Il portiere di notte (Liliana Cavani, 1974)

Sussulti di morte in sensuali oblii. “Desertshore”, di Nico, che torna alla mente. Litania di astratto dolore in un covo di misantropi condannati all’Altro. Un incubo necessario al vuoto che ci accade, per palesarsi, di tanto in tanto, ed indicare l’onnipresente Notte dell’Uomo.
Liliana Cavani ed un incubo innamorato della morte, “Il portiere di notte”, un film capace di squarciare un’era, di ricacciare in gola alla ragione l’essenza sinistra della poesia, dopo il baratro di senso della II Guerra Mondiale, l’ultimo grande spavento dell’umanità.
Perchè la poesia non ha morale e da voce alla paura. Sovente è un’assassina.

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