Stanno uccidendo Firenze

Firenze, 19/01/12. Il sindaco più amato d’Italia, con le sue squadre dell’amore ha ordinato uno sgombero all’alba allo stabile di de’ Conciatori, un luogo dove da 31 anni si faceva cultura e si offriva uno spazio di aggregazione, in una delle residue esperienze comunitarie di una Firenze sempre più luna park dei turisti ed ostaggio delle lobby di potere. Una questione aperta da anni e rimandata, o ignorata, da varie amministrazioni, e la cui risoluzione a senso unico una amministrazione come quella targata Renzi non poteva farsi mancare, e che segue la chiusura di alcune storiche librerie del centro, la riabilitazione dell’ex cinema Gambrinus a nuova location dell’Hard Rock Cafè, la privatizzazione dell’Ataf, la serie di sgomberi avvenuti a carico di immigrati o persone in difficoltà nonostante le sfilate di lutto quando la logica dello sgombero produce morti come per la strage di un mese fa, ed altri numerosi piccoli episodi che, messi insieme, generano un mosaico drammatico per una città che nonostante tutto mantiene un grande profilo culturale, di tollerenza e di orgoglioso localismo, ad essa connaturati e per questo difficilmente sradicabili del tutto anche per chi è deciso a far cambiar pelle a Firenze in via definitiva.

“Sono le 4 del mattino in via de’ Conciatori a Firenze ed i lampioni illuminano la piccola strada del centro storico. Sembra tutto tranquillo. Poco alla volta inizia a radunarsi una piccola folla di ragazzi richiamati da uno stretto giro di sms e di messaggi lanciati sui Social Network”, recita “Nove Fireze”.
“Da questa mattina è in corso lo sgombero dello stabile occupato in via dei Conciatori. Ci sono state cariche e manganellate, mentre alcune  persone sono salite sul tetto per tentare una estrema resistenza. Lo sgombero dà seguito all’ordinanza firmata dal Sindaco Renzi, dopo che mesi fa c’era stata la vendita dell’immobile, al prezzo irrisorio per il centro storico di 1150€ a metro quadrato (dove i prezzi degli immobili talvolta superano i 5mila euro al metro quadro, ndr)”, si legge su “L’AltraCittà”.
Questo il commento dei Consiglieri comunali Ornella De Zordo e Tommaso Grassi insieme al Consigliere provinciale Andrea Calò, e al Consigliere del Quartiere 1 Marco Sodi, che hanno presenziato alla sgombero: “Oggi un altro pezzo della Città passa dalla proprietà pubblica a speculazione privata. Si è avallata un’operazione di speculazione urbanistica senza mai incontrare i soggetti che hanno animato le attività nell’immobile e che a più riprese avevano richiesto almeno un confronto con l’Amministrazione comunale. Con questa operazione la Città perde due volte, si impoverisce di una
esperienza di autogestione importante per il tessuto sociale fiorentino e vede una accelerazione verso lo svuotamento del centro storico di funzioni sociali e aggregative fuori dalle vie dello shopping e del consumo”.

