James Blake – The Wilhelm Scream

Un miracolo spirituale in un’era così appiattita sulla carnalità, una preghiera a cose più alte di me. Una canzone che potremmo esser orgogliosi di dire ai nostri nipotini d’esser roba di quando s’aveva noi vent’anni, e non sempre i vent’anni degli altri. Un vuoto pieno, il manifesto di tutto ciò che non è questa generazione.
Troppo facile parlare di James Blake e del suo disco d’esordio, omonimo. Troppo facile rammentare la cadenza vocale di Antony Hegarty, troppo palese il richiamo alla diradazione musicale predicata da Arthur Russell. Quello che sconcerta, è la fusione dei due linguaggi citati con un terzo, di matrice elettronica e col gusto retro (espresso nelle cover a Joni Mitchell e a Feist). Sconcerta perchè è la musica del futuro, perchè questo si, è un disco destinato a segnare la storia della musica moderna.

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