Mahmoud Darwish – Carta d’identità

Nel 1964 il più grande poeta palestinese riscrisse così il formulario israeliano che ogni palestinese doveva riempire dopo appena sedici anni dall’inizio dell’occupazione militare dei territori palestinesi. Questo testo è in breve tempo diventato un inno del mondo arabo e alla morte di Mahmoud Darwish gli sono stati concessi funerali di stato, onoreficenza concessa al solo poeta e a Yasser Arafat in terra di Palestina.

Scrivi!
Sono arabo
carta d’identità numero cinquantamila
ho otto figli e il nono arriverà… dopo l’estate.
Ti arrabbi?
Scrivi!
Sono arabo
lavoro con i miei compagni di fatica
in una pietraia
ho otto figli
per loro cavo la pietra
per un tozzo di pane,
gli abiti e i quaderni
e non vengo a mendicare alla tua porta
e non mi abbasso
davanti al lastricato della tua soglia.
Ti arrabbi?

Scrivi!
Sono arabo
un nome senza titoli
sono paziente in un paese
pervaso da fremiti di rabbia
le mie radici…
fissate prima che nascesse il tempo
prima che avessero inizio le ere
prima del cipresso e degli ulivi
prima che germogliasse la vegetazione.

Mio padre… è della famiglia dell’aratro
e non di una stirpe di signori
e mio nonno un contadino
senza alberi genealogici!
Mi ha insegnato il moto degli astri
prima di leggere i libri.
La mia casa un capanno di guardiano
fatto di rami e canne.
Soddisfatto della mia posizione?
Ho un nome senza titoli!

Scrivi!
Sono arabo
capelli neri
occhi marroni
segni distintivi:
in testa una kefiah fissata dal cordone
e il palmo rugoso come roccia
raschia la mano che lo sfiora.

il mio indirizzo:
sono di un villaggio lontano, dimenticato
dalle strade senza nome
e tutti gli uomini sono al campo o alla pietraia
Ti arrabbi?

Scrivi!
Sono arabo
spogliato dalle vigne dei miei avi
e della terra che coltivavo
con tutti i miei figli
e tu a noi non hai lasciato
e a tutta la nostra discendenza
che queste pietre…
le prenderà il vostro governo… come dicono?
Allora!

Scrivi
in cima alla prima pagina
“Io non odio i miei simili
e non aggredisco nessuno.
Ma… se avessi fame
mangerei la carne del mio usurpatore.
Attento sta’ attento
alla mia fame
e alla mia rabbia!”

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2 risposte a Mahmoud Darwish – Carta d’identità

  1. Pablo Tornielli scrive:

    Traduttore, tradittore!

    Nel testo originale del poema non c’è nessuna menzione del “comunismo”. I versi: “…ma gli uomini della cava amano il comunismo…” e “…sono arabo e comunista…” mancano nel vero testo del poema.

    Per essempio, la vera traduzione de questi versi…:

    سجل… أنا عربي
    سلبت كروم أجدادي

    …è:

    “Prendi nota: sono arabo
    Le mie vigne furono rubate”

    Ma la “traduzione” truffaldina dice:

    “Prendi nota
    sono arabo e comunista
    Ti dà fastidio?
    Hai rubato le mie vigne…”

    :(

    • carusopascoski scrive:

      Mea culpa, ho subito corretto la versione copiaincollata da internet senza controllare la fonte. Ora è la versione presa dal libro “In un mondo senza cielo”, antologia della poesia palestinese che conservo gelosamente a casa. Grazie per la segnalazione esatta, dettagliata e gentilissima :-)

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