Dino Campana – Nella pampa giallastra il treno ardente

Nella pampa giallastra il treno ardente
Correva sempre in corsa vittoriosa
E travolto vertiginosamente
Il vergine infinito, senza posa
Mi baciava sul viso, e il continente
Grottesco e enorme cambiava la posa – immantinente, senza posa
Così il mio libro: ed ecco che:
Ecco che viene colle gambe storte
Il mio sonetto a voi per salutare
Accettatelo bene per le rare
Virtù che porta nelle rime attorte.
E quando venga l’ora della morte
Ritorni la vostr’anima a brucare
A voi che cose peregrine e rare
Accarezzaste nelle gambe storte
. . . . . . . . . . . . . . . . . .
Io cerco una parola
Una sola parola per:
Sputarvi in viso, sfondarvi, […….]
Merda – per ora
Al chimico che scoprirà di meglio
Sia dato il premio Nobel:
Una parola – dinamite fetida
Che immelmi lo scarlatto del vostro sangue porcino
E vi stritoli la spina dorsale
E moriate nel viscidume vomitorio melmoso delle vostre midolla

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