Massimo Volume – Ororo

“Avrei potuto prevedere
Quando sarebbe caduta la pioggia e quanto sarebbe durata
Avrei potuto fare mieie i suoi tuoni e i suoi lampi
Ora non posso guardare”

“Era il maggio del ’91. Ci ritrovammo io, Umberto Palazzo, e Mimì, a bere vino e a parlare di musica. A un certo punto pensammo a come sarebbe stato mettere su una band che facesse musica diversa dal solito, che fosse identificabile al primo ascolto con il nostro pensiero…Una musica dove l’idea stessa di canzone si annullasse in virtù di testi liberi, e suoni distorti”. Così Vittoria Burattini ricorda la nascita dei Massimo Volume, uno dei gruppi che più avrebbero contribuito ad innovare il panorama musicale italiano.
Emidio Clementi (basso, voce), Umberto Palazzo (voce e chitarra), Gabriele Ceci (chitarra), Vittoria Burattini (batteria): questa la formazione originaria con cui i Massimo Volume registrano, all’inizio del 1992, un demo-tape omonimo. Pochi mesi dopo, la prima svolta, quando Egle Sommacal subentra ad Umberto Palazzo.
Questa la formazione che suonò il seguente brano, il primo sasso lanciato in uno stagno sordo, che solo dopo quasi un ventennio riconoscerà senza più esitazioni il contributo epocale dei Massimo Volume nella storia della musica moderna italiana.

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