Andrea Beretta – Chiudi gli occhi e ascolta

Andrea è un amico nonchè frequentatore assiduo degli spazi pubblici di Via della Torretta a Firenze, dove ha sede la disastrata ma mai banale Facoltà di Psicologia, dalle cui aule (rigorosamente non quelle dove viene fatta lezione) esce, aperiodicamente e  soprattutto acriticamente (gli psicologi ascoltano solo a gettone) un giornale degli studenti di facoltà e non, aperto ai contributi di tutti, “per condividere conoscenze, impressioni, opinioni oltre a racconti, poesie, disegni, esperienze personali ecc”. Intanto, ci scriviamo io e una “sporca dozzina” di amici, passanti, squilibrati, tra cui appunto Andrea, che era al suo esordio su “Vox Populi” e che a mio modesto parere, che peraltro condivido, ha scritto un bellissimo monologo che ho piacere di inserire anche da queste parti. Un monologo che contempla un’assenza, a cui ognuno può dare il nome che desidera: anima, amore, paura…oppure semplicemente voi stessi. Non si imporrà con la sua chiave di lettura, ma si adatterà a voi come un telo estivo alla forma della sabbia che andrà a coprire per qualche ora. Si tratta di prendervi solo due minuti, ma più che con il sole, concedendo udienza a delle ombre che vi tendono la mano.
Questo brano è tratto da “Vox Populi” n. 10, e potete leggerlo insieme a tutti i passati numeri al link seguente: http://issuu.com/voxpopuli_laboratorio15

Chiudi gli occhi e ascolta.
So che stai provando a dare un luogo a questa conversazione, un sesso a questa voce; più semplice accettare che provenga da una parte di te stesso sotto controllo. Sbaglio?
Eppure ti è difficile darmi una fisionomia, una parvenza umana; il suono rimbomba nello spazio nero, proveniente da ogni dove, e, di conseguenza, nessuno. E non credere che io non esista; forse sono la cosa più reale che tu possa esperire.

Chi, cosa sono? Dove mi trovo? Cosa voglio?
Nonostante l’inutilità, cerchi ancora di conoscermi; come sei, umano.
Se ti dicessi che io sono, e non voglio; ti sarebbe, forse, di maggior aiuto?
Sappiamo entrambi che la risposta è no, qualcosa del genere non ti soddisferebbe mai (ed in fin dei conti, cosa potrebbe mai farlo?), è nella tua natura. Così come essere sconosciuta è nella mia.

Proverò a venirti incontro.
Sono più primordiale e sincera di quanto tu non creda. Sin da quando era giovane l’uomo sentiva e non capiva, ogni elemento o paesaggio, provocava la nascita di uno stupore reverenziale, unito a qualcosa per il quale non esisteva nome. Per ammansirmi sono state create divinità, miti per comprendermi. Eppure fuggivano dal vostro controllo, prodotti, di vita propria, riuscivano a rendere schiavi i propri creatori.

Forse dovrei parlare al presente? È cambiato davvero qualcosa?
Sai, il tempo non mi appartiene. Se potesse, mi confonderebbe questa convenzione; anche lei creata, prima tra le divinità, per proteggervi da me.
Non capite quanto questo vostro atto creativo mi appartenga.
Mi sono stati dati mille nomi; simboli per costringermi; infiniti volti, maschere ove cercarmi.
Mi avete consegnato i momenti più alti e gli atti più orrendi della vostra storia. Ma io non sono né giusta né sbagliata; non buona o cattiva; solo me stessa. Mi avete usata per nascondere la vostra stessa oscurità, come se vi spingessi secondo un mio piano, una volontà.
Eppure, come già detto, io non voglio.

Se potessi, riderei di voi.
Ricercate la mia lontananza. Vorreste vivere senza che niente possa scalfirvi, ma la mia assenza equivale alla morte.
Il vostro primo impulso, sin dalla nascita, è cercare di capire ciò che vi fa più paura, qualcosa che vi accompagna da e per sempre: l’inconoscibile. Comprendere per temperare e controllare.
Fuggite, aggredite o amate; tutte loro sono, comunque, una parte di me; una vostra convenzione, per non ammettere quel primo e più grande terrore.

Quando l’unico modo di risolvere l’enigma è, semplicemente, vivermi, rinunciando alla domanda.

Questa voce è stata pubblicata in Agorà. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Andrea Beretta – Chiudi gli occhi e ascolta

  1. girolamo scrive:

    asprigno, ma da leggere :-)

  2. chiappanuvoli scrive:

    Dedico tutto il mio tempo a te. Distruggendo ogni ostacolo tra me e te.

Rispondi