Questi i fatti, in una città dove l’orizzonte che si è scelto di percorrere è sempre più chiaro e delineato, e corrisponde all’isolare i soggetti sociali non allineati e/o affiliati a un progetto complessivo comunale che corrisponde ad una idea di città svuotata dei suoi soggetti attivi e dai suoi rappresentanti più genuini e sempre più ostaggio delle grandi catene commerciali, capaci di rendere sempre più impercettibile la distanza dell’orgoglioso localismo fiorentino, colpito oggi in uno dei suoi punti sensibili, da quello delle capitali del turismo europeo, con vie centrali occupate da anonime vetrine un tempo luogo di vita e di lavoro di piccole attività ch’erano cuore pulsante del centro. Quelle stesse attività oggi in crisi , e, al massimo, note di clamore e folklore locale, rese macchiette d’un passato che non c’è più e curiose bizzarrie della modernità, anomalie del presente, che non possono, senza un sostegno tangibile, opporsi allo strapotere della grande distribuzione,e sono destinate a cadere come tessere d’un prezioso domino destinato a rimanere, se non si contribuirà ad una decisa inversione di tendenza, un lontano ricordo d’una città cancellata da poche sciagurate amministrazioni comunali.
“E’ l’instabilita’ che ci fa saldi ormai negli sradicamenti quotidiani”, cantano i C.S.I. in “Esco”. Se l’instabilità è dei tempi, lo sradicamento quotidiano sta diventando la triste consuetudine di questa città, oltre che dell’intera nazione.  In questo caso, lo sradicamento di un luogo che aveva ospitato una sede di Democrazia Proletaria, e sino ad oggi ospitava “un circolo anarchico e varie associazioni, fra Casa dei diritti sociali, Casa dei Popoli, una parte della Comunità senegalese, vari servizi alla popolazione e al quartiere come un cineforum, corsi di yoga, una biblioteca, un servizio di assistenza legale per gli immigrati, un ambulatorio di medicina naturale, assemblee pubbliche di quartiere”, come si legge da “Stampa Toscana”. Il tutto, gratuitamente, od a prezzi popolari, come si conviene ad uno stabile utilizzato per fini sociali che non intenda lucrare sui servizi alle persone e al quartiere.

Ecco cosa resta della cronaca di questo sgombero: un luogo animatore e scenario di  attività culturali e relazioni umane, ora svuotato di libri, disegni, passioni e murato,  consegnato ad una società immobiliare,  dopo esser stato svenduto.
Ecco cosa accade a Firenze: un nuovo strappo con la cittadinanza, un nuovo abbraccio alla speculazione.
Ecco cosa appare, alle ore 14 e 30. Una tranquilla e silenziosa via in zona Santa Croce in stato d’assedio, chiusa al traffico e ed all’accesso.

Per approfondire:

“Unione Inquilini”, sindacato per il diritto alla casa, si è occupata dello stabile di Via de’ Conciatori con un apposito dossier, che vale senz’altro una lettura per chi volesse approfondire la logica della vendita dello stabile. Il link di questo dossier è il seguente: http://www.unioneinquilini.it/index.php?id=3142.
A questo link invece una serie di foto dell’avvenuto sgombero, tra cui la foto che compare ad inizio testo e da qui ripresa: http://www.flickr.com/photos/novefirenze/sets/72157628937058723/show/

* Articolo pubblicato su “L’AltraCittà Le Piagge”, giornalismo partecipativo che si occupa di periferie locali, internazionali ed umane – http://altracitta.org/2012/01/19/stanno-uccidendo-firenze/

** Articolo pubblicato su “Senza Soste”, media indipendente nato dall’esperienza dell’omonimo collettivo di Livorno – http://www.senzasoste.it/istituzioni-totali/stanno-uccidendo-firenze-sgomberato-lo-stabile-di-via-dei-conciatori

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4 risposte a Stanno uccidendo Firenze

  1. Anna Lombroso scrive:

    sai caro Luca, sono veneziana in esilio e con qualche senso di colpa per questo, ma è così, il profitto svuota le città per trasformarle in disneyland, dove passanti stanchi e spaesati assistono allo spettacolo dell’arte e della storia, la rappresentazione della vita di artigiani e artisti, a loro uso.Quello che resta di vivo – e critico – disturba la sceneggiatura. grazie ti ho letto con sodale soddisfazione, quella di vedere che non tutti sonnecchiano

  2. carusopascoski scrive:

    Adesso, si tratta di svegliare chi ha il sonno leggero. Poi, chi ha il sonno pesante sarà svegliato dal clamore che odono dalle loro pur piccole finestre sulla realtà. Nella scenografia impostaci, esse sono designate come chiuse. Si tratta di rompere questo paradigma per (ri)prendere possesso del copione, non per gli applausi o la rappresentazione, ma per l’essenza stessa degli attori sociali coinvolti, spesso a loro insaputa, ed è questo il chiodo da sottrarre affinchè un nuovo umanesimo sostenibile diventi davvero possibile.
    Grazie a te per l’interesse sincero.

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