Franco Arminio – Conza della Campania, 8 ottobre 2000

“Ci sono giorni in cui si muore in molti”, inizia così questa meravigliosa poesia che canta la morte con dolente delicatezza. La morte che trovarono gli abitanti di Conza della Campania, durante il Terremoto dell’Irpinia del 1980, in tutto 2914 persone, che questa poesia di Arminio vuole testimoniare, una ad una.

Ci sono giorni in cui si muore in molti.
Sono i giorni delle grandi sventure.
Un giorno così in questa terra fu il ventitré novembre del 1980.
Oggi è domenica, nel cimitero di Conza sono le undici del mattino.
I morti del terremoto stanno quasi tutti sulle stesse file,
un piccolo cimitero dentro il cimitero.
Facce di uomini e donne di ogni età. Facce e storie che non ho mai incrociato.
Ora di ogni persona che vedo vorrei conoscere cosa diceva, cosa faceva.
Dall’addobbo della lapide a volte si capisce che si tratta
di persone di una stessa famiglia.
Ecco Luisa Masini, nove anni, col gatto in braccio.
Sotto di lei Valeria Masini, dodici anni, e poi Maria,
quarantatré anni, la madre. Il pensiero va subito al padre,
chissà dov’è nel mondo a trascinarsi con la sua pena.
Più avanti un’altra famiglia:
Gino Ciccone, quarantanove anni, e poi Michele di dieci e Alberto di ventuno.
Quelli che sono qui certamente si conoscevano tutti.

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