao Betta.
      Grazie mille per il tuo copia e incolla, come l’ha definito l’attrice principale di questa discussione, che nostro malgrado oltre a manie di protagonismo e idolatrie da preservare non ci ha fatto dono di alcun argomento, a differenza di Piera o te con conclusioni opposte alle sua e attraverso la voce di altri (non si capisce perchè costituisca un male, ma tant’è).
      Inutile sottolineare quanto sia d’accordo con le citazioni di cui sopra, argomentazioni ben migliori delle mie, che vogliono solo esser occasione di denuncia d’un fatto anomale come la notizia che riporto.
      Grazie ancora e alla prossima, spero di ricevere ancora i tuoi contributi all’analisi :-)

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  8. Non è il Mozart del nuovo millennio, ma credo che tutte queste critiche dovrebbero essere più che altro per quelli che non capiscono un tubo lo trattano come tale.

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  9. argonauta2006 ha detto:

    a me quello lì (l’Allevi) proprio non è mai piaciuto… non so perchè

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    • Elisabetta ha detto:

      Ho letto molti copia incolla, attività in cui siete davvero esperti. Ho letto citazioni molto altisonanti. Eppure l’unico commento davvero vivo e ricco di significato è stato quello di Piera, una mamma che condivide con la figlia musicista l’ammirazione per Allevi. Tutte le vostre vuote parole, i vostri ragionamenti contorti, cadono davanti la semplicità e la purezza della verità.

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      • carusopascoski ha detto:

        Grazie per farci dono della tua verità, o Gesù che regni nell’alto dei cieli. Credevo solo che tu avessi gusti migliori. Amen.

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      • argonauta2006 ha detto:

        Elisabetta,
        cercherò di fare un commento un po’ meno vuoto e contorto, e un po’ più semplice e puro. Mi astengo dallo sbandierare le esperienze musicali per legittimare il mio gusto, dico soltanto che in un periodo della mia via, concluso da tempo, la musica è stata… la mia vita. Non posso che condividere quanto scritto da pascoski, a cui non mi sento di aggiungere altro: penso che abbia ben colto la situazione e sia riuscito a descriverla perfettamente.
        Un abbraccio.

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  10. Fernando Girasole ha detto:

    ..al terzo commento confesso d’aver smesso di leggere. Ho letto tutto il post con curiosità, asettica, per quanto possibile. Chi di voi ha fatto due chiacchere con Giovanni, mangiando una pizza, davanti una birra oppure un più sobrio tè e biscotti?!? …

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    • carusopascoski ha detto:

      Sinceramente: non ci tengo.
      Temo di doverti ricordare che non stai commentando una serata con Allevi, quanto la sua musica e le onorificenze che essa raccoglie.
      in ogni caso, sono lieto per te che sia almeno un buon commensale.

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  11. Betta ha detto:

    Grazie a te Caruso, vedi: ci fossimo trovati al bar, anziché copia&incollare, ti avrei mostrato il libro al quale ho fatto riferimento (http://www.giudiziouniversale.it/libri_del_giudiziouniversale/guida-ai-musicisti-che-rompono-da-beethoven-lady-gaga); probabilmente, per Elisabetta, l’esperienza di chi lavora nel settore – e che io condivido – non contano, beata lei!
    Invece non capisco il commento di Fernando Girasole: se dice di non aver letto tutti i commenti, come può sapere non ci sia qualcuno che abbia mangiato (o bevuto) con il Giovanni in questione? Io penso che queste onorificenze siano ammantate di ipocrisia: “benemerenze acquisite verso il Paese in ambito culturale, economico, sociale, umanitario” addirittura… nada màs?
    Mi stupisce anche la signora Piera: lungi da me voler fare polemica, ma se i ragazzi non hanno la possibilità di avvicinarsi alla musica, forse è proprio perché è una materia che nelle nostre scuole non viene considerata (non certo per colpa dei maestri accademici), poi – per carità – c’è musica e musica (anche quella che si può ascoltare strada facendo), perché… non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace?

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  12. redbandblog ha detto:

    Bah, apprezzo tanta passione, ma non condivido il tuo pensiero. Non sara’ Mozart o Beethoven, ma non vedo perche’ un musicista che – piaccia o no – suona nei teatri di tutto il mondo, ha un pubblico che lo va a vedere e lo apprezza, contribuisce a sdoganare la musica classica e a renderla piu’ accessibile, porta a modo suo – e meglio di tanti altri – il nome dell’Italia alto nel mondo, non possa essere insignito di questa onorificenza. Io non sono una sua fan, ma se mi capita di vederlo in tv o di sentirlo suonare non cambio canale. Ti diro’ di piu’, sono contenta per lui perche’, pur non essendo l’unico (Bollani, ad esempio e’ un altro che merita e che apprezzo), e’ un personaggio portatore di valori sani: studio, dedizione, impegno e passione. Sara’ anche un po’ megalomane e tendente all’auto-compiacimento, ma chi se ne frega!

    Chomsky non scomodarlo per Allevi che proprio non ce n’e’ bisogno. Saprai sicuramente che l’analisi di Chomsky si riferisce a ben altra cosa.

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    • carusopascoski ha detto:

      “Allevi contribuisce a sdoganare la musica classica e a renderla piu’ accessibile”.
      Allevi contribuisce all’impoverimento culturale, esattamente come dice Chomski, semmai. Non ho conosciuto una persona che da Allevi si è fiondato nella studio della classica.
      Come disse Billy Bragg, i discografici, essendo industriali, operano scelte di mercato corrispondenti allo scopo finale: vendere lo stesso prodotto a tutti. E, infine, vendere il prodotto meno complesso e più manipolabile, per quel minor costo possibile attuabile solo con la banalità in musica e il compromesso come artista.
      Ecco il vero segreto di Allevi. Banalità e compromesso.

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      • redbandblog ha detto:

        Come tanti altri qui, non la penso come te.

        Questa tua veemenza nel voler convincere tutti con popo’ di citazioni pensando, cosi’ facendo, di sminuite il pensiero di chi espone ragioni diverse dalle tue, sinceramente, lo trovo piu’ preoccupante dell’onorificenza di Allevi.

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      • carusopascoski ha detto:

        Grazie per ritenere il mio parere così rilevante da esser oggetto di un commento ad personam, francamente è un’articolino scritto con molta meno cura e attenzione di tanti altri che trovi qui, ma che è stato condiviso da quasi 250 persone in un giorno e mezzo …Evidentemente c’è anche chi la pensa diversamente da te.

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    • Francesco ha detto:

      Bollani non è “un altro che merita”, ma è “UNO che merita. Non confondiamo un pianobarista come Allevi con un vero genio come Bollani, per favore…Allevi non è portatore di valori sani, perché spacciare musica pop per colta è opera alquanto disonorevole. Forse lei non se ne rende conto, ma chi fa musica per professione o solo chi la studia in modo serio comprende il danno che Allevi e chi lo sostiene, stanno arrecando al mondo dell’arte italiana. Allevi è solo sotto-prodotto dell’ignoranza collettiva legittimata a livello istituzionale.

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    • Thomas Zaffino ha detto:

      Peccato che Bollani, intervistato sull’argomento «Allevi» non la pensi esattamente come te. E poi, per piacere, stai parlando di Bollani, uno che ha suonato (e inciso), con l’orchestra di Lipsia, il concerto in SOL Maggiore di Ravel per pianoforte e orchestra, dopo lo strepitoso lavoro fatto con Gershwin. Quando l’intervistatore gli ha chiesto se l’avremmo ascoltato suonare Beethoven, Shubert ecc., ha testualmente ammesso che quel tipo di repertorio classico «non fosse pane per i suoi denti». Bollani sta ad Allevi come Pat Metheny sta ad Alex Britti.

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  13. piera ha detto:

    caro carusopascoski e cari tutti, non sono solita partecipare a questo genere di conversazioni e se lo faccio adesso è perchè sono forsatamente a casa, ma mirendo conto che a volte non c’è il rispetto per chi esprime la propria opinione in maniera semplice e sincera. Evita per favore di nominare Gesù in quel modo, si può parlare di Allevi, apprezzandolo, disprezzandolo, osannandolo o buttandogli fango addosso.. tutto è lecito, ma non con Gesù!!!!! Non si sa con chi si stà parlando per cui rispetto per favore!!!!! Betta, sono daccordo con te, ai ragazzi non viene data la possibilità di amare la musica nelle scuole, è proprio per questo che ho voluto che mia figlia frequentasse una scuola di musica. Venerdì scorso ha partecipato ad un concorso indetto nella mia città…. prima di suonare ha pianto…. aveva paura…… lo sai cosa l’ha spinta a provarci??? Un capitolo di un libro di Allevi!!!!!!! Non sarà mai che diventerà musucusta….. io voglio per lei che impari ad affrontare le sue paure e impari a mettersi alla prova non solo nella musica ma nella vita. Ecco perchè amo Allevi, perchè spinge i ragazzi a farlo, dandogli FIDUCIA…. che rarità!!!!!!! Poi come ripeto la sua musica mi fa sognare…. sono una “fuori dai giochi” in fatto musicale me ne rendo conto, ma non mi interessa dove si colloca nell’ambito accademico la musica di Allevi, mi piace e basta! Sapete ho anche un figlio di 21 anni che ha studiato pianoforte quando era più piccolo…. sapete cosa fa ora? Si è diplomato come perito elettrotecnico e lavora in una fabbrica come elettricista……. nel tempo libero? Compone musica elettronica e contatta case discografiche…… ( non voglio dire niente …. ma anche con qualche piccola soddisfazione). La musica….. fa parte del nostro essere e va rispettata di qualunque tipo si tratti. La dedizione, l’impegno, il rispetto. Questo conta!!!
    Ciao a tutti e grazie di avermi dato la possibilità di esprimere queste cose. Vi auguro di poter ascoltare la musica che più vi piace nel corso della vostra vita…. come gli abiti che indosserete…. ad ognuno quello che piace!!!!

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    • Elisabetta ha detto:

      Volevo anche dirvi che l'”imbecille” Allevi, qualche settimana fa ha tenuto a Parigi una conferenza sul rapporto tra le forme musicali e la grammatica generativa di Chomsky.

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      • carusopascoski ha detto:

        Anche Fabio Volo ha intervistato Chomski un mese fa, se è per questo.
        Non è certo colpa di Chomski se la gente lo nomina a sproposito, fraintendendolo. Si legga “Capire il potere”, e si capirà subito che sono proprio i Volo, gli Allevi, i Jovanotti, coloro a cui va la critica di Chomski.
        E prima di parlare di Chomski, almeno lo si approfondisca un minimo.

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    • carusopascoski ha detto:

      Piera, su questo blog ognuno si deve sentire libero di nominare Gesù, Maometto e chi vuole quando e come gli pare. Le regole le faccio io qui, e non tu, essendo io l’inviolabile dittatore assolutissimo di questo blog e tu solo una lettrice di passaggio. L’unica cosa che qui è proibita è la mancanza di ironia.

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  14. piera ha detto:

    Elisabetta, diranno di sicuro che ha fatto anche lui un ” copia incolla” !
    Cavaliere della Repubblica per “benemerenze acquisite verso il Paese in ambito culturale, economico, sociale, umanitario”….. non hanno 14 anni coloro che hanno insignito Allevi con questa onorificenza…… come non hanno 14 anni tutti coloro che riempiono i teatri, le “arene” le piazze di tutto il mondo per andare ad ascoltare la SUA MUSICA dal vivo.
    Ma c’è chi ha 14 anni, chi 6, chi 20, chi 40, chi 48…., chi 60, chi 70. Io ci sono stata e l’ho visto…. applaudiamo tutti con la gioia dentro il cuore……
    Per cui la benemerenza per me è soprattutto sociale e umanitaria….. e anche culturale, a pieno titolo.
    GRAZIE CAVALIERE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    • carusopascoski ha detto:

      “Siamo arrivati alla logica del televoto in qualsiasi segmento”, citando un Maestro vero, Girolamo De Simone.
      Lui come tanti altri musicisti italiani ((per fortuna l’Italia vera non è Allevi, ma ben altro) meriterebbero questa onorificenza ben più di questo dilettante che sembra uscito da “Amici” più che dal Conservatorio.
      Ma a voi questo non interessa. A voi basta premere il pulsante dell’idolino sul telecomando, far schizzare il televoto. Guai a chiedersi cosa c’è oltre all’idolino che vi mettono in tv, alla radio, sul giornale. E pretendete anche di dar lezioni di sincerità, purezza e stile, quando dovreste semplicemente provare ad ascoltare altro ed aver più rispetto per chi lo ha già fatto, per chi ha studiato, si è dedicato ad una disciplina per anni. No, questo va bene solo se riguarda il vostro idolino, se riguarda altri, e non certo me, quanto il copia e incolla di Betta, questo non conta. Conta solo per dove vi viene detto che deve contare.
      Buona apocalisse culturale all’Italia del televoto.

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    • Francesco ha detto:

      Vede, Sig.ra Piera, siamo stato governati per un paio di decenni da altri Cavalieri che hanno dimostrato che tale titolo non sempre viene dato a persone meritevoli. Purtroppo (anche per lei, mi creda) l’aver insignito Allevi di una onorificenza del genere, non fa di lui un genio, un musicista meno scarso di ciò che è in realtà. Tale onorificenza di cui il musicista marchigiano è stato insignito, attesta l’agonia culturale del nostro paese e il totale disinteresse per l’arte delle Istituzioni le quali mirano al marketing e al consenso popolare anziché a salvaguardare il principio di meritocrazia.

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  15. praticanted ha detto:

    Completamente d’accordo. Purtroppo.

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  16. piera ha detto:

    Auguri caro Caruso, ti lascio alla tua dittatura…. ciao a tutti.

