Ferita di paese

Ho perso il confine stabilito
nel docile ammantarsi d’un verso
dell’aspro orizzonte ch’è poi alle spalle.

Fascinazione d’oblii nella prima visione
poi accaddero schiarite, distese di senso
nel migrare altrove del corpo.

Ieri il mio paese fu condanna poi evasa
di cavarsi gli occhi per sfuggire al vento lieto,
acceccarsi in silenzio per non sentirsi soli.

Oggi il mio paese è scriver pochi versi
ed esser già stanco di parole,
chiudere a fatica la terzina che s’impone.

Domani il mio paese sarà una rossa funivia
che scorre nel tempo avanti e indietro
con l’illusione di librarsi altrove dall’adesso.

Ieri, oggi e domani son tre pallottole:
una insegue, l’altra sfugge, l’ultima dimentica
mentre canto apolide la ferita che mi muove.

Funicolare di Montecatini Terme

Funicolare di Montecatini Terme

* Poesia pubblicata su “Comunità Provvisorie”, il blog della Paesologia – http://comunitaprovvisorie.wordpress.com/2012/03/30/ferita-di-paese/

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