Dylan Thomas – Amore in manicomio

Un’estranea è venuta
A spartire con me la mia stanza nella casa lunatica,
Una ragazza folle come gli uccelli

Che spranga la notte della porta col suo braccio di piuma.
Stretta nel letto delirante
Elude la stanza a prova di cielo con ingressi di nuvole.

E la stanza da incubi elude col suo passeggiare
Su e giù come i morti,
O cavalca gli oceani immaginati delle corsie maschili.

Venne da me invasata,
Colei che fa entrare dal muro rimbalzante l’ingannevole luce,
Invasata dal cielo

Dorme nel truogolo stretto e tuttavia cammina sulla polvere
E a piacer suo vaneggia
Sopra l’assito del manicomio consumato dai passi del mio pianto.

E rapito alla fine (cara fine) nelle sue braccia dalla luce
Io posso senza timore
Sopportare la prima visione che diede fuoco alle stelle.

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Una risposta a Dylan Thomas – Amore in manicomio

  1. flaviano scrive:

    ho visto, molti anni fa, l’amore nel manicomio di Imola. Ma non erano così belli. La loro bellezza era stata sepolta sotto le macerie di una Società Umana con l’orrore della presunta Scienza. Fotografai quell’amore, testimoniando così che i sentimenti sopravvivono anche quando l’immaginazione viene negata. Ho due o tre immagini nel mio album di FB, “spazio retrovisore”.
    un abbraccio

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