Matana Roberts – I Am

2011, il Free Jazz graffia ancora nel disco di questa giovane sassofonista nata a Chicago e con una naturale propensione, e tensione, narrativa, un’attitudine sonora tra Coltrane (John & Alice), Pharoah Sanders, Don Cherry e l’urgenza espressiva tragicamente dirompente de “L’urlo” di Munch.
In “Coin Coin Charter One: Les Gens De Coleur Libres”, Matana Roberts ha l’ambizione, compiuta, di musicare un trattato d’antropologia sulla schiavitù degli africani negli USA ed espiarne l’eredità con un urlo munchiano protratto che arricchisce la storia della musica moderna d’un nuovo leggendario capitolo, per non esser vinti dal tempo, ma imporsi su esso.
Per un ascoltatore, è sempre bello, e sempre più raro, assistere all’assestarsi d’una contemporanea nell’Olimpo della musica.

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