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  17. piera ha detto:

    Rettifico …. ti lascio alla tua illusione di essere un dittatore…… auguri di nuovo.

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  18. Elisabetta ha detto:

    “Conta solo per dove vi viene detto che deve contare.” E perchè dovresti essere tu ad indicarci ciò che conta?
    Poi dici che bisogna ” aver più rispetto, per chi ha studiato, si è dedicato ad una disciplina per anni.” Ripeto: Allevi ha passato una vita sui libri fino a diventarne miope! Ha tenuto a Parigi una conferenza su Chomsky, neanche una settimana fa. Lo capisci o no che sei totalmente fuori strada?

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    • carusopascoski ha detto:

      Elisabetta, un blog personale non ha certo la potenza di condurre le persone verso alcunchè, nè tanto meno io ne ho la pretesa o l’intenzione, casomai ha la possibilità di denunciare chi ha risorse ben più importanti per influenzare le persone e per affermare la propria opinione. Si chiama libertà di espressione, è protetta dalla Costituzione e pace se a te non sta bene, purtroppo non saresti la sola nel paese di cui Allevi è Cavaliere.
      Continui a non leggere quello che ti ho scritto ripetutamente, io ed altri utenti: non c’è alcun nesso tra la quantità di studi e la qualità espressiva dal mio punto di vista, perchè manca la terza condizione: il talento. Anzi, per altri utenti questo nesso è persino un’aggravante, perchè Allevi, a differenza dei molti che lo ascoltano e lo divinizzano, ha gli strumenti per rendersi conto che non c’è niente di innovativo nella sua musica, oltre al marketing feroce che un presunto musicista classico ha dietro di sè come in questa occasione.
      E tranquilla che Chomski non sa nemmeno chi sia Allevi, per sua fortuna. Ti assicuro che invece ormai sappiamo benissimo cosa ne pensi di Allevi, non importa che tu lo ribadisca oltre, se continui a farlo con i medesimi argomenti a prescindere da quelli di coloro che ti concedono il loro tempo senza ripetere come un mantra la formula rituale del caso, ma cercando un confronto sano e reale, non un supporto ai propri monologhi di sopravvivenza.
      Ciao.

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    • Francesco ha detto:

      Gentile Elisabetta, ottenere una laurea in medicina non fa di un neo-dottore un premio Nobel come Rita Levi Montalcini. La verità è che Allevi non è affatto il genio che lui dice di essere, se ne faccia una ragione. Se le piace la sua musica, lo ascolti, ma la prego di non addentrarsi in dissertazioni di tipo estetico-tecnico perché sinceramente lei non se lo può permettere. Buona giornata.

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  19. Francesco ha detto:

    Faccio il musicista di professione da 30 anni, insegno in un conservatorio e la mia principale occupazione è quella di essere un concertista,sia in ambito Jazz che in interpretativo. Lo dico non per pubblicizzarmi perché fortunatamente non ne ho bisogno, ma per poter dare un contributo alla discussione, basata sull’esperienza. Allevi non è un genio. Ripropone melodie semplici già abusate da decenni, attingendo a formule ritmico -melodiche di facile presa sul pubblico. Come compositore è imbarazzante. Come strumentista altrettanto. Come direttore d’orchestra…inesistente. Vorrei sottolineare che un titolo accademico non è un punto di arrivo ma di partenza e aver ottenuto un pezzo di carta che attesti la conclusione di un determinato percorso di studi, non garantisce affatto che chi l’abbia appeso al muro sia un genio, un innovatore. Chiunque abbia studiato musica ha l’obbligo di essere onesto evitando di spacciare musica pop di bassa levatura per linguaggi più nobili e profondi, mistificando l’arte, la cultura e prendendo per i fondelli il pubblico, il tutto per ragione di puro marketing. Allevi non ha nemmeno il merito di aver avvicinato i giovani alla musica classica, anzi: il suo DEMERITO è quello di aver ingannato molta gente incapace di distinguere un vino doc da un tavernello. Questo atteggiamento non è veicolo di cultura e informazione ma portatore di quella cultura in stile “Bignami” o sotto-cultura di derivazione “De Filippiana” che porta a pensare la grande massa, che basti ascoltare il festival di Sanremo oppure Allevi, per sentirsi esperti critici musicali. Non bastavano 60 milioni di CT della nazionale: adesso chiunque si sente in diritto di affermare che Allevi sia un genio. Con quali credenziali? Con quali prove? Basta la fama per pensare che Allevi sia meritevole di chissà quale cosa? E’ ovvio che chi afferma tali sciocchezze non ha mai ascoltato Jarrett, Corea, Evans, Petrucciani, D’Andrea, Pieranunzi, Rea, Bollani, Moroni ecc. Questi si che sono musicisti degni di nota. Ho letto che ad Allevi è stato insignito del titolo di Cavaliere. Questo dimostra che la cultura nostrana sta morendo. Fortuna che in giro esistano ancora tanti giovani veramente motivati, capaci e onesti che mirano ad essere piuttosto che ad apparire. Per molti (non i nostri politici, di certo), l’arte ha ancora un valore da custodire con cura.

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    • Elisabetta ha detto:

      E invece Allevi è un genio. Ha compiuto tutti gli studi academici possibili e immaginabili, ma poi ha avuto il coraggio, o l’ispirazione, per andare là dove nessuno è andato: scrivere una musica nuova basata sulle forme classiche. Il successo che ha ottenuto questo tentativo è stato deflagrante e oggi non ce n’è per nessuno. Esistono centinaia di musicisti, magari anche più bravi tecnicamente, ma lui manda in delirio platee di 2000, 3000 persone a concerto, solo con un pianoforte, con una musica che prima di lui non c’era, e la gente esce pazza. Questa è la realtà. Potete tirare in ballo tutti i ragionamenti, le indignazioni, gli esempi, ma Allevi parla al cuore della gente come nessuno.

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      • Elisabetta ha detto:

        È vero che non basta la laurea in medicina per prendere il Nobel per la medicina, verissimo. Ma è assurdo che un architetto vada a giudicare l’operato di un medico, o che uno studente alle prime armi si metta a sindacare le scelte di un ricercatore. Allevi deve scrivere musica e deve farlo in totale libertà, senza sentire il condizionamento di tutto questo ciarpame di gente che, la composizione, non sa neanche dove sta di casa.

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      • Francesco ha detto:

        Cara Elisabetta, le scrive una serie imbarazzante di assurdità con una leggerezza sconcertante, forte (si fa per dire) della sua disarmante ignoranza. MI chiedo con quale autorevolezza Lei si spinga ad affermare corbellerie come quelle che scrive in questo spazio, ignorando totalmente ciò che le dice un addetto ai lavori. Le dedico ancora il mio tempo per spiegarle che il concetto di “gusto personale” non può essere sovrapposto a quello di “qualità”.
        1 Lei dice che Allevi è un genio. Mi spiace deluderla: non lo è affatto. I miei allievi di corso medio sanno fare decisamente meglio di lui. Perché non lo fanno? Perché quando si studia per diventare ingegneri nucleari, progettare un accendino mi sembra semplice e poco innovativo. 2 Allevi ha compiuto studi accademici. Lei non ha idea di quanti mediocri diplomati in conservatorio ci siano in circolazione. 3 Allevi non ha avuto non solo il coraggio ma nemmeno le doti per proporre musica nuova. La sua è musica pop semplice, di facile ascolto ad uso di coloro che cercano la rassicurazione di sentirsi colti. 4 Il successo in termini di popolarità non è segno di eccellenza, altrimenti Laura Pausini sarebbe un’artista decisamente migliore di Allevi. Forse lo è, fosse solo perché non si spaccia per la nuova Barbra Streisand. 5 La musica di Allevi c’era già prima di lui. Lei non ha idea di quanti, già molti anni fa, hanno sfruttato lo stesso filone, con il merito di non essersi mai proposti per ciò che non erano.
        Lei può tirare in ballo tutti i suoi ragionamenti (la sto pure citando), ma la conclusione è che Allevi è un mediocre musicista. Ascolti Enrico Pieranunzi, Stefano Bollani, Danilo Rea ecc. e si accorgerà dell’abisso che li separa dal suo idolo. Cara signora, essere ignoranti non è un peccato mortale, ma nemmeno qualcosa di cui vantarsi. Arrivederci.

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      • Francesco ha detto:

        Lei scrive “È vero che non basta la laurea in medicina per prendere il Nobel per la medicina, verissimo. Ma è assurdo che un architetto vada a giudicare l’operato di un medico, o che uno studente alle prime armi si metta a sindacare le scelte di un ricercatore”. Scusi, ma lei si contraddice continuamente. Io da musicista e quindi da addetto ai lavoro, critico Allevi a ragion veduta, ma Lei che non è musicista, come si permette di giudicare chi fa un lavoro diverso dal suo, nel bene e nel male? Lei scrive inoltre che” Allevi deve scrivere musica e deve farlo in totale libertà, senza sentire il condizionamento di tutto questo ciarpame di gente che, la composizione, non sa neanche dove sta di casa”. Con “ciarpame” intende forse la gente come Lei, immagino, perché il sottoscritto, le garantisco, conosce bene la materia. Ascolti (e poi chiudo definitivamente la conversazione con Lei, visto che ignora totalmente il pensiero altrui): Allevi ha tutti il diritto di scrivere e suonare ciò che vuole, ma non di spacciare la sua musica POP per classica o colta, solo per vendere i suoi dischi a gente che come Lei non é in grado di distinguere un flauto da un pianoforte. Ascolti pure il suo idolo, ma eviti di addurre motivazioni paradossali per volerlo per forza collocare nell’olimpo dei geni della musica colta contemporanea. Non ci fa una bella figura Lei e nemmeno Allevi.

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    • carusopascoski ha detto:

      Ciao Francesco, grazie per tutti i fin troppo pazienti contributi alla discussione che ha portato in questo piccolo blog che non ha nessuna pretesa, oltre a quella di affermare opinioni in libertà. Data la lunga serie di commenti che ho letto a tua firma (superfluo ribadirti quanto concordi con te, è una ovvietà che purtroppo sfugge a troppi in questa Italietta piccola piccola), ti invito volentieri, se tu ne avessi il tempo e il piacere, a scrivere una riflessione organica che racchiuda il tuo punto di vista sulla questione qui in esame. Sarei lietissimo di ospitarla su questo blog, naturalmente a tua firma e nella sezione musica, piuttosto che star dietro a chi qui non va oltre alla cieca idolatria e a solipsistici slanci estetici privi di qualsiasi coscienza storica. Purtroppo è il prezzo da pagare alla democratizzazione mercificata della cultura, ed è un prezzo molto salato che sta facendo saltare in aria un intero paese.
      In ogni caso piacere di leggerti,
      Luca

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      • Francesco ha detto:

        Sarò lieto di scrivere sul tuo blog e di relazionarmi con persone intelligenti e misurate come te. Il piacere di conoscerti e leggerti è tutto mio. A presto.

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  20. piera ha detto:

    Scusa Francesco ma anche te un’errore lo stai facendo. La conoscenza musicale è una cosa, l’intelligenza è un’altra!

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  21. piera ha detto:

    E aggiungo, il senso della misura è ancora un’altra….. ma fa parte dell’intelligenza….. per cui!

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  22. Elisabetta ha detto:

    Piera, questi qui sono come i nostri politici: chiusi nei loro palazzi si riempiono di definizioni, hanno studiato quattro cose e si sentono intellettuali, ma hanno completamente perso il senso della realtà. Sparano giudizi, si sentono superiori agli altri. Ma Allevi è il nuovo, e la sua musica è molto più potente di quanto immaginano.

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    • Francesco ha detto:

      Signora Elisabetta, Lei non sta parlando con una persona che ha studiato “quattro cose” ma con un musicista che fa concerti da 30 anni e che ha conseguito due diplomi di conservatorio, a suo tempo. Vorrei sapere da Lei, in base a quali competenze Lei pretende di addentrarsi in dissertazioni su argomenti che lei palesemente ignora. Chi, se non un addetto ai lavori si può permettere di parlare del proprio ambito professionale? Forse Lei che dimostra di essere estranea alla materia di cui stiamo discutendo? Signora, in non “sparo” giudizi, ma esprimo opinioni basate sull’esperienza. Semmai è Lei quella che emette sentenze senza aver mai letto il codice civile. Ho paura che un giorno Lei s’infili un camice bianco e pretenda di operare un paziente, nella convinzione che aver visto un documentario sulla chirurgia basti per poter esercitare la professione medica. La invito ad intrufolarsi in una conferenza di medici, appunto e nel momento in cui, dal basso della sua competenza, non dovesse trovarsi d’accordi col relatore di turno, lo accusi pure di essere uno che ha studiato “quattro cose”. Non si offenda, ma visto il livello a cui Lei ha condotto una discussione interessante mi sento di spiegare il successo di Allevi con un aforisma di Nicolas Boileau. “Uno sciocco trova sempre uno più sciocco che lo ammira”. Buona giornata.

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    • Francesco ha detto:

      Aggiungo, e poi chiudo, che Lei rappresenta bene il prototipo del cittadino medio, con il senso critico atrofizzato da anni di reality show. Il suo problema non è quello di non sapere ma è la sua ignoranza sbandierata come se ciò fosse una virtù. L’ignorante, infatti, non è colui che non sa, ma colui al quale non interessa sapere. Abbia rispetto, quindi, per chi ha investito le proprie energie per imparare ed evolversi e che ha usato il proprio tempo nel SUO interesse, cercando di portare argomenti validi e oggettivi, non dico per farle cambiare idea, ma solo per indurla a pensare. Cosa che evidentemente le risulta ostico. Io non sono un intellettuale, cara signora, ma solo un modesto musicista con circa 1500 concerti alle spalle ottenuto suonando repertori “leggermente” più evoluti di quelli che suona Allevi. Sono anche un modesto compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra con altrettante opere nella propria carriera. Con questo piccolo curriculum, credo di essermi guadagnato il diritto di parlare con cognizione di causa di una materia che rappresenta l’investimento di tutta la mia vita. E lei con quale competenza pretende di parlare? Le piace Allevi? Mi spiace deluderla, ma ciò non basta per parlare di lui nei termini in cui lo definisce e che non gli appartengono. Lei è padrona di ribadire le sue convinzioni, ci mancherebbe. Conoscevo un tizio che era convinto di essere una pallina da tennis…Sa che fine ha fatto? L’hanno internato…in un campo di terra rossa.

