Movimento a 5 stelle italiano o neonazismo greco? (Appunti su un equivoco)

Tutto meritevole di lettura e condivisione, certo che intitolare un articolo in cui si autocertifica (giustamente) per il M5S il merito di aver intercettato il voto di protesta trasformandolo in richiesta di una vera democrazia, allontanando spettri di neofascismi ad alte quote alle recenti elezioni come altrove accaduto (In Francia, in Grecia, in Ungheria) e chiuderlo con il cupo personalismo “O Nikos o Beppe” non è che sia il massimo della coerenza e dimostra una volta di più che è un movimento che deve crescere e tanto oltre all’interpretare malessere, in quella fase di costruzione e proposta attiva che checchè ne dica l’Unione dei Partiti il movimento ha eccome, benchè sia soggetta a ingenuità come quella di cui sopra.
Ci sogniamo la democrazia ma restiamo profondamente monarchici nella nostra silente attesa dell’Uomo Nuovo, il principe illuminato, l’Augusto di turno. E ci scordiamo che democrazia è responsabilità e non delega, anche quando invochiamo esattamente questo ogni giorno. Un errore comune a tutti, per questo è importante vigilare e vigilar”ci”. Per questo ho deliberatamente cambiato il titolo.
Dal blog di Beppe Grillo, con un video finale terrificante, che da solo basterebbe a dare qualche merito in più al movimento, demonizzato oltre ogni limite.

Il MoVimento 5 Stelle salverà il culo alla partitocrazia? Questo dovrebbero domandarsi i coniugi Fassino, Gargamella Bersani, Azzurro Caltagirone e il Coniglione mannaro Alfano ormai senza carote. Il M5S è la loro ultima speranza, l’unico salvagente per evitare conseguenze traumatiche quando verrà messa la parola fine alla Seconda Repubblica. Hanno avuto tutti gli onori durante vent’anni di saccheggio della democrazia e delle finanze pubbliche, ora li aspettano gli oneri. Sono a un bivio. O il M5S e, più in generale, i movimenti dei cittadini, o la dittatura. Quest’ultima può presentarsi sotto varie forme, quella agghiacciante, nazista, di “Alba Dorata” di Nikos Michaloliakos in Grecia, del neo fascismo di Marine Le Pen o del partito ultra nazionalista ungherese Fidesz di Viktor Orban.
In Italia è accaduto un piccolo miracolo. Il cittadino di fronte alla crisi economica vuole più democrazia, più partecipazione. In Italia il vuoto lasciato dai partiti, che sta spostando l’Europa verso un neofascismo, è stato riempito, per ora, da cittadini incensurati, sinceri democratici, da boy scout e volontari di ong, ingegneri e operai, studenti e pensionati. Un movimento di popolo che ha deciso di tirarsi su le maniche e occuparsi della cosa pubblica.
In futuro dovremo confrontarci sempre più con i nazionalismi, i fascismi rossi o neri, con la xenofobia e la caccia al diverso. E’ un paradosso che l’Italia, la nazione che ha inventato il fascismo e lo ha esportato nel mondo, ne sia oggi, di fronte alla crisi, ancora immune e, anzi, sia un laboratorio di democrazia diretta con il MoVimento 5 Stelle. Il vento dell’ultradestra soffia in Europa sempre più forte. La partitocrazia che lo ha generato ne soffrirà pesanti conseguenze in mancanza di alternative democratiche. O Nikos o Beppe.

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