Virginia Astley – Mindless Days

Raccolgo meraviglie scivolate dai buchi nelle tasche altrui. Tra Vashti Bunyan e Laurie Anderson, in ogni caso, si situa questo crisantema musicante di nome Virginia Astley, nome incredibilmente ignoto, destino comune a chi parli all’immanente e non al tangibile, come si evince dalle atmosfere lievi, immateriali ed irreali di questo brano. “She was made to love magic”, potrebbe chiamarsi quest’incanto sospeso nel tempo. “Viaggiare da me stesso in me stesso”, ma con uno di quei trenino su cui si saliva quando le spalle non erano ancora larghe e pesanti come oggi.
Virginia Astley, una discografia per cantare una sensazione, la più languida, invisibile ed indicibile: la nostalgia.

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