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  23. piera ha detto:

    Elisabetta, quello che voglio dire io non sono in grado di stabilire se la musica di Allevi è davvero innovativa e se lui è un genio. Dico solo che trasmette attraverso la sua musica valori positivi. E che non è vero che non ho mai ascoltato Jarret, Petrucciani, Bollani ecc…. tutti meravigliosi…. come mia figlia quando la sento suonare il suo flauto traverso la Badinerie di Bach…. è musica…. ed ha la potenza di rappresentare l’animo di chi la scrive e di chi l’ascolta.
    Ho sentito tempo fa una frase… non mi ricordo di chi è ma la ricerchero….” Se l’uomo non impara ad amare, va a finire che Dio gli toglie la musica!” Bellissimo!
    Per cui onore al merito! Di avvicinare alla musica più persone possibile…… come fa Giovanni.

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    • Francesco ha detto:

      Vede, anche Lady Gaga, Gigi D’Alessio, Max Pezzali ecc, avvicinano i giovani alla musica. E’ l’idea di stare su un palco che attira l’interesse delle masse, l’idea di dominare il pubblico con uno strumento. Mi creda, l’amore per la musica si esprime studiandola ed essendo umili. Sempre. Anche Apicella ha il suo codazzo di fan che lo ammira. Ciò che si contesta ad Allevi (lo ri-ri-ri-spiego) non è il fatto in sé di fare musica di basso valore artistico, altrimenti prima di lui ci sarebbero migliaia di altri pseudo-artisti da criticare, ma il fatto che un musicista titolato come lui ha la grande responsabilità verso il pubblico di dire la verità, di definire la sua musica POP e non classica-contemporanea, che di per sé non significa un bel nulla. Vede, ognuno nella vita ha il diritto di raccontare le balle che vuole, ma deve mettere in conto che qualcuno in grado di comprendere la portata di tali stupidaggini, gli faccia notare l’assurdità di certi proclami. Indurre a pensare che si possa diventare pseudo-geni come Allevi senza avere un pianoforte, che si possa imparare a dirigere senza studiare direzione e che il massimo della qualità compositiva contemporanea siano le tre porcate che scrive Allevi (chiamiamo le cose con il loro nome), è quanto di più aberrante e disonesto si possa concepire. Sappia che il sottoscritto ascolta anche musica pop. MI piace Renato Zero, Baglioni ( con cui sono stato in tour) e molti altri, ma so distinguere la musica pop da altri linguaggi.

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  24. piera ha detto:

    Grazie Francesco per la ri-ri-ri-spiegazione.
    Mi dispiace ma non ho armi per poterla contraddire…..
    Anche a me piace Renato Zero, Baglioni, Jovanotti, Samuele Bersani, Gino Paoli……
    Beethoven, Mozart, Rossellini…….. Allevi, Petrucciani, Bollani….. La piccola orchestra della scuola di mia figlia, mia figlia con il faluto traverso…. mio figlio con la tastiera ed il computer…. non sono in grado di distinguere mi dispiace per lei….
    Mi piace la bella musica, e non mi permetterei mai di dire a nessuno che sono porcate. A nessuno.
    Grazie comunque davvero.

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    • Francesco ha detto:

      Definisco “porcate” le composizioni di Allevi non in senso assoluto (forse non sono stato abbastanza chiaro), ma in relazione al contesto in cui l’autore stesso le vuole collocare. Se vogliamo valutare la produzione di Allevi secondo l’ottica del linguaggio POP, possiamo definire la sua musica ben azzeccata e organizzata. A tratti piacevole. Ma se inseriamo tale musica in un contesto diverso, vale a dire in ambito colto, allora si tratta di musica di una banalità sconcertante. Un film di Pierino interpretato da Alvaro Vitali, ha un suo valore nel contesto dei film umoristici e sexy degli anni ’70. Certamente tali pellicole non possono definirsi “capolavori” se inseriti in una rassegna di film d’essai. Spero di essermi spiegato meglio. Buona giornata.

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  25. piera ha detto:

    Si è spiegato benissimo Francesco, io comunque, che non sono colta, continuo a farmi emozionare anche dalla musica di Allevi, e credo che anche se “dovesse barare” come dice Lei, comunque la sua musica non è una porcata. Ci sono ben altre cose che dovremmo definire così…..
    Vede, credo anche ad un’altra cosa, e tanto per non essere acculturata, mi addentro in una formula matematica ossia:
    la musica di Allevi : alla musica colta = il successo di pubblico di Allevi : all’Invidia dei colti
    Non sarà sicuramente il suo caso, ma credo che un pochino questa vicinanza di così tante persone roda dentro, e si esageri a discreditarlo.
    Oppure voi sapienti vi accontentate di quel poco pubblico colto che potete concedevi.
    Io mi inchino di fronte ai colti, come di fronte ai veri umili….ma ognuno percepisce le emozioni in base a quello che è…….e lo scopo della musica è ed è sempre stato quello di esprimere emozioni e l’animo degli uomini.
    Non a tutti sono concessi gli stessi talenti ( direbbe QUALCUNO)… l’importante è far fruttare i nostri talenti, senza distruggere quelli degli altri…… questo si chiama Invidia!
    Buona giornata anche a Lei e grazie ancora.

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    • Francesco ha detto:

      Cara Piera, mi aspettavo che qualcuno prima o poi tirasse fuori il discorso della presunta invidia. Lei non hai idea di quanti musicisti di grande spessore meriterebbero che si provasse tale sentimento nei loro confronti. Cara Signora, chi fa il musicista impegnato realmente a livello culturale, lo fa per passione, per onorare la musica, non certo per inseguire un successo di massa e l’idolatria di gente che di musica capisce ben poco. Per cercare tale riconoscimento e accontentarsi di così poco è sufficiente iscriversi a qualche concorso di canto o partecipare a qualche show televisivo come “nuovo talento”, cercando d’investire più sull’immagine che sul contenuto. Io mi accontento di fare il mio lavoro. Poco m’importa se ai miei concerti accorrono cento o centomila persone: a me interessa la soddisfazione personale di aver svolto il mio compito onestamente e non aver preso per i fondelli principalmente me stesso e poi il mio pubblico. Comunque, se le interessa il mio “piccolo” pubblico è quello che ogni anno frequenta festival come “Umbria Jazz”, dove spesso mi esibisco. Probabilmente Lei non sa quanta gente un po’ più evoluta del popolo di “amici” frequenta teatri, festival ecc., ed è interessata a consumare musica di qualità. Per concludere…io non scredito Allevi, ma gli attribuisco le credenziali che merita. Il problema è che le persone come Lei sono condizionate a tal punto dai media da non riuscire a concepire una realtà diversa da quella che gli viene imposta. Allevi è un genio per forza… se lo dicono alla televisione.

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    • carusopascoski ha detto:

      Piera, lei è in completa buonafede a dire queste cose, ma le assicuro che pochissimi tra coloro che criticano Allevi lo invidiano per quel suo successo, basato sull’ignoranza, il marketing e la banalità del messaggio da inoltrare al pubblico – “Anche tu ascolti musica colta” – quando questa è una emerita stronzata.
      Un musicista ha due strade avanti a sè: quella del merito e quella del procacciarsi la fama.
      Allevi ha scelto la seconda e si proclama parte della prima. Chi lo critica invece fa parte della prima categoria e non intende assolutamente avere a che fare con la seconda.
      E’ questo, che ancora le sfugge. Non pretendo che lo capisca, ma le chiedo di avere più rispetto per la passione genuina di tanti musicisti sparsi per l’Italia che si fanno un mazzo così per “un panino” (come lo chiamava Carmelo Bene) e per la possibilità di poter suonare ancora e sono ricompensati con l’etichetta di invidiosi da persone che prima di parlare dovrebbero imparare ad ascoltare, per l’unica colpa di cercare di ristabilire dei valori estetici autonomi dal mero commercio nel campo della musica! Francamente, Orwell in 1984 era stato fin troppo cauto.
      Mi creda Piera, senza aver niente contro di lei (mi son spinto anche a consigliarle un brano per sua figlia, si figuri…) si soffre proprio fisicamente se si ha un minimo di coscienza storica a sapere che questo paese ignobile premia i pagliacci più in vista e non gli artisti più meritevoli.
      E’ questo, il morso velenoso dell’imbecillità che giunge a chi fa di tutto per coltivare la propria passione, senza compromessi, senza ipocrisia.

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    • Francesco ha detto:

      Le ricordo, inoltre, che ci sono molti modi per finire sulle pagine dei quotidiani. C’è chi raggiunge la popolarità per aver contribuito al benessere della società e chi invece perché ha commessi gravi reati. Il successo di Allevi rappresenta anche il bisogno smodato, quell’egocentrismo patologico e quel bisogno di apparire a tutti costi, che oggi sembra prevalere su tutto. Signora cara, sicuramente Lei avrà visto la mia faccia decine di volte (o forse centinaia) in televisione, ma io non cerco la fama a tutti i costi come tanti altri miei “colleghi”. Se inseguissi tale fine, mi creda, mi basterebbe presentarmi davanti alle telecamere di Rai1 in mutande e sicuramente farei parlare di me, ma non certo per i miei meriti artistici.

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  26. Arianna Cosmopolitan ha detto:

    “parlare di musica è come danzare di cucina” (Frank Zappa)

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    • carusopascoski ha detto:

      La frase di Zappa è leggermente diversa da quella da te riportata che però ne conserva tutto il senso. Per dovere di cronaca, Zappa diceva esattamente che “parlare di musica è come ballare di architettura”.
      Cos’è, la versione femminile, con la cucina al posto dell’architettura? Si scherza eh…che tra tutti quei commenti seri e seriosi di cui sopra non se ne pole più :-)

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    • Francesco ha detto:

      Non direi proprio. Discutere di musica (seriamente, s’intende) significa usare la mente, sviluppare il senso critico e crescere.

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  27. girolamo ha detto:

    tristemente rilevo che costui fa più dibattito di Luciano Cilio. Qui sta il dramma

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    • Elisabetta ha detto:

      Io stessa non ho voluto tirare in ballo l’invidia, perché è qualcosa di diverso, e più profondo: è la paura del nuovo, di quel nuovo che nasce dalla tradizione e la mette in discussione. In genere i detrattori di Allevi fanno un elenco di altri suoi colleghi, in genere jazzisti. Ebbene, costoro vengono sposati, a parole, perché sono rassicuranti, non creano alcun cambiamento, e non sono neanche amati. Allevi invece è misterioso, insondabile, sembra un celebroleso ma è anche intelligentissimo, sembra giovane ma non lo è, è famoso ma non va in tv, è depresso ma la sua musica è solare. Sfugge a qualunque tentativo di definizione. È amato e odiato. Un genio!

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      • Francesco ha detto:

        Con quale coraggio Lei parla di “paura del nuovo” quando Allevi scrive e suona musica retrograda vecchia di almeno 30 anni? Ci tiene proprio a scrivere corbellerie gratuite? Allevi misterioso? Forse per Lei. Per me è un chiaro esempio di mediocre miracolato grazie a persone come lei prive di cultura, senso critico e intelletto, mi permetta. Se vuole, invece di musicisti Jazz (che peraltro non sono affatto conservatori ma i veri e nuovi avanguardisti) le posso citare su due piedi un centinaio di nomi di compositori non-jazzisti. Mi domando perché Lei insista nel parlare di cose che ignora totalmente. Forse un bisogno di espiare la colpa per essere tanto ignorante? Vuole toccare il fondo per poi risalire la china? La informo che in fondo c’è già arrivata da un pezzo e che sta raschiando da bel po’. Ma Lei non ha un briciolo di rispetto per sé stessa? Le consiglio di chiedere aiuto in un blog che si occupa di psicologia perché, mi creda, Lei è afflitta da una grave forma di masochismo.

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    • carusopascoski ha detto:

      Girolamo, mi dispiace che tu abbia perso anche solo 30 secondi della tua preziosa attività con questo post che aveva intento di denuncia e confronto ed è stato trasformato in squallido chiacchiericcio intorno a una figura che nel post non era stata volutamente approfondita. Mi sono dimenticato anche stavolta che non tutti sono abituati a leggere, ascoltare e riflettere prima di dar aria alla bocca.
      Bellissimo il testo che mi hai scritto in risposta…Dolci utopie, navigateci lontano da queste alghe post moderne!
      Un abbraccio

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      • arcureo ha detto:

        Ragazzi ma siamo sicuri che questa Elisabetta non faccia parte dell’ufficio stampa di Allevi? Continua ad affermare cose semplicemente non vere (cioè che Allevi “ha innovato”. Semplicemente no, non l’ha fatto) nonostante un sacco di persone glielo stiano cercando di spiegare, con mezzi, competenze e – perché no – titoli. Quindi provvede a sminuire l’importanza della preparazione di chi cerca di contraddirla. Salvo poi osannare il fatto che “Allevi ha studiato”. Cioè vantare una preparazione è possibile solo per esaltare il reuccio riccioluto, ma non lo la si può sfoggiare quando lo si critica?
        Interessante… molto interessante. Fossi in voi smetterei di risponderle. È più costruttivo dialogare con Piera, per esempio…

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  28. piera ha detto:

    FRANCESCO!!!!!! Iniziava a starmi simpatico e iniziavo a prendere in considerazione parte di quello che dice …… ma con questa ultima uscita è caduto proprio di stile!!!!!! Il modo con cui si è rivolto ad Elisabetta mi sa tanto di stizzito!!! Altro che parlare seriamente…. altro che crescere!! qui siete tutti Allevi!…..

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    • Francesco ha detto:

      Ho l’impressione che Lei abbia colto al volo l’occasione per eludere tutte le mie spiegazioni e tornare al punto di partenza. Ad ogni modo sappia che io non cerco l’approvazione “popolare”, tanto meno di risultare particolarmente simpatico. Io mi limito ad esporre dati oggettivi e rispondere nel merito a domande che mi vengono posto e a controbattere a d affermazioni che ritengo senza alcun fondamento. il tutto sulla base di anni di studio, professione e competenza. Fossi il lei non mi scandalizzerei più di tanto della risposta data alla Sig.ra Elisabetta, piuttosto rifletterei sul fatto che ella abbia volutamente o meno ignorato qualunque risposta le sia stata fornita ed abbia altrettanto ignorato le domande a lei poste. Un comportamento del genere, principalmente scorretto, può essere generato sia da malafede e interesse nel pubblicizzare il proprio idolo oppure uno squilibrio di ordine psicologico. Non è un problema mio se la Signora in questione risulta spocchiosamente evasiva e ottusa. Certo che sono stizzito! Ho impiegato il mio tempo per spiegare dettagliatamente i motivi delle mie affermazioni e per questo sono stato additato come ignorante, invidioso, saccente ecc. Il giorno in cui il suo medico dovesse esprimere una diagnosi, gli dica pure che è ignorante e lei più competente di lui. Veda un po’ lei…

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      • piera ha detto:

        Il mio medico una diagnosi l’ha già fatta………. e io ancora una volta non sono competente, e devo sottostare non alla diagnosi, ma alla malattia….. ma questa è un’altra storia. Io non eludo quello che lei ha detto, le dico che rispetto, soprattutto il Suo studio, la Sua competenza e la Sua professione. E’ la Sua strafottenza che boccio! Mi dispiace ma le persone strafottenti per me perdono qualunque credibilità, solo per il fatto di essere strafottenti. Mi dispiace davvero mi creda.

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      • carusopascoski ha detto:

        Francesco, non so ancora come, da commentatore esterno, tu non ti sia stancato di commentare sempre con qualità e passione e ti sia trattenuto dal fanculizzare a destra e a manca. Io, da amministratore del blog, sono incredulo e al limite della sopportazione.
        Grazie di tutto, questo blog è assai altro da ciò per cui lo stai conoscendo, tuo malgrado e con mio sommo dispiacere…ti offrirò volentieri una birra se passerai da Firenze :-)

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  29. piera ha detto:

    Caruso, la ringrazio per avermi indicato il brano da fare ascoltare a mia figlia, lo farà sicuramente, affinerà i suoi gusti musicali come lei dice, ma non credo che si dimenticherà di Allevi. Mia figlia è tornata da scuola alle 16 ,30, è andata subito alle prove
    per un concerto che si terrà venerdì in occasione dell’accoglienza di alcuni rappresentanti di una cittadina tedesca che si gemella con il nostro comune, ed è rientrata in casa da mezz’ora. Adesso deve fare tutti i compiti….. e guarda caso ascolta Allevi!!!!! Altro che imbecille!!!!!!!!!!!!!!!
    Il soffrire fisicamente poi, mi scusi purtroppo io lo faccio per altri motivi!
    Comunque rispetto i suoi punti di vista, io da persona non colta non ho modo di controbattere in merito, mi rendo conto che qui sono ” a casa sua”, ma quando in “casa” si ospita qualcuno, come stà facendo Lei, non si ha il diritto di trattarlo male.
    La saluto.

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    • carusopascoski ha detto:

      Piera, non ho fatto altro che risponderle punto per punto. La smetta subito con questa fesseria per cui l’avrei trattata male e se ne ha l’impressione si rilegga i commenti a mia firma in sua risposta. Non sarebbero stati di quel tipo se avessi voluto esser scortese.
      In ogni caso, c’è altro oltre a questo blog. Dopo aver rimediato una misera figura nel dibattito su Allevi grazie anche all’intervento di Francesco, ora attacca me e lui per presunta scortesia.
      Le consiglio di spegnere il computer e andarsi ad ascoltare la musica dei suoi figli se deve dire certe fesserie su due persone che si sono sforzate di risponderle punto per punto, commento per commento.
      Direi che può bastare così, avete avuto il confronto ricercato, con la fortuna di interloquire con un musicista di spessore come Francesco, che sa di quello che parla. Se intendete restare sorde alle argomentazioni altrui, va bene lo stesso, ma è inutile insistere.
      Fino a lunedì prossimo non potrò rileggere i commenti, se non chiudo lo spazio ad essi riservato è perchè mi auguro che sappiate rispettare la “casa d’altri” da soli ed attenervi a un comportamento civile e rispettoso.
      Ho già invitato più volte a smetterla con il chiacchiericcio inutile e la sterile ripetizione seriale di argomenti già espressi in altri commenti. Chi ha orecchi per intendere, intenda. E permettetemi un consiglio: dite di amare la musica? Bene, allora cogliete l’occasione di scambio con un musicista come Francesco che vi ha risposto sempre con attenzione e passione oppure lasciatelo alla sua musica.
      A tutto c’è un limite, e qui lo si è ampiamente varcato. Benvenuto è invece chi voglia ancora confrontarsi con argomenti nuovi e disponibilità all’ascolto. Questo blog nasce anche per questo, benchè talvolta alcuni ospiti non richiesti ne travisino il senso ed abusino della pazienza altrui.

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    • Francesco ha detto:

      Lei definisce la mia competenza “strafottenza”. Provi a definire il suo atteggiamento e queli di persone come Lei che ne ne infischiano altamente di risposte sensate, ribattendo sui soliti argomenti hai quali ho risposto facendo ricorso alla tutta la mia pazienza, che se devo dirla tutta, si é esaurita. Dalle parti in cui vivo si dice che “a lavare la testa all’asino si spreca tempo e sapone”.

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  30. piera ha detto:

    Saluto anche te Francesco, scusami se mi sono infischiata. Ti lascio alle tue lavate di testa.

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    • Francesco ha detto:

      Ne farei volentieri a meno, ma evidentemente a qualcuno servono. Peccato che con altri sia tempo sprecato ma certamente non per causa mia. Se Lei ha difficoltà a comprendere o finge di non comprendere, si faccia un esame di coscienza e metta da parte quel tipico sarcasmo ad uso di chi non ha argomenti intelligenti e validi da apportare in una discussione che risulta avere toni di serietà da una sola parte. Se Lei non è in grado di sostenere conversazioni il cui livello sia leggermente più elevato di una trasmissione della De FIlippi, la prego di lasciar perdere e dedicarsi ad altra attività. Il suo tentativo di sbeffeggiare i suoi interlocutori non solo non ha alcun effetto sull’altrui autostima, ma rende l’idea di quanto piccolo sia il livello intellettivo di chi non è in grado di confrontarsi con umiltà con persone preparate in un argomento che Lei ignora. Quando si è a digiuno in una materia, invece di emettere sentenze sarebbe saggio chiedere e informarsi. Insegni questo principio anche a sua figlia. Se vorrà diventare una musicista, la tenga lontano dalla boria e la supponenza che ostentano personaggi come Allevi.

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  31. Francesco ha detto:

    Carissimo Caruso, accetto volentieri il tuo invito e ti ringrazio per aver apprezzato la mia pazienza, caratteristica abbastanza rara tra noi livornesi. Firenze é una città straordinaria. Ho avuto il piacere di studiare per molti anni presso il conservatorio Cherubini. Ricordo quel periodo come uno dei più beli della mia vita. P.s. Secondo te, Piera ed Elisabetta sono pisane? In tal caso si spiegherebbero tante cose. Ovviamente scherzo…A presto.

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    • piera ha detto:

      ” Te mi provochi e io me te …..” disse uno! Ironia della sorte sono di una città che per motivi storici è molto…. molto…. molto vicina alla musica. Qui la musica è stata “inventata”!!!!!!
      Ci sarebbero due proverbi che mi vengono in mente ma lascio perdere perchè non voglio sollecitare la tua caratterisca rara. Mi eclisso…..

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    • carusopascoski ha detto:

      Senz’altro pisane. Torno oggi sul blog dopo 4 giorni in campagna senza alcun tipo di connessione. Noto che qui la mancanza di connessione persiste, malgrado la tua pazienza livornese (come dire un kebab canadese!).
      A presto caro Francesco, tra infortuni dialettici e disabilità ideative sommarie, è stato un piacere avvicinarti :-)

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  32. Elisabetta ha detto:

    Piera, sei fortissima! In realtà tutto questo astio nei confronti di Giovanni Allevi si scatena perché se la stanno facendo sotto. Credevano di essere i detentori della “cultura”, ma un giorno è arrivato Allevi che ha detto “l’opera d’arte si realizza nell’ascoltatore”. Mai frase è stata più dirompente. I soloni della musica si sono svelati come persone astiose, attaccati alle poltrone, il cui unico interesse è succhiare soldi allo Stato (con la scusa della cultura). Ma spira un vento nuovo, un rinascimento della musica, che torna dove è sempre stata: tra la gente!

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    • Francesco ha detto:

      L’unico vento che spira è quello all’interno della sua scatola cranica, visto che manca la materia che la riempie. Non mi faccia diventare volgare, la prego. Vada su altri blog a sfogare i suoi problemi. Sicuramente, come Le ho già detto, in un forum in cui si parla di psichiatria potrà ottenere l’aiuto che sta cercando, seppur inconsciamente. Non ho ancora capito se Lei “ci fa o ci è”. Nel secondo caso il consiglio glielo ho già dato ma se si tratta del primo, sappia che Lei non è certo d’aiuto alla causa di Allevi. Chiunque legga le cazzate che lei insiste a scrivere, si farà un’idea precisa del livello dei suoi fan (che spero proprio Lei non voglia rappresentare) , e se anche qualcuno provasse piacere ad ascoltare la sua musica, sappia che smetterà di farlo fosse solo per non assomigliare a Lei.

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  33. piera ha detto:

    Abitare nella città di chi ha inventato le note musicali non fa di me una musicista, non sono così stupida caro Francesco, come la tua cultura in fatto di musica non fa di te una persona educata. Come vedi non mi addentro in disquisizioni di ordine accademico ( forse non l’hai notato che non mi comprometto). Lo ammetto, non voglio riempirmi la bocca delle parole di Allevi…. lo fa già lui! Sai qual’è la massima che volevo dirti? ” Il superbo spesso guarda dall’alto in basso e vede gli altri piccoli piccoli…. e non si rende conto che anche chi guarda dal basso vede chi sta in alto piccolo piccolo”. Mi piace tantissimo questo pensiero e cerco sempre di applicarlo su di me.
    Poi ne conosco un’altra bellina bellina : Il superbo è come quel galletto che canta anche la mattina del giorno in cui verrà messo in pentola! ( Ogni allusione è puramente occasionale si intende!).
    Sai in ultimo cosa ti dico? Io ti ho svelato che non sono un’intenditrice di musica, ho solo espresso il mio gusto, Te … se tu fossi l’uomo importante che dici di essere, non perderesti del tempo con questo blog! Ciao.

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    • Francesco ha detto:

      Lasci che le insegni cosa sia l’educazione dall’alto della mia superbia. Essere educati significa principalmente portare rispetto nei confronti di persone che a differenza di Lei hanno scelto d’intraprendere una strada diversa dalla sua. Significa evitare di ricorrere ad argomenti volutamente offensivi come quello dell’invidia, ad uso di persone ipo-dotate intellettualmente. Significa evitare il suo rivoltante sarcasmi da quattro soldi nel vano tentativo di sviare la discussione dall’argomento centrale e sbeffeggiare una persona che ha una cultura in un campo che Lei ignora e che pazientemente ed educatamente le ha fornito spiegazioni in merito alle sue domande o affermazioni farneticanti. Lei pretende rispetto? Impari Lei, per prima a portarlo. Si riempia pure la bocca di Allevi: evidentemente è Lei che non ha meglio da fare. Quello che faccio del mio tempo è affar mio e il ricorso a tali attacchi sottolinea la sua indisponenza e indisponibilità al dialogo civile. Io non vedo “gli altri” piccoli: vedo LEI piccola ma non perché io sia grande. Piuttosto perché la Sua dialettica di bassissimo livello non la mette in condizione di sostenere conversazioni all’insegna del rispetto altrui, e dell’intelligenza umana, caratteristica quest’ultima che certamente non Le si può attribuire. Se il suo unico scopo qui, è quello di convincere qualche lettore e sé stessa che il suo atteggiamento e le sue idee abbiano un fondamento, le inoltro l’invito che ho già inviato alla sua amica Elisabetta. Visto che Lei è così attenta ad osservare la superbia altrui, troverà nel personaggio di Allevi una ghiotta occasione per prodursi in analisi di tipo psicologico e morale. Lei mi ha svelato (ce n’era bisogno?) che Lei non è intenditrice di musica e che ha solamente espresso il suo gusto. Bene: si limiti a questo ed eviti di prodursi in dissertazioni che non sono alla sua altezza.

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      • Elisabetta ha detto:

        A cosa è dovuta la sua caduta di stile, Francesco? Perché ora deve presentarci il suo curriculum? Fa il gradasso con Piera che umilmente ha ammesso di non essere musicista. Perché non lo fa con me che sono musicologa? Piera resta sempre un riferimento da non dimenticare: è una mamma, c’è amore nelle sue parole e musica nella sua vita.

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      • carusopascoski ha detto:

        “Perchè non lo fa con me che sono musicologa”
        E’ tripudio di risate a casa pascoski.

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  34. piera ha detto:

    Grazie Elisabetta….. hai capito molto bene…. c’è amore nelle mie parole e tanta musica nella mia vita…… la musica non è la mia professione…. ma qualunque professione, da quella dell’avvocato a quella del medico a quella del fruttivendolo a quella dell’operaio (o dell’impiegata che non sa scrivere un’italiano colto)…. è al servizio di un “consumatore”. Io sono un “consumatore”, ignorante quanto ti pare, ma senza di me e di quelli come me nessun musicista avrebbe senso di esistere.
    Sai cosa ho detto a mia figlia la settimana scorsa quando aveva paura di suonare a quel concorso? Che i doni che le sono stati fatti ossia di avere la possibilià di mettere impegno in una cosa che le piace non li può più tenere per sè stessa …. é l’ora di aprire quel prezioso scrigno e provare la gioia di farne dono agli altri…… E se non sono parole d’amore queste!!!!!!!!!!! Ma c’è chi non lo capisce….. pazienza, non si puo pretendere che tutti parliamo lo stesso linguaggio. Grazie ancora cara Elisabetta, anche con te non voglio riempirmi la bocca con le parole del ” CAVALIERE”, e chiudo veramente con questo blog. Ciao a tutti.

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    • Francesco ha detto:

      Le sue considerazioni lasciano il tempo che trovano. NESSUNO qui le ha mai detto di non ascoltare Allevi o che ciò non rientri nei suoi diritti. Semplicemente Io ed altri abbiamo esposto valide e oggettive ragioni per spiegarLe che non si tratta di un genio, ma di un personaggio costruito ad arte che, così come la sua amica Elisabetta, millanta crediti. Lei avrebbe dovuto ringraziare per le informazioni che le sono state date, invece lei ha ingaggiato con i suoi interlocutori, una battaglia personale volta a screditarli e sbeffeggiarli, mancando di rispetto principalmente a sé stessa e poi agli altri. Ribadisco anche a lei, che non sono IO il protagonista dell’argomento del contendere ma Allevi e visto che è proprio lui ad atteggiarsi a borioso millantatore, rivolga verso quel personaggio pubblico tutta la sua stizza. Si riempia pure la bocca di quello che vuole: ciò non cambia la natura del suo idolo e non eleva Lei ad un livello intellettivo superiore a quello di un organismo unicellulare. Addio.

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  35. Francesco ha detto:

    Cara Elisabetta, fin dai primi suoi interventi avevo il sospetto che lei fosse la persona che per lungo tempo ha infestato di messaggi assolutamente identici al suo il più noto sito di musicisti italiani: edumus.com. Lei è entrata in quello spazio scrivendo un mare di cretinate, le stesse identiche che lei riposta in questo, presentandosi sotto diversi pseudonimi, facendo una figura meschina davanti a TUTTI i musicisti che Le hanno risposto per le rime e infine venendo bannata dal sito. La conferma che anche in questo blog si rivelasse la sua inutile m nefasta presenza è che in entrambi i casi (guarda un po’ la coincidenza…) la stessa persona, dopo aver postato decine di deliranti messaggi uguali ai suoi, si dichiara musicologa. Certe idiozie le vada a raccontare a chi non ha strumenti per smascherarla ancora una volta, ma non a me. Credo che a chi legge queste pagine non interessino affatto i suoi proclami e le sue invettive verso chi cerca di argomentare seriamente. Come Le ho già detto, vada a risolvere i suoi problemi psichiatrici in spazi diversi da questo. Detto ciò, sappia che non le risponderò più perché citando un noto aforisma, “A parlare con un imbecille ci si perde sempre. Ti porta al suo livello e ti batte con l’esperienza”. Buona cura.

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  36. Francesco ha detto:

    Riporto le mie impressioni risalenti al 2007, il giorno dopo aver ascoltato un concerto di Allevi, che ho pubblicato proprio su edumus. com.

    31 luglio 2007

    Dopo essermi documentato su Allevi attraverso i suoi cd, le interviste, i video ecc., ho deciso di ascoltarlo dal vivo ieri al Parco della Musica di Roma. Inutile dire che il pianista è stato accolto con un tifo da stadio, grida da invasati e quant’altro da un pubblico in tripudio. Me lo aspettavo ma non fino a questo punto. Nella Cavea dell’auditorium eccolo che appare sul palco saltellando e con fare ironico, da bravo ragazzo timido e sprovveduto, recita a memoria il copione già scritto, annunciando i propri pezzi con le stesse parole contenute nel suo ultimo cd. Evidentemente anche a livello dialettico (non solo musicale), l’improvvisazione non fa al caso suo. Inizia a suonare. Alcuni brani sono di un certo interesse compositivo, altri di una banalità sconcertante ma orecchiabili, altri ancora (come Jazzmatic) di una bruttezza unica. Probabilmente quei brani, se fossero stati eseguiti da un pianista di serie “A”, avrebbero fatto una figura migliore. Allevi non ha un gran suono, a dispetto dello Stainway D messogli a disposizione e ben preparato. Il suo fraseggio non è coerente e amalgamato: è spezzettato, frammentato. Non riesce a suonare una frase intera senza che le note non risultino diseguali e il pensiero melodico non venga interrotto dal “peso” altalenante del braccio che palesa che una tecnica ben al di sotto di una star internazionale. E’ sporco. Molto passaggi (troppi) sono suonati con il pedale rivettato e in molti punti la confusione sonora regna sovrana. In molti brani che ricordano Shumann in cui l’arpeggio della mano destra sottintende la melodia nella voce superiore, questa melodia, appunto, non esce se non in modo diseguale e frammentato. Quello che infastidisce non è il fatto che ogni tanto canni qualche nota, ma che l’esecuzione in generale sia veramente sporca. Non parliamo poi del senso ritmico…Il tempo per Allevi è solo un giornale. Mancano accenti e quadratura metronomica (adesso capisco perchè non suona con i jazzisti). Tira avanti in modo fastidioso ed evidente anche alle orecchie di un allievo al primo anno di studi. I valori delle note e il timing sono un’opinione e non un dato di fatto che contraddistingue la musica da un’accozzaglia di note buttate lì senza senso. Durante il concerto ho cercato di capire quale idea Allevi avesse del tempo ( in quanto jazzista credo di saperne qualcosa), ma non sono riuscito a sentire dieci secondi di musica metronomicamente corretta e con un ritmo ben spiegato e articolato. Non mi aspettavo certo che suonasse come Michel Camilo, però…Mentre formulavo queste considerazioni, il pubblico si strappava i capelli ad ogni fine brano in un tripudio di urla e applausi scroscianti. Chissà perchè ad Allevi sia concesso di suonare in quel modo, mentre se Pollini sbucciasse una sola nota la critica lo crocifiggerebbe… Devo capirlo o meglio…lo so. Il secondo bis che ci “regala” è un brano di cui non ricordo il nome (per fortuna) che (udite, udite!) Allevi dice di non aver più suonato dal 2003 e che si tratta di un pezzo difficilissimo per cui chiede alla folla d’incrociare le dita per lui come si fa al circo quando un trapezista sta pereseguire un triplo salto mortale. Ovvio che il pubblico crede a questa stupidaggine e un “ooohhh” si eleva sugli spalti. Ebbene…Allevi suona questo pezzo improntato perlopiù su una tecnica di dito che ricorda molto lo studio di Clementi n.8 uno di quelli che si portano all’ottavo anno. Quarto e quinto dito faticano a lavorare e gl’intoppi si sprecano. Frasi incomplete, note sbucciate, tempo indefinito fanno di questo ultimo brano un autentico eccidio di note. Un pezzo di quel tipo eseguito ad un diploma di pianoforte meriterebbe come voto non più di 6.50/7. Di certo passabile per un diplomino rubato ma inaccettabile per un pianista che riempie gli auditorium e che viene paragonato a Mozart. In breve, una delusione, tranne alcuni momenti in cui la composizione del momento aveva un suo “perchè” ed era eseguita senza infamia e senza lode. Dopo aver ascoltato pianisti di fama internazionale, italiani e non, ribadisco che Allevi è un prodotto perfettamente riuscito di una macchina pubblicitaria che funziona a meraviglia. Il risultato di un bombardamento mediatico da parte dello Star System che non ha niente a che vedere con l’arte pura e con in suoi degni rappresentanti. Chi vuole per forza sostenere l’eccellanza di Allevi, dovrebbe almeno per una volta, ascoltare un concerto di un signore qualunque, con la faccia di un uomo qualunque, che non saltella sul palco, che non si spreca in battute, in presentazioni ad effetto dei suoi brani, ma che è considerato uno dei più grandi pianisti del nostro tempo: Enrico Pieranunzi. La massa è veramente ignorante. Lo sapevo anche prima, visto che faccio questo mestiere da sempre e che non ho mai avuto bisogno di fare il cameriere per vivere di musica, ma ieri ne ho avuto la conferma toccando con mano quanto la pubblicità abbia effetto sulla gente. Qualcuno dice che Allevi abbia il merito di avvicinare i giovani alla musica. Io dico che crea invece quello strato di sotto-cultura che fa male alla gente, perchè fa sì che la massa si convinca di possedere gli strumenti per poter decodificare un linguaggio che invece necessita di anni di studio ed esperienza per poter essere compreso. Io credo che il nostro paese abbia bisogno di cultura vera e non edulcorata dalle luci dello spettacolo. Il musicofilo comune guarda alla musica in generale come il tifoso guarda all’allenatore della propria. Essere tifosi non significa essere allenatori, così come essere amanti della musica dà solo il diritto di godere di ciò che ci piace ma non di esprimere giudizi estetici ed affrettati in campo artistico. La musica di Allevi e il personaggio hanno il diritto di piacere alla gente, ma elevare al rango di genio un pianista come quello di cui stiamo parlando, è un’offesa alla musica stessa e a chi la produce e la diffonde, forte di uno spessore artistico e tecnico di ben altra dimensione.

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  37. Francesco ha detto:

    Per chi fosse interessato, ecco una discussione iniziata da tale Fiamma Iaboni, soldatessa dell’esercito di Allevi, la quale sembra somigliare in tutto e per tutto ad un personaggio che in questo spazio manifesta il suo patologico amore incondizionato nei confronti del grande “artista”.
    Buona lettura.

    http://www.edumus.com/forum/read.php?16,62942,page=1

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    • Elisabetta ha detto:

      È stata una bella scoperta, e che la persona si chiamasse Elisabetta è un caso. Io non nutro un amore “patologico”, ma solo amore. Certo, mi delude leggere una tale accozzaglia di luoghi comuni e banalità come nei vostri sermoni. Ho letto altri post di questo blog: roba vecchia, la solita retorica dell’intellettuale che si lamenta e che si sente colto in mezzo ai barbari. Ma i grandi intellettuali del passato hanno sempre saputo interpretare le spinte della società. Non è il caso di questo blog.

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      • Francesco ha detto:

        Parliamo di luoghi comuni. Le tue iperbole ricalcano i soliti giubilo degli adepti del”magnifico genio”, mentre da un colto musicologo del tuo rango mi sarei aspettato una attenta analisi di tipo tecnico-estetico della musica di Allevi. Mi pare chiaro che tu abbia in comune con lui la caratteristica di millantare crediti e la viscida attitudine a rispondere alle domande dirette. Sei brava ad eludere l’argomento in profondità ma sappi che questo non fa altro che definire chiaramente ciò che sei. La mia posizione di persona intellettuale e misurata m’impedisce di regalati un soggiorno nel luogo in cui i residui nutrizionali incontrano l’aria aperta. Pensa alla tua precaria salute mentale perché solo un soggetto problematico si comporta come te. Se non hai nulla di sensato da dire, dedicati ad altra attività ed evita di scrivere cazzate in uno spazio in cui su dovrebbe esprimere l’intelletto.

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      • carusopascoski ha detto:

        Ma cosa stai blaterando? Grande intellettuale? Ma se ho 25 anni e sono studente? Elisabetta posa il fiasco, l’è aceto, neanche vino…

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  38. Francesco ha detto:

    Metto da parte per il momento la mia proverbiale gentilezza per parlarle, cara Elisabetta, con totale schiettezza. Ci vuole solo una faccia come il c…o come quella che lei ostenta per entrare in un blog che, se non se ne è accorta, la ospita, millantare crediti (lei non è una musicologa ma solo una potenziale paziente di un reparto psichiatrico) , evitare di fornire risposte dirette, ignorare le risposte altrui e quando queste non soddisfano la sua debole psiche, insultare i suoi interlocutori accusandoli di essere loro e non LEI a cercare visibilità. La verità è che LEI cerca di mettersi in evidenza (cosa ci sia poi di così interessante nel mostrare la propria ignoranza…) disturbando diversi forum in cui le persone dotate d’intelletto (non Lei, quindi) di solito si scambiano opinioni allo scopo di migliorarsi e condividere esperienze. Lei si deve solo vergognare. Impari a rispettare gli altri e se non ha niente di costruttivo e intelligente da dire, eviti di imporre al prossimo la sua molesta presenza. Meglio essere persone intelligenti e anonimi piuttosto che pubblici idioti. Se lo tenga bene a mente. A mai più risentirla.

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  39. carusopascoski ha detto:

    Stop alle telefonate da ora in poi.
    Sono toranto dopo 4 giorni in campagna, non avete idea che du palle dovermi leggere tutta questa mole di commenti. Comunque, si diceva…Mi tocca ripetermi, ma se un’ capite una sega è un’è colpa mia [spazio moccolo], perchè qualche maniaca di protagonismo becero e sordo ha imposto un livello culturale pari al suo, ossia sotto qualsiasi soglia di civiltà e intelligenza rendendo questa discussione infruttuosa sotto qualsiasi aspetto la si guardi, eccetto quello della noia.
    Io come la penso s’è capito, e se non si fosse capito si rileggano le mie motivazioni di cui sopra.
    Si è capito anche di altre persone, talvolta con motivazioni egregie altre con ragli e belati imbarazzanti per chi scrive.
    Se commentate ancora (Dio ce ne scampi! Piera, lascia perdere, c’ho confidenza io con luilì), fatelo seguendo il tema del post, che vi faccia cacare o vi piaccia. Se invece volete parlare per i cazzi vostri, scagliarvi contro questo o quello, fare discorsi che andrebbero bene se foste a farvi la messa in piega dalla parrucchiera, fatelo dove vi pare, ma questo, oltre che luogo di altri e non vostro, sarebbe indicato per il dibattito e non per l’autismo individuale e corale (moralisti, sciò sciò).
    Invito anche chi sino ad ora ha tentato invano di far ragionare costoro a desistere. Qui ormai siamo arrivati alla vetta, nel senso che non c’è più ossigeno al cervello. Se qualcun altro volesse continuare a discutere nel merito della questione mi farebbe invece naturalmente piacere, che si parli di Allevi come genio o come pagliaccio, purchè portando in dote argomenti oltre che schiamazzi.

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    • Francesco ha detto:

      Caro Caruso, il mio l’ho fatto ma per fortuna non ho la facoltà di donare il buon senso agli stolti. Mi auguro che chiunque legga questa discussione ne tragga vantaggio. Mi congratulo con te per le tue doti intellettive ed intellettuali. Magari tutti i miei studenti avessero i tuoi pregi! Se così fosse, il mio lavoro sarebbe fin troppi facile. A presto e la mi porti un bacione a Firenze.

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      • carusopascoski ha detto:

        Grazie mille Francesco, farò l’impossibile per smentire la fiducia e la considerazioni che mi accordi :-)
        Senz’altro per il bacione a Firenze, hai la mia mail (la trovi alla sezione carusopascoski sennò) se passi mi farebbe piacere offrirti una birra!

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  40. Pingback: Napolitano e il Cavaliere della Repubblica vicino al boss della ‘ndrangheta | c a r u s o p a s c o s k i

  41. Pierrot le fout ha detto:

    Salve a tutti.ho letto la vostra discussione,scambio di idee,prima pacati e argomentati e poi meno,ma sempre nei limiti,su Allevi.Ne sono rimasto interessato e credo che mi abbia permesso di confermare molte idee che avevo maturato e arricchirmi di altre informazioni interessanti.
    Prima di dire la mia opinione,voglio fare delle premesse.
    1,Sono un amico di Caruso,credo di conoscerlo abbastanza,condividiamo molti gusti sia musicali che cinematografici e spesso parliamo e ci scambiamo nuovi gruppi,cantanti che ci “fanno impazzire.Di solito quando Caruso mi passa qualche nuova scoperta mi fido ciecamente e so che “impazzirò” anche io.Questo per dire che tendenzialmente sono un po’ a favore del gestore del blog,ma che nello stesso posso non condividere tutto,o almeno in questo caso alcuni aspetti.
    2,Non ho una preparazione musicale tecnica da permettermi di entrare in discorsi puramente tecnici,di composizione e melodia,e mai mi permetterò di farlo.Sono “solo” un malato di musica,un ascoltatore maniacale,i cui gusti sono stati profondamente influenzati da mio padre.Cresciuto a biberon e Rolling Stones,per poi arrivare col tempo ad affinare i miei gusti ed arrivare ora,pur senza un bagaglio di conoscenze tecniche adeguate ,ad amare in maniera maniacale il jazz.Questo per dire non ho competenze tecniche adeguate per confrontarmi con Francesco
    3,Non mi piace assolutamente Allevi,trovo la sua musica come giustamente dice francesco,pop.Condivido pienamente il fatto che sia un personaggio costruito dai media,dalla cultura dello show,dove il “personaggio”,è l’elemento centrale per decretare il successo.
    Credo che Allevi sia costruito per esser fruibile da tutti…amato da tutti…e come spesso dice il mio amico caruso quando tutti sono a favore su una cosa/idea/persona….qualcosa non va…
    Personalmente preferisco altre personalità,preferisco gli schivi,i silenziosi,preferisco chi nella sua ombra ha trovato la giusta posizione da contrapporre alla luce abbagliante dell’apparire…il nostro amico Nick Drake…la nostra passione Luca Flores ( vero caruso)… e dati questi aspetti la musica del vostro cavaliere non mi tocca le corde …non mi ammalia non mi affascina perchè percepisco tale costruzione anche nella sua musica…nella sua melodia..nel suo ritmo costruito per piacere..anche se vedi premessa 2,non ho competenze tecniche…ma io vi dico solo le mie sensazioni….

    Date queste premesse e il fatto che volevo ringraziare Francesco per i commenti più tecnici e per il fatto che mi ha messo a conoscenza di molti altri aspetti interessanti e info che non conoscevo sul mondo della musica..volevo spezzare una lancia a favore di Elisabetta e Piera…o meglio…porre una mia riflessione…
    Sicuramente Allevi è un prodotto commerciale prima di essere un musicista…MA…forse il punto che volevano esprimere le 2 ragazze/signore..era un altro ..credo che non sono riuscite a speigarlo bene…e non sono riuscite a spiegarlo bene perchè riguarda un aspetto difficile da dire e scrivere…forse riguarda caro amico caruso, quell’aspetto puramente irrazionale,emotivo,che ti tocca le corde interne quando senti una melodia,quel terremoto viscerale,quella percezione di benessere o malessere che ti scatena una musica…e in questi casi le tue competenze tecniche,anni di esperienza e conservatori non conta averli o meno …perchè le emozioni le provano tutti…e spesso e volentieri delle nostre spiegazioni su come Allevi sia un prodotto commerciale costruito e le varie argomentazioni logiche che avete esposto ( che condivido totalmente) non vengono prese in considerazione ,,,non vengono analizzate,,,anzi spesso vengono evitate…credo che a Piera ed Elisabetta legate alle loro emozioni sul loro cantante non interessi …forse giustamente?..bho…delle nostre argomentazioni logiche e date dall’esperienza/competenze, sul fatto che il loro “creatore di emozioni” non sia un genio..anzi ma come in realtà credo anche io …sia un mediocre musicista issato a fenomeno musicale…ma a loro dà emozioni…e magari non tutti sono poi influenzati nel provare emozioni dai modelli che il “sistema consumistico musicale postmoderno “ci impone…
    insomma penso che spesso l’aspetto emozionale se ne sbatte le palle delle argomentazioni logiche razionali e provenienti da fonti attendibili…magari il sistema stesso gioca proprio su questo aspetto?…qui si va ad infilarci in un altro discorso ancora più complesso
    Comunque per farla breve,anche perchè è un caldo che si muore e stò a sudare come un caiamano,…Sicuramente il titolo di cavaliere a Allevi è una cosa ingiusta….e credo che sia veramente un prodotto commerciale….ma caro amico Caruso…alle 2 signore ragazze dà emozioni…e le scelte musicali e i gusti spesso sono irrazionali illogiche …che se ne sbattono delle nostre “giuste” argomentazioni…e tu spesso parli di emozioni dovresti essere un po più indulgente verso chi spesso magari scrive mosso dalla passione per un musicista e va avanti a testa bassa pur quando si mostrano prove evidenti davanti ai suoi occhi… sai che palle discussioni mosse solo da prove logiche che confutano la tua tesi e vanno a contrapporsi in maniere sistematica e razionale alla tesi dell’altro…
    detto questo continuate ad ascoltarvi Allevi,ma resta comunque un prodotto commerciale…ora almeno lo sapete….non ve ne fregherà niente sicuramente ma almeno ne sarete consapevoli…ecco magari però segnatevi bene i consigli di Caruso e Francesco
    Caruso quando ci rivediamo in S.Ambrogio ne parliamo con 2 3 5 birre..magari con la compagnia di Francesco

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    • carusopascoski ha detto:

      Ciao Pierrot (vai, preso così!)
      grazie del commento chilometrico quanto profondo ed equilibrato. Francesco ti ha già risposto anche per me, ma non mi sottraggo dal riargomentare pur un minimo quello che era l’intento dell’articolo: inizialmente l’articolo non era neppure catalogato nella sezione “Musica”, perchè di fatto parlo più della meritocrazia del sistema Italia. Poi dopo la discussione più propriamente musicale (grazie a Francesco, com’è evidente, Betta e pochi altri) mi ha fatto capire due cose: la prima è che avevo scritto un articolino davvero striminzito, tant’è che l’ho dovuto giustificare dopo; la seconda è che se non avevo discusso inizialmente Allevi era proprio perchè dell'”imbecilità” di cui come sai io spesso parlo, non mi da fastidio tanto il risultato finale, quanto la sua dinamica. Questo per dirti che non condanna l’emotività di un ascolto, ma la sua presunzione di farsi cognizione di profondità tecniche argomentative poi inesistenti nei fatti. Come “ascoltatore ideale” (qualcosa che non esiste, per fortuna, sennò si arriva all’eugenetica dell’ascoltatore) ho molti “difetti” anch’io: pensa che trovo il primissimo Vasco realmente interessante (sul dopo no commenti, che sarei ben più pesante che con Allevi), per fare un esempino, piuttosto esemplare.
      Trovo poi di un’arroganza becera la coazione argomentitava a ripetere evidenziata da certi commenti, quando ci sarebbe lo spazio, se si avesse l’intelligenza di predisporre argomenti in modo sano come hai fatto te, per fare davvero belle discussioni. E la trovo doppiamente tragica perchè è la scintilla dell’autismo corale che porta le persone ad immunizzarsi dalla qualità espressiva di tutto ciò che è ai margini del mainstream.
      Sono d’accordo che la logica razionale sia quanto di più alieno dalla creazione artistica, ma occhio però, perchè le logiche con cui Allevi sfonda non sono le logiche passionali dell’artista, ma quelle economico produttive della discografia e dei mass media ufficiali.
      Riassumo in un breve periodo perchè mi rendo conto che sto pericolosamente allungando spropositatamente la mia risposta: ognuno è libero di ascoltare ciò che desidera, emozionarsi ed appassionarsi con ciò che vuole. Non io, ma altri hanno sapientemente detto che un artista non può esprimersi ad un livello culturale maggiore del pubblico che intende intercettare. Allevi, ha scelto di essere una pop star, opera in tutto e per tutto come una pop star, ma il suo pubblico lo ritiene un maestro perchè così ha la sensazione che la musica classica sia alla sua portata senza che nessuno sforzo di studio e ricerca debba avvenire. E tu sai che un buon consumatore, è un consumatore felice del suo ruolo di consumatore. Per questo in tal caso anche l’argomento dell’emotività dell’ascoltatore è veramente pericoloso e ai limiti, perchè se presentato con l’estremo buonismo di Piera o il bieco fanatismo di Elisabetta si presta a giustificare il mero consumo, ed elevarlo a fruizione di linguaggi musicali innovativi come spaccia Allevi e tutti i suoi fan. Allevi è un sistema d’autismo, e non (argomenti principale di chi lo ascolta, smentito SEMPRE nei fatti) un trampolino iniziale verso l’ascolto di qualcos’altro, come invece è, a mio modestissimo giudizio, Ludovico Einaudi. Questo sarebbe un merito, ma è un puro miraggio argomentativo perennemente smentito nei fatti di chi difende Allevi. Dopo Allevi non compri il disco di Jarrett o Baker o Evans ecc, compri il libro di Allevi e prenoti, senza neanche averlo ascoltato, il nuovo disco di Allevi. Il pop genera fidelizzazione e fanatismo, è successo coi Beatles, figuriamoci se non succede con persone che hanno meriti artistici inesistenti come Allevi!
      Naturale che sarebbe bastato il tuo equilibrio di vedute per spingersi oltre in una discussione infinita e ben più proficua di quella che c’è stata, ma che spero sia ancora possibile.

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    • piera ha detto:

      Ciao Pierrot, hai capito perfettamente quello che intendevo dire. Lo hai espresso con parole certamente migliori delle mie. Io mi sono limitata a dire che non mi interessa la valenza musicale di Allevi…. mi fa emozionare e basta …. e le emozioni ( caro Caruso) sono un diritto di tutti, non solo degli addetti ai lavori o di chi ha specifiche competenze in fatto musicale. E’ quello che ho detto ma evidentemente se viene detto da una perfetta sconosciuta come me viene boicottato e “insultato”, se lo dice un’amico magari viene preso in considerazione.
      Buona birra insieme a Caruso e Francesco!

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  42. Francesco ha detto:

    Grazie per quello che hai scritto. Intelligente, puntuale. Vorrei puntualizzate, se ancora ce ne fosse necessità, che io non sto qui a giudicare i gusti personali: non mi permetterei mai. Contesto duramente il fenomeno in sé e la pretesa dei suoi fan di spingersi i dissertazioni che non sono alla loro altezza, di giudicare il loro idolo come un genio,un profeta, solo perché lo dice lui o qualche giornalista venduto e ignorante in televisione. Contesto inoltre la spocchia dei fan sfegatati di Allevi, che si traduce nello sfottere un interlocutore che evidenzia competenza, spiegando dettagliatamente le proprie ragioni per le quali Allevi è tutt’altro che un genio. L’argomento principale è quello dell’invidia. Ragion per cvi, (la V al posto della U è voluta) è facile che un accademico Signore che abbia stvdiato et che vanti vna proverbiale flemma, come il sottoscritto, d’improvviso per da le staffe e invii le madri dei fan del ricciolone a continvare ad esercitare la professione di meretrici sulle pubbliche vie. Ciao e a presto.

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    • piera ha detto:

      ( La doppia b è voluta) CHE ROBBA SQUALLIDA!!!!

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    • piera ha detto:

      ” Meretrice”….. uauuuuu…. questa è roba da intellettuali!!!! Complimenti Francesco sei un grande ………………. Grande!

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      • carusopascoski ha detto:

        E questi commenti sono roba da persone che non hanno più niente da dare a una discussione se non i propri pruriti. Se ne prenda atto, visto che si è invitato più volte e con cortesia a non inscenare liti di condominio nei commenti di un blog ma ad affrontare un confronto con le proprie argomentazioni sui temi in questione. Capisco certo che la dimensione condominiale metta certi commentatori più a loro agio che quella musicale o culturale in senso più ampio, ma basta (alla ennesima volta, lo capirai?).
        Dunque, saluti Piera, e se vuoi continuare, continua pure, ma con chi di nuovi argomenti ne ha portati (come GeorgeCrumb).

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  43. GeorgeCrumb ha detto:

    La “musica ” di Giovanni Allevi non è nel suo genere una novità. La conoscono bene i creativi pubblicitari. Si chiama “MUSICA DA ASCENSORE” esiste da oltre 30 anni. Se entrate in un qualsiasi centro commerciale americano la ascoltate mentre fate la spesa…assieme talvolta a finte melodie “new age”…Dagli anni 80 ad oggi ci sono stati tanti pseudo pianisti laureati e diplomati pure loro nelle miglio università USA che hanno composto musichette di questo genere eccovi degli esempi :

    Come potete sentire Allevi non ha inventato nulla di nuovo nè tantomeno è così bravo neò suo genere.
    Del resto se nel paese in cui sono nati Vivaldi e Albinoni esiste anche il Rondo’ Veneziano…allo stesso modo nel paese in cui sono nati Maurizio Pollini e Arturo Benedetti Michelangeli (forse manco sapete chi sono) puo’ esistere Allevi. Resta di fatto che l’arte esecutiva musicale è altra cosa.

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    • carusopascoski ha detto:

      Concordo, naturalmente. Clayderman poi è il precedente perfetto, di cui mi auguro Allevi non replichi il successo. Sono identici in tutto e per tutto: banali, squallidamente nazionalpopolari e dall’aspetto gradevole e educatamente curioso. E sono figli dei produttori musicali, e non dei loro diplomi o studi che hanno ben presto dimenticato.
      Grazie GeorgeCrumb per esser passato di qua depositando un commento rilevante come il tuo.

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  44. piera ha detto:

    Caruso ho risposto a Francesco e non a te, fattene una ragione, e ho risposto a Pierrot. Mi pare comunque che altri argomenti attinenti alla discussione non ne hai nemmeno te, o sbaglio? Certo che ho letto il commento di Crump è ho guardato i video…. ti dico che per voi può essere la stessa musica ma a me quella non da nessuna emozione, quella di Allevi si…. Mi basta! Comunque il la parola meretrice la interpreto come un’insulto bello e buono…… poi ci rido sopra….. come è giusto fare!

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  45. Fabio ha detto:

    Dopo aver letto TUTTO quello che è stato scritto sopra ho deciso di vincere la mia pigrizia cronica e lasciare il mio pensiero.
    Nella diatriba tra Piera/Elisabetta e Francesco, a mio avviso, siamo al livello in cui uno dice “viola” e l’altro risponde “trattore”. Due livelli totalmente differenti. Piera ed Elisabetta parlano di sensazioni e Francesco sta parlando di dati oggettivi tecnici.
    Personalmente, la musica di Allevi non mi entusiasma; se passa per radio mentre mi dedico a comporre dei puzzle, non mi prendo il disturbo di cambiare stazione. Non posso dire che mi infastidisca.
    Quello che invece mi infastidisce, da parte del soggetto, è la boria di chi dice “io ho fatto… io ho cambiato… io ho innovato…” eccetera.
    Però, mi infastidisce anche, dall’altro lato, questo dare addosso al soggetto stesso. E’ vero che ha studiato, e come dice Francesco è responsabile di ciò che afferma, ma io credo che in fondo lui sia realmente convinto di ciò che afferma, ovvero di aver “fatto… cambiato… innovato”.
    Non voglio commentare la tecnica esecutiva o compositiva (anche io penso di parlare a ragion veduta, visto che ho “collezionato” tre diplomi di musica e mi esibisco da 25 anni), ma il fatto che non ha il minimo senso un match tra una fazione che dice “a me piace” o “è un genio” e l’altra che afferma “è mediocre” o “non è un genio”.
    Trovare “geniale” qualcosa è, a mio avviso, qualcosa di molto soggettivo. Io NON trovo geniale Allevi, ma trovo geniali gli scarabocchi di mia figlia di tre anni quando disegna il suo papà. E me ne frego se qualcuno mi dice che sono scarabocchi. Per me è geniale. Punto. E se qualcuno si mette a fare l’analisi delle “opere” di mia figlia mi vien solo da ridere. Per cui mi permetto di dare un consiglio a Francesco: non esiste niente che tu possa dire o fare per far smettere di reputare il soggetto di cui sopra un genio da parte delle sue fan. Niente.
    D’altro canto, mi permetto di dire qualcosa a Piera: se la figlia si è avvicinata alla musica grazie al soggetto è stato un puro caso: anche io ho inziato a suonare nella banda del mio paese solo perchè mi piaceva la flautista biondina, poi le cose sono cambiate…
    Invece ad Elisabetta mi permetto di dire che il mondo non si divide tra fautori e detrattori del soggetto. C’è gente, come il sottoscritto, a cui non frega niente nè del soggetto nè della sua musica.
    Infine, la mia spassionata opinione sull’onorificenza conferita al soggetto: ho fatto un giro sul sito http://www.quirinale.it/elementi/onorificenze.aspx e ho provato una decina di cognomi a caso di gente che stimo, da un punto di vista musicale, ancor meno del soggetto, e… sorpresa, sorpresa… c’erano tutti! Quindi la cosa non mi tange; solo penso che questa “onorificenza”, vista la facilità con la quale viene data e soprattutto a chi viene data, abbia la stessa valenza della carta igienica.

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    • carusopascoski ha detto:

      Grazie per l’incredibile ed insolita pazienza nell’esserti letto tutto quello che io ed altri abbiamo scritto, Fabio, oltre che del link esterno legato alle onoreficenze del Quirinale ed infine, naturalmente, del commento equilibrato, denso di argomenti quanto “di pancia” e, per me, piuttosto condivisibile.
      Luca

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    • Francesco ha detto:

      Caro Fabio, ho letto attentamente il tuo intervento e ne condivido i contenuti, almeno in gran parte. Non sono d’accordo sul concetto di genialità poiché tale sostantivo non può essere usato arbitrariamente e in ogni contesto, altrimenti perderebbe di significato. Se i fan di Allevi si limitassero ad apprezzar il loro idolo non ci sarebbe niente di male, ma il guaio è che lo idolatrino. Che ripetano acriticamente e a pappagallo ogni stupidaggine che il personaggio racconta. Che un fan ripeta all’infinito che Allevi sia un genio, un innovatore un pianista o un direttore d’orchestra non m’interessa in sé. Quello che mi turba, o peggio mi fa incazzare, che questa gente pretenda di esprimersi in campi che non sono di loro competenza, alimentando la cultura del pressappochismo e di quella falsa tuttologia di stampo televisivo. L’ignoranza ha un costo sociale elevatissimo e non si può lasciare che passi il messaggio che anche all’ultimo degli imbecilli vengano attribuiti ufficialmente e istituzionalmente meriti che non ha. La genialità di Allevi non si esprime nel comporre (a suo dire) musica classica, ma musica POP di facile ascolto. Questo è da specificare. Nessuno si metterebbe mai a dissertare a livello estetico e critico sui disegni di tua figlia, certamente, nonostante tu li ritenga geniali nel contesto in cui sono stati concepiti. Tu non diresti mai che si tratta di opere geniali di arte moderna. Il problema è che i fan di Allevi affermano questo e a mio avviso è necessario che qualcuno spieghi che l’idolo delle ragazzine non è affatto un genio innovatore, non è un direttore d’orchestra, tanto meno un compositore di musica classica. Se l’italiota di turno non è in grado di distinguere il piano oggettivo della qualità inserito in un particolare contesto storico, estetico, tecnico ecc., da il semplice gusto personale, il problema non è di chi spiega il motivo per cui Allevi non sia il profeta di una nuova musica, ma di chi è affetto da un grave deficit intellettuale ed intellettivo. Pazienza se non riuscirò a convincere tutti i miei interlocutori della mie buone ragioni. Sono sicuro che in circolazione non ci siano solo deficienti a piede libero. Sicuramente qualcuno a cui è rimasto un po’ di spirito critico rifletterà su ciò che ho spiegato e forse cambierà opinione.

      A presto

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    • Francesco ha detto:

      Aggiungo un’altra piccola considerazione. Nessuno dà addosso ad Allevi per partito preso o per mera antipatia verso il personaggio. Allevi rappresenta un modo di essere distante dal mio modo di concepire l’arte e la vita in generale. Allevi non scrive semplicemente la propria musica, onestamente e la vende per quello che è. Lui opera una contraffazione della musica classica, a dir poco vergognosa. Se mi presento alla cassa del bar con in soldi del monopoli è chiaro che la mia intenzione non è quella di truffare il gestore perché le banconote sono palesemente false. Ma se lo faccio con banconote quasi identiche a quelle vere, commetto un illecito punibile penalmente. Il comportamenti di Allevi è paragonabile ad uno spacciatore di soldi falsi. Peccato non esista una Polizia Musicale che punisca chi diffonde il virus della disinformazione…Ad ogni modo, allevi non è che lo specchio di un paese in cui la cacca e il cioccolato svizzero hanno assunto lo stesso valore. Non esiste più alcuna meritocrazia, alcuna scala di valori. Tutto viene appiattito dalla stramaledetta televisione e da logiche di mercato in funzione delle quali si è pronti ad immolare anche i beni più preziosi che una volta il mondo ci invidiava. Tra questi la musica.

      A presto

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  46. Silvio ha detto:

    Il successo di Allevi si basa su un semplice equivoco, abilmente creato e quindi sfruttato dalla logica del marketing, che notoriamente non conosce pudore.
    L’equivoco consiste nel creare un personaggio sotto certi aspetti mediocre nei due campi: quello “classico” e quello “pop”.
    Grazie alla poca competenza degli ascoltatori di un campo nei riguardi dell’altro campo, si riesce a ingannare tutti. Per i “classici” Allevi porta una presunta novità, per il pubblico pop Allevi ha doti strumentali e un gusto che la maggior parte dei pianisti di quel mondo non hanno.
    Mi permetto solo di dire che basta ascoltare Jarret nelle sue incredibili improvvisazioni E nelle sue registrazioni “colte” e Allevi o Bocelli scompaiono, con buona pace di Elisabetta. Nei due mondi contemporaneamente, classico e pop, ci si può state eccome. L’importante è non barare…

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  47. Otto ha detto:

    diomio, leggo che Allevi sarebbe “una persona coltissima”. Una volta l’ho sentito sparare uno strafalcione madornale su Schopenhauer (non è laureato in filosofia, semplicemente lo dice, ma non lo è) e mi è bastato. Pensare che uno così sia colto la dice lunghissima sul livello culturale generale di chi lo afferma. E all’estensore dell’articolo dico: hai ragione, tutto vero, ma non segnali il punto fondamentale: non è colpa delle istituzioni. Sono gli italiani che vogliono essere così: infantili (uno che a quasi 50 anni suonati si veste e parla come ne avesse dodici, hai detto tutto), sciatti, pressapochisti, falsamente saputi, con un bagaglio tecnico e culturale che varcate le frontiere sarebbe considerato da buon liceale, nulla di più. Non sono le istituzioni, è il paese. Ed è per questo che non ha speranza. Un paese di dodicenni rimbecilliti.

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  48. Mario ha detto:

    Veramente una brutta storia l’invidia per un maestro che conosce a fondo la musica e riesce a divulgarla anche a tanti giovani distanti dalla vera arte!

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    • carusopascoski ha detto:

      Tanti giovani distanti dalla vera arte che resteranno distanti dalla vera arte, quanto tu restarai distante dall’esprimere un vero commento.

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    • davithegray ha detto:

      Mario, ma non ti chiedi perché a dire che Allevi “conosce a fondo la musica” siano solo ed esclusivamente quelli che la musica non la conoscono affatto? Conoscere la musica non significa accendere l’autoradio su Radio DJ.

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  49. Silvio ha detto:

    Caro Caruso Padkoski, purtroppo non ho la fortuna di conoscerti. Mi sono lasciato prendere dalla questione Allevi sì, Allevi no, quando il tuo articolo – come tu stesso hai ribadito – di Allevi si occupa marginalmente. Dopotutto è solo un epifenomeno.
    Le tue parole, durissime, sono assolutamente lucide: un grazie dunque per quanto hai scritto.
    Ai fans di Allevi dico solo che lo scrivere qualche pezzo gradevole non fa di un musicista un grande artista. Allevi verrà presto soffocato da uno sbadiglio (vostro), così come Bocelli. Purtroppo ne inventeranno un altro, e voi sarete pronti a stracciarvi le vesti per difenderlo.
    Sostenere poi che avvicini i giovani alla musica è come sostenere che Liala ha avvicinato le ragazze alla letteratura: sono cose che non solo non si debbono dire, ma nemmeno pensare. Sono frasi di chi non sa di cosa sta parlando e confermano l’esattezza delle considerazioni dell’articolo.

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    • carusopascoski ha detto:

      Ciao Silvio, e piacere di “conoscerti” pur virtualmente. Grazie dell’apprezzamento, e soprattutto dell’attenzione con cui ti sei sciorinato premesse e postille all’articolo che altri hanno evitato accuratamente.
      Lieto che commentatori piacevoli e stimolanti come te girino da queste parti; sono poi sorpreso di come questo vecchio post da quattro soldi continui a far discutere ed a costituire piattaforma di discussione.
      Alla prossima, nella speranza di rileggerti.
      Luca

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      • Silvio ha detto:

        Ciao Luca, sono Silvio, violoncellista (nessuno è perfetto!).
        Non riesco nemmeno io a capire perché qualsiasi discorso in cui Allevi venga anche solo citato solleva immediatamente una schermaglia tra ammiratori e detrattori.
        Unica spiegazione che trovo: Allevi è il prodotto dato in risposta ad una esigenza reale e legittima di musica piacevole, emotivamente appagante e che non si dia troppe arie. Fin qui nulla di male.
        Ma quello che Piera ed Elisabetta rifiutano di capire, e sbagliamo noi a voler insistere, è che se Faletti scrive un romanzo piacevole (ne ho letto uno per rispetto perché mi era stato regalato ma non ne leggerò un altro neanche morto) questo non vuol dire che sia un GRANDE scrittore. E che se tutti i media dicono che lo è – come dicono che Allevi è il nuovo Mozart – e altri scrittori cercano di smascherare l’inganno, accusarli di invidia è da ignoranti.
        Ma tanto non cambieranno idea, e forse va bene così.
        Per inciso, il povero Faletti da quel che mi risulta (anche se non ho la TV) non va in giro dicendo di essere l’erede di Stendhal o di Wilde o della Yourcenar. Cosa che invece il nostro Allevi fa, senza nessun pudore: “erede di Beethoven e di Chopin” dichiara senza battere i suoi occhioni da cerbiatto: ecco l’inganno, ecco il motivo della nostra stizza, ecco il motivo della polemica. Allevi è l’inganno e al tempo stesso l’ingannato, l’ingannatore e la dimostrazione dell’inganno. È dunque punto sensibile, è “la dove il dente duole”: il fatto che si parli di lui non è dunque la dimostrazione di qualche suo merito, come qualcuno potrebbe essere tentato di dire. Triste personaggio, triste Paese, triste epoca.

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  50. Silvio ha detto:

    Cari Luca, Francesco ecc,
    volevo solo darvi una piccola consolazione.
    Lo scorso autunno sono andato a Mondomusica, la fiera della musica che si tiene a Cremona ogni anno.
    È immensa.
    Ad un certo punto notiamo un certo trambusto e vediamo proprio Allevi, con due bodyguards, due cameraman e una intervistatrice, che cerca di apparire intelligente e poliedrico palpeggiando violini antichi, materiale per liutai. Il tutto ad uso e consumo di fans sfegatati.
    La televisione che stava realizzando l’intervista l’avrà poi trasmessa come fosse l’evento del secolo, ma vi posso giurare sui miei capelli (come diceva Totò) che i fans (peraltro piuttosto annoiati) erano due.
    Mondomusica non è certo un ghetto di barbogi ampollosi e giurassici che non comprendono le novità e non si accorgono del mondo in evoluzione. No, semplicemente Allevi non se lo filava nessuno malgrado fosse (volutamente) visibilissimo e riconoscibilissimo.
    Comincio a sospettare che Elisabetta sia una prezzolata (part-time e con contratto di formazione) pagata dalla fabbrichetta del consenso per razzolare nei blogs e farci credere che l’Allevino abbia eserciti di ammiratori. Una delle tante teppistelle del web.
    A commento delle considerazioni di Luca sul degrado della cultura vi invito a considerare i dati ISTAT su quello che viene definito l’analfabetismo funzionale. Abbiamo un 50% di analfabeti funzionali (il doppio degli USA, alla faccia di quelli che blaterano della ignoranza degli Americani) e – udite udite – il 20% degli analfabeti funzionali ha conseguito un diploma di Laurea.
    Nessuna sorpresa, dunque.

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  51. Francesco ha detto:

    Se a qualcuno interessa, ho replicato all’intervento di Fabio. Ciao a tutti e a presto.

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  52. Unmusicistaqualsiasi ha detto:

    …è stato bellissimo e divertentissimo leggere tutto il post e tutti ma proprio tutti i commenti! Sono un musicista, pianista, diplomato in pianoforte. Scrivo e arrangio pezzi simili alle composizioni di Allevi da una vita, ma anche canzoni di ogni genere musicale (jazz escluso)… Solo una cosa: è da tanto che non discuto + con chi non ha le mie stesse competenze musicali, è inutile, è tempo perso. Ma come si può sperare di far capire a qualcuno che di musica comprende solo quello che passa la tv che in verità ti stanno prendendo per il sedere? Che il loro unico interesse è vendere cd? Però mi sono davvero divertito. Caruso, ma soprattutto Francesco siete davvero fortissimi! Non ridevo così tanto (nel leggere le vostre risposte a Piera e Elisabetta) da tempo! Grazie di cuore! :-D

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    • arcureo ha detto:

      Eh… se però le leggi bene, fanno piangere. Non tanto quelle di Piera, lei – almeno fino ad un certo punto – la mette sull’emozionale, sul soggettivo… non è che si possa questionare su quello… sono quelle di quell’altra invasata che sono allucinanti, sia nel modo di evitare scaltramente le domande dirette sia nell’usare costantemente due pesi e due misure (quando parla di Allevi può sbandierare titoli, suoi o di Allevi stesso, se qualcuno prova a far sfoggio di qualche competenza per argomentare, viene smerdato). Agghiacciante. C’è poco da ridere, ahimé…

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      • carusopascoski ha detto:

        A distanza di mesi sono contento che il post dia adito a commenti seri o “allucinati” dall’estenuante trafila di commenti grotteschi. RIleggendo i commenti di cui sopra, col tempo aumenta la mia comprensione per Piera e diminuisce quella per “l’invasata”.

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  53. Silvio ha detto:

    Il fatto che stiamo perdendo tempo a parlare del nostro Sommo Maestro, vuol dire che il problema punge sul vivo e trascende la Sua pur Augusta Persona.
    Non mi scalderei tanto per queste due signore, autentiche agitatrici e teppiste del web, dotate più di ironia che di intelligenza.
    Di buonsenso, umiltà e senso logico non oso nemmeno parlare.
    Ancora una volta invito i “pasionari” amanti di Allevi a goderselo, non c’è nulla di male e lo dico veramente senza ironia, ma per favore la smettano di confondere i piani (e anche i pianoforti).
    Se vedo un film d’azione e mi diverto, non vado in giro a dire che è il più bel film del secolo o a fare paragoni insostenibili e fuori luogo, no?
    Ciao a tutti!

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    • carusopascoski ha detto:

      “Se vedo un film d’azione e mi diverto, non vado in giro a dire che è il più bel film del secolo o a fare paragoni insostenibili e fuori luogo, no?”

      Un articolo e 150 commenti in tre righe. Completamente d’accordo, s’intende.

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  54. Claudio ha detto:

    Salve a tutti,
    vorrei portare la mia modesta opinione,nonche’ esperienza breve che ho avuto con allevi…
    Innanzitutto debbo precisare che ho preso lezioni di pianoforte da quando avevo 6 anni,e se non ho
    proseguito al conservatorio e’ stato solo perche’ la mia passione per le tecnologie e’ stata piu forte
    e ora difatti lavoro in quel campo.Io a differenza,da quanto ho capito,di allevi ho un pianoforte
    in salotto e mi delizio ancora ora a suonarlo ogni volta.Inoltre sono un grande appassionato di musica
    classica,e sono sempre curioso anche quando si tratta di sentire qualche compositore neoclassico.In vita
    mia ho sentito tante composizioni ed orchestre,sono stato a Vienna dove ho sentito una delle piu’ belle
    interpretazioni di cannon in D maggiore,la mia composizione preferita tra l’altro,suonata dalla
    slovak chamber orchestra.Di recente sono tornato dal canada dove per mia fortuna durante la mia visita
    c’e stato un concerto organizzato da uno dei migliori,a mio modesto parere,siti di composizioni al piano
    “whisperings solo piano radio”.Bravissimi gli interpreti,tra i quali c’era anche kevin kern,che e’ stato
    un piacere sentire.
    Un giorno,tempo fa,ho sentito parlare che a roma c’era un concerto di Allevi,data l’enorme aura che si era creata intorno a
    lui,decisi di andarlo a sentire.Composizioni modeste,chiaramente fatte per un pubblico con una profondo pop culture,che al massimo
    si puo’ chiamare musica pop classica commerciale..Pure l’interpretazione non e’ stata una delle piu grandiose,al massimo si puo
    definire un po’ sopra decente,il che e’ una cosa innaccettabile per una persona con un simile curriculum musicale.Ma fermiamoci un
    attimo per parlare di una cosa,che a me ha lasciato perplesso ed innorridito.La platea e la sua presenza scenica.Ancora prima che lui
    inizi,cori da stadio ed urla,una cosa inaudita ad un concerto classico,che io non ho mai visto e spero mai di vedere in vita mia.Un pubblico che
    evidentemente non ha mai sentito una vera orchestra ne mai stato ad un teatro,senza il minimo buon senso ed eleganza,ma che senza dubbio il sabato sera
    puo’ farsi grande per essere stato ad un “concerto classico”.Inoltre scenate messe su durante le pause tali da sembrare di vedere un stand up comedian
    invece che un compositore classico.Mi sono sentito imbarrazzato IO per la platea.Una cosa mai vista vi giuro,e che so se pure voi avete mai frequentato
    un auditorium od un teatro non vorreste mai vedere.Un pubblico evidentemente abituato a vedere il concertino allo stadio,con modi da definire quasi animaleschi.
    Sono rimasto profondamente disgustato da una simile messinscena.
    Per carita’ non ho nulla contro Allevi e cio’ che “tenta” di trasmettere ma per favore i suoi concertini li faccia allo stadio,li dove appartengono simili scenate,e si
    porti i suoi “fans” e lasci stare la musica classica.Simili persone incolte di cultura classica non hanno nulla a che vedere con un concerto sinfonico..

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  55. Fabius ha detto:

    Quindi di riflesso anche Einaudi è un cialtrone?

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    • Silvio ha detto:

      Mah… Non voglio giudicare la musica di Einaudi e tantomeno Einaudi stesso.
      Posso dire che il fatto che Einaudi non scateni le polemiche che scatena Allevi è la prova di quanto sostiene Caruso ed altri: non è tanto la musica ad essere messa in discussione, quanto lo spaccio di una cosa per un’altra.
      Einaudi, che io sappia, non ha nessuna pretesa di essere il nuovo Chopin o il nuovo Mozart, e non spara giudizi (perché Allevi invece lo fa, attenzione) sul mondo della musica classica per autoproclamarsene il salvatore.
      Che poi il mondo della musica classica sia in profonda crisi (posso permettermi di dirlo: ne faccio parte) è una verità sotto gli occhi di tutti: ma non saranno certo Allevi ed Einaudi a indicare la Via. Ad Einaudi va il mio rispetto perché mi sembra che questa pretesa non ce l’abbia.

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  56. Thomas Zaffino ha detto:

    Caro Caruso, come potrai dedurre dai tanti commenti, il successo di Allevi, al di là del suo sconfinato narcisismo, è dovuto all’ottusità delle centinaia di migliaia d persone come Elisabetta che, nonostante i pareri di illustri personaggi del mondo della musica, si ostinano a voler difendere l’indifendibile.
    Pazienza, solo il tempo può dire chi avrà ragione. Si vedrà nel prossimo secolo se qualche pianista annovererà, nel proprio repertorio, la mirabile produzione artistica «dallo spartito obbligatorio» di Allevi. Vedremo se le sue idilliache composizioni entreranno almeno nel programma di studio del primo anno di pianoforte. Nel frattempo suggerisco un metodo inconfutabile. Chi saprebbe fischiettare un brano del suo primo “album”? A parte l’inflazionatissima «Come sei veramente?», causa pubblicità della BMW, quante persone ricordano almeno tre brani di questo novello Mozart?
    Ai posteri l’ardua sentenza!

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  59. Jorge ha detto:

    A’ Elisabe… Ma quanti anni hai?? Caruso paskoski non sarà un musicista, credo perlomeno, ma Uto ughi , ti suona? Avrà studiato qualcosa?non credi?ecco . Mi sembra non ci sia altro da aggiungere. Grazie Caruso. Continua ad aprirci il cammino con i tuoi illuminanti e geniali articoli che di strada c’è n’ e’ ancora parecchia da fare…. anzi se vuoi il mio parere, penso che ormai siamo alla frutta!! E per favore non sprecare tempo in commenti che poi come dice giustamente Elisabe’, sono dei copia e incolla ….perché effettivamente c ‘ e’ chi non è’ portato per l’ arte e dopo 5 anni sei ancora li a spiegargli come si fa il do maggiore……. Un abbraccio

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  61. Paul David ha detto:

    Essendo un totale “ignorante” in materia di musica, nel senso che ne ignoro la componente basilare, mi fido esclusivamente del mio orecchio e giudico gli artisti e le loro opere esclusamente dai contenuti. Non conosco l’artista in questione ma da quello che ho letto sin qui posso soltanto confermare che in fatto di comunicazione e pubblicità-marketing ha raggiunto l’obiettivo. Per quanto concerne l’onestà intellettuale essa è a esclusivo giudizio dell’artista stesso. La mia esperienza do oltre 20 anni di arte digitale mi insegna, però, che nella vita la mediocrità premia…sempre.

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  62. Hai perfettamente ragione. La musica di Allevi è inespressiva, banale, noiosa, D’altronde è l’epoca in cui la mediocrità è eletta a sistema